Caso Lulli-Porpora: il confronto tra ALER e inquilini in commissione congiunta Municipio 3-Comune

Dopo alcuni interventi “tecnici”, Giovanna Ferramosca, del “comitato inquilini Lulli-Porpora” ha aperto il dibattito esprimendo una posizione netta: gli abitanti non si oppongono alla riqualificazione, che ritengono anzi doverosa dopo anni di "inadempienza" nella manutenzione da parte di ALER. Tuttavia, la contrarietà allo "svuotamento del quartiere" è totale: la linea degli inquilini è “nessuno sfratto camuffato”.
La richiesta principale degli inquilini è l’adozione di un piano di gestione dei cantieri a rotazione, che sfrutti gli alloggi attualmente vuoti (circa la metà del complesso) come "volano" per permettere una mobilità interna. “Esigiamo che i diritti e la dignità dei residenti siano al centro del progetto, ha dichiarato Ferramosca, perché la riqualificazione si faccia con gli abitanti e per gli abitanti, ma non sulla loro pelle”. Tra le altre richieste vincolanti avanzate dal comitato figurano:
La creazione di un tavolo tecnico permanente con accesso ai progetti esecutivi.
La sottoscrizione di un protocollo d'intesa vincolante che garantisca il diritto al rientro.
La copertura totale delle spese di trasloco e di riadattamento degli arredi.
L'attivazione di uno sportello fisico nel quartiere per assistere quotidianamente i residenti, specialmente i più anziani.
Il Presidente di ALER Milano, Alessandro Rizzi, ha risposto ribadendo l’eccezionalità dell'opportunità offerta dai fondi RepowerEU, che impongono però tempi strettissimi per non perdere i finanziamenti. Rizzi ha smentito le ipotesi di "dismissione”, confermando che tutti i 153 alloggi interessati rimarranno destinati all'Edilizia Residenziale Pubblica.
Il punto più critico sollevato dal Presidente riguarda la sicurezza: una relazione tecnica del Politecnico (Ing. Iurina) avrebbe riscontrato "problemi strutturali e vulnerabilità sismica grave". Per questo motivo, secondo Rizzi, lo svuotamento di alcuni stabili è una necessità tecnica piuttosto che una scelta arbitraria. «L'alternativa — ha ammonito il Presidente — sarebbe stata chiudere gli stabili in assenza di risorse.
La
relazione tecnica del Professor Lorenzo Iurina del Politecnico di
Milano ha rilevato veri e propri problemi strutturali di tale gravità
che, in assenza dei finanziamenti per intervenire, l'unica
alternativa per l'azienda sarebbe stata quella di chiudere gli
stabili e lasciarli vuoti per motivi di sicurezza. A causa di questi
problemi, ALER ritiene indispensabile lo svuotamento totale di alcuni
civici per poter procedere con i lavori di consolidamento.
Sul fronte della mobilità, Rizzi ha riferito che 22 famiglie hanno già accettato il trasferimento e i primi traslochi inizieranno a luglio. Sebbene molti residenti verranno spostati verso Città Studi, il Presidente ha assicurato l’impegno per garantire la permanenza nel quartiere dei nuclei più fragili e si è detto disponibile a trasformare le promesse in un protocollo scritto, includendo la copertura delle spese di trasloco e il supporto dei “community manager”.
Come ha accennato anche la Presidente del Municipio 3, Caterina Antola, che ha anche la delega alla casa, la mobilità legata alla ristrutturazione del complesso ALER influisce sulla scuola dell'infanzia di via Porpora 45, non destinata ad alcun intervento, a causa della convivenza con i cantieri.
Questo solleva forti preoccupazioni tra i genitori e il personale scolastico per quanto riguarda la sicurezza e il regolare svolgimento delle attività educative. La certezza dei tempi degli interventi è fondamentale per permettere alla scuola di organizzarsi preventivamente. Il Presidente di ALER ha confermato l'impegno a favorire la permanenza nel quartiere per i nuclei familiari con bambini che devono frequentare la scuola, per evitare lo sradicamento dal loro contesto educativo.
Il Municipio 3 si è impegnato a seguire da vicino la vicenda, includendo le garanzie per la scuola (sia per i bambini e le famiglie che per i lavoratori) all'interno delle mozioni e dei tavoli di negoziazione con ALER.
E' stato rilevato che, mentre il rimborso per il trasloco e le utenze in uscita, anche se a posteriori, sembra confermato, non è emerso con la stessa chiarezza un impegno formale per coprire le medesime spese al momento del rientro definitivo negli alloggi originari.
I consiglieri comunali e municipali, pur con sfumature diverse, hanno tenuto un atteggiamento di mediazione. Se da un lato è stata lodata l’operazione di recupero del patrimonio pubblico, dall'altro è stata ribadita la necessità di un presidio sociale forte. La Presidente Antola, ha confermato che il Municipio non resterà ai margini e monitorerà che ogni spostamento avvenga nel rispetto dei diritti, con particolare attenzione anche alla scuola dell'infanzia di via Porpora 45.
La partita si sposta ora sul tavolo tecnico: il protocollo d'intesa sarà il banco di prova per capire se la "rigenerazione urbana" di Lulli-Porpora potrà davvero coincidere con la "giustizia sociale" richiesta a gran voce dai suoi abitanti.
