"Un luogo che rischia di essere tortura": la relazione ispettiva sul CPR di via Corelli a Milano

La visita ha fatto emergere quattro nodi principali.
Opacità sui numeri. Alla delegazione sono stati forniti ben quattro elenchi diversi delle persone trattenute (71, 70, 64, 66 dichiarate ma 58 al conteggio effettivo), con dati incongruenti e un cittadino comunitario indicato come presente pur avendo lasciato la struttura una settimana prima. Poiché i rimborsi ministeriali sono parametrati sulle presenze effettive, la relazione chiede di verificare la corrispondenza tra dati comunicati e realtà. Il personale dell'Ufficio Immigrazione è stato descritto come reticente e non collaborativo.
Registrazione carente degli eventi critici. Il registro è stato cambiato da un quaderno A4 a schede mobili ad anelli, formato che consente modifiche successive e mina l'immutabilità della documentazione. Numerosi eventi gravi non risultano annotati: almeno due tentativi di suicidio (tra cui tentativi di impiccagione), trasferimenti ospedalieri, un incendio con intervento delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa. Gli scioperi della fame (5-6 al mese) non vengono registrati come eventi critici ma solo nelle cartelle sanitarie individuali. Sia la Direzione sia il personale medico tendono a minimizzare gli atti anticonservativi definendoli "simulazioni" o "atti richiestivi".
Condizioni materiali degradanti. Acqua bollente e non regolabile, docce in gran parte non funzionanti, sale comuni sporche e danneggiate, cibo di scarsa qualità con malori dopo i pasti, ritardi nella consegna dei beni e del pocket money, criticità nella somministrazione del metadone e trattenimenti prolungati (anche da mesi).
Profilo giuridico e conclusioni. La relazione richiama la mancanza nell'ordinamento della riserva di legge (art. 13 Cost., sentenza 96 della Corte Costituzionale) e, alla luce anche della sentenza del Consiglio di Stato n. 7839/2025, raccomanda la rivalutazione e possibile dismissione del CPR. La posizione è di netta contrarietà: la detenzione amministrativa, per come praticata a via Corelli, presenta criticità che rischiano di avvicinare la struttura a un luogo di tortura.
