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  • Conoscere gli anziani

    Si sta svolgendo in questi giorni alla Fabbrica del Vapore un Forum sulla Longevità dedicato alle donne. Ma per andare incontro alle esigenze di socialità degli anziani cosa viene offerto oggi dalla comunità? ()
    Casa Feltre case di quartiere
    Nel marzo 2025 si è formalmente inaugurata una grande innovazione dedicata soprattutto agli anziani e non solo: a Milano i Centri Anziani comunali si sono trasformati in “Case di Quartiere”. Iniziativa pubblicizzata sulla stampa locale con questo titolo “Milano città di anziani e single – Case di Quartiere contro la solitudine”, durante i tre giorni del Forum del WELFARE 2025 a cura dell’Assessorato Welfare e Salute. Si annunciavano due importanti obiettivi: in primis contrastare la solitudine delle persone single e dei nuclei familiari diventati monocomposti e, a seguire, attuare spazi d’integrazione con risvolto intergenerazionale, ovvero non più spazi dedicati esclusivamente agli anziani bensì anche a famiglie, bambini e giovani. Trascorso un anno abbondante, possiamo tentare di osservare quanto avvenuto ed avere l’occasione per parlare di questi anziani urbani.

    Le Case di Quartiere oggi si presentano bene nella loro attrattiva, sono realtà allegre e variopinte, vivaci e giovanili, ritrovi moderni e innovativi nelle proposte di attività e nell’ampia programmazione stagionale. Dei cantieri in continua attività. Si connotano soprattutto come spazi molto strutturati nell’organizzazione: vanno rispettati i Regolamenti e i referenti gestionali, i tempi e le modalità d’iscrizione, le scadenze temporali, il numero di posti a disposizione e le liste d’attesa. A tutto questo bisogna sapersi adeguare con disciplina. E’ utile ricordare che le Case di Quartiere sono frutto di una metamorfosi molto significativa e coraggiosa per gli storici “Centri Anziani”, o meglio gli ex CSRC-Centri Socio Ricreativi Culturali del Comune di Milano, attivi da oltre un ventennio a Milano, quando era in auge il Sindaco Letizia Moratti. In auge c’era anche il concetto di CITADINANZATTIVA, termine promosso formalmente dalla UE nell’anno 2012 e anche da essa formalmente finanziato per molto tempo.

    Un percorso che ha promosso e maturato per le persone over 55/65 anni di immettersi a 360° nella partecipazione dell’impegno civico, favorire l’invecchiamento attivo e far così crescere il ruolo dei senior nella società. In questo contesto sono fioriti e moltiplicati i Centri Anziani-CSRC con un proliferare di attività sociali e ricreative, con l’intrattenimento attraverso il volontariato, con la messa in uso di corsi didattici e di formazione come l’Università della Terza Età. E’ proliferata anche un’ abbondanza di partite a carte, di feste con canti e balli tutto l’anno. I CSRC erano inseriti in modo specifico (visibilmente sul sito del Comune di Milano) tra le risorse dei servizi sociali e sotto l’etichetta dei servizi over 60.
    Questo quadro sociale può essere più significativo se si prende anche in considerazione, un po' dalle origini e dagli addetti ai lavori, chi sono in realtà gli anziani. Gli addetti ai lavori dei diversi contesti implicati del sociale, sanitario e sociosanitario, che dovrebbero essere integrati tra loro, configurano gli anziani nelle due macro tipologie degli anziani autosufficienti e non. Oggi, le nuove Case di Quartiere quanto stanno affrontando e come si stanno dedicando a questi due ambiti dell’invecchiamento? e soprattutto, è assicurata una parità d’ interesse e di dedizione per poter dire che il coinvolgimento delle persone anziane sia equo e davvero inclusivo?

    Gli anziani vanno conosciuti nella loro complessità per evitare esclusioni e preconcetti da tifoserie (se non recinti…). Ancora oggi si tende a dare molto attenzione e visibilità all’invecchiamento attivo dei c.d. “giovani anziani”, le persone autosufficienti. E dell’ “l’invecchiamento e basta”, ovvero quello non qualificato come attivo, chi se ne fa carico? La programmazione delle attività e dei corsi, in cui si prodigano i cantieri sempre aperti delle Case di Quartiere, come si muove se queste Case risultano essere l’espressione dell’abilismo a tutto tondo: essere o divenire abili per seguire ed eseguire cose da fare (le attività) con competenza, prestazione fisica e abilità. In queste nuove strutture unicamente il gioco delle carte è restato ad accesso libero pur in tempi e modalità contingentate, stretti in giorni ed orari dedicati e da rispettare e questo è una delle nuove regole che, personalmente, considero un buon traguardo di educazione alla socialità e non alla storica esclusività primeggiante degli accaniti giocatori. Basta questo ?
    Sarebbe interessante quindi proseguire in queste osservazioni pensando a proposte per gli altri anziani, gli anziani con le disabilità acquisite, in primis quelle motorie e sensoriali, quelli con il disagio cognitivo alle spalle, gli anziani che vivono soli e senza rete parentale e che si fanno timorosi ad uscire di casa. Ogni Municipio si attesta annualmente il proprio INDICE DI VECCHIAIA, che nella sua valenza va utilizzato proprio per programmare quell’altro necessario per accogliere non solo gli anziani attivi bensì tutti gli altri con la pianificazione di spazi meno strutturati, aperti e facili, spazi di conversazione, di incontri tra persone, di lettura condivisa, spazi di cura delle relazioni dal vivo, spazi di ritrovo adeguati anche al cambiamento climatico e spazi che prevedano interventi di accompagnamento….molti dei nostri anziani non escono di casa proprio per le ridotte abilità di cui sopra. Prendere in considerazione questi aspetti serve per conoscere in modo più completo gli anziani ed avanzare con equilibrio in queste nuove Case di Quartiere, ex Centri Anziani di Milano.

    Ad oggi nel Municipio 3 sono tre le Case di Quartiere aperte:
    • Casa di Quartiere Valvassori Peroni di via V. Peroni 56
    • Casa di Quartiere Feltre di via Crescenzago 56
    • Casa di Quartiere Boscovich di via Boscovich 42
    e sul sito del Comune di Milano>argomenti>partecipazione civica si trovano riportate tutte le Case di Quartiere dei Municipi di Milano.

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