Lulli-Porpora: il quartiere insorge
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato-stampa che rende noto l'esito dell'ultima assemblea del comitato Lulli-Porpora, in cui è stato deciso che la vertenza sulla riqualificazione degli immobili ALER di edilizia residenziale pubblica entri in una fase di mobilitazione permanente. Appuntamento per una conferenza-stampa a giovedì 9 luglio alle ore 11.30, in via Lulli 30 bis.
(CS Comitato Lulli-Porpora)08/07/2026

Il Comitato Inquilini del quartiere ALER di via Lulli-Porpora intende evidenziare quanto avvenuto al tavolo con ALER e Edison durante l’incontro del 24/6/2026 e successivamente durante l’audizione di ALER in Commissione Casa del Comune di Milano del 30/6/2026 relativamente alla riqualificazione del quartiere.
In tale occasione, gli inquilini hanno espresso con assoluta compattezza la ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di gestione unilaterale dei cantieri o, peggio, di svuotamento indiscriminato del quartiere. Deplorano fermamente le gravi dichiarazioni tese a minacciare sgomberi forzati, pronunciate dalla dirigenza il 24/6; dichiarazioni dinanzi alle quali la sala intera è insorta, costringendo i vertici aziendali a un immediato quanto doveroso dietrofront. Gli inquilini non intendono fare ostruzionismo al piano di riqualificazione, del quale riconoscono la necessità. Esigono, tuttavia, che i diritti e la dignità dei residenti, in particolare delle fasce più anziane e fragili, siano posti al centro del progetto ma esigono che il confronto riparta da queste precise proposte tecniche e garanzie vincolanti esposte in quella sede dalla rappresentante del comitato inquilini.
Il Comitato Inquilini del comparto Lulli–Porpora è nato da un percorso democratico di assemblee e sostenuto con fermezza da 75 firme depositate al Municipio 3 e dalla Mozione n. 4 approvata dall'istituzione municipale l’11 giugno 2026. Riconosciamo la necessità e il valore di un piano di riqualificazione atteso da anni, evidenti sono i danni da ammaloramento degli stabili dovuti alla mancanza di interventi manutentivi straordinari ma anche semplicemente ordinari.
Tuttavia, un progetto pubblico non può ignorare il tessuto sociale che lo abita. La tutela della nostra comunità non è negoziabile: chiediamo un equilibrio reale e sostenibile tra le esigenze tecniche dei cantieri e i diritti di chi, in questi palazzi, ci vive. Rilanciamo un appello pubblico urgente a Regione Lombardia e ad ALER per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente e un Protocollo d'intesa vincolante.
Tuttavia, un progetto pubblico non può ignorare il tessuto sociale che lo abita. La tutela della nostra comunità non è negoziabile: chiediamo un equilibrio reale e sostenibile tra le esigenze tecniche dei cantieri e i diritti di chi, in questi palazzi, ci vive. Rilanciamo un appello pubblico urgente a Regione Lombardia e ad ALER per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente e un Protocollo d'intesa vincolante.
La nostra proposta contro lo sradicamento
Per evitare soluzioni traumatiche come lo svuotamento indiscriminato del quartiere, che fermamente rifiutiamo, abbiamo elaborato una proposta di un piano di gestione del cantiere basata sui dati reali del censimento dei vostri alloggi vuoti:
- priorità assoluta a via Porpora 47: è qui che bisogna iniziare. Su 107 appartamenti totali oltre 70 sono attualmente vuoti. Questa palazzina deve essere il volano dell'intero progetto: ristrutturandola per prima, si creeranno gli spazi necessari per attivare una mobilità esclusivamente interna al comparto per i civici di via Porpora 43 e Lulli 30;
- interventi mirati al 30 bis: questo civico gode delle migliori condizioni manutentive. E ha solo 7 alloggi vuoti su 39. Chiediamo che qui si proceda con interventi meno invasivi, senza lo sgombero degli alloggi, sfruttando le sole disponibilità interne per la gestione mobilità.
- rotazione sui civici Porpora 43 e Lulli 30: questi due civici contano in tutto 86 famiglie residenti (43 per ciascun civico). Grazie ai 77 alloggi già vuoti nel comparto (70 in porpora 47 e Lulli 30 bis) e al completamento a tappe del primo lotto, le famiglie potranno essere ricollocate azzerando di fatto l’impatto traumatico sul quartiere.
Per trasformare queste intenzioni in un percorso condiviso e trasparente, il Comitato Inquilini pone sul tavolo le seguenti richieste inderogabili:
- Tavolo Tecnico Permanente e Accesso agli Atti. Chiediamo l'istituzione immediata di un tavolo di gestione permanente del cantiere che riunisca ALER, impresa, sindacati, comitato inquilini Municipio 3 e Comune di Milano. Pretendiamo inoltre la consultazione integrale del progetto edilizio per conoscere la reale natura e finalità degli interventi (efficientamento, strutture, interni);
- Un Protocollo d'Intesa Urgente. Visti i tempi imminenti dei lavori, esigiamo un protocollo d’intesa urgente scritto e firmato da Regione Lombardia, ALER e Sindacati degli inquilini, che vincoli l'ente alla tutela delle fasce più fragili e degli anziani;
- Laboratorio di Quartiere. Uno spazio fisico e sociale di supporto, uno sportello presente in quartiere tutta la settimana che accompagni l'intera durata del progetto, gestendo le differenti fragilità e i flussi della mobilità, con il supporto di membri del comitato inquilini;
- Tutela del Diritto all'Abitazione (ERP). Gli alloggi ristrutturati devono rimanere tassativamente nelle graduatorie ERP. Non accetteremo che i costi della riqualificazione o gli aumenti previsti dalla legge 16/2016 siano scaricati sulle tasche degli inquilini storici;
- Rispetto degli investimenti dei privati e tutele sui traslochi. Negli anni, le famiglie hanno speso decine di migliaia di euro di tasca propria per sopperire alla mancata manutenzione dell'ente gestore. Qualsiasi alloggio assegnato dovrà avere una qualità equivalente o superiore – mai inferiore – a quella attuale. In caso di mobilità esterna, i costi dei traslochi devono coprire anche l'adeguamento dei mobili, con garanzie scritte e tempi certi per il rientro di chi lo desidera, con copertura dei costi dell’eventuale nuovo trasloco.
VI INVITIAMO GIOVEDI 9 ALLE ORE 11.30 AD INCONTRARE IL COMITATO INQUILINI E A VISITARE LE NOSTRE ABITAZIONI PER CONSTATARE COME NEGLI ANNI GLI INQUILINI ABBIANO PROVVEDUTO A LORO PROPRIE SPESE ALLA MANUTENZIONE DEGLI APPARTAMENTI E DEGLI IMMOBILI LASCIATI IN COMPLETO ABBANDONO DALL’ENTE GESTORE
