Le mostre a Milano in vista dell’estate
Palazzo Reale vede a giugno alcune grandi mostre proseguire ed altre che aprono. Chiude il 14 giugno I Macchiaioli, mostra che offre un’approfondita lettura del movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento, ricostruendo l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Fino al 21 giugno Metafisica/Metafisiche, grande mostra che mette in dialogo i Maestri della Metafisica (de Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, de Pisis), figure come Ernst, Magritte, Dalì e Warhol, e artisti, architetti, registi, fotografi, scrittori e designer contemporanei. Dal 16 giugno al 6 settembre Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo Milano, Bernini, Canova, Michelangelo: attraverso immagini di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, la mostra celebra gli aspetti più emblematici della ricerca di Amendola (Pistoia, 1938), figura centrale della fotografia d’arte contemporanea che si distingue per la capacità di attraversare la storia dell'arte e trasformare la luce in racconto. Cuore della mostra è il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare, attraverso il proprio obiettivo, con alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Una sezione è dedicata al Duomo di Milano, con una serie di scatti inediti che indagano la cattedrale come una scultura attraversata dalla luce e dal tempo. Dal 18 giugno al 13 settembre The Breach. Il muro rompe il silenzio: mostra site-specific che porta le suggestive opere del pittore Paolo Troilo in dialogo con il patrimonio artistico e culturale di Palazzo Reale, utilizzando le dita come pennelli, reinterpretando le tappezzerie, firmate dalla stessa antica tessitura Rubelli che realizzò gli originali. Attraverso le opere in mostra a parlare sono la storia dell’edificio e i protagonisti che ne hanno abitato le stanze: da Leonardo da Vinci a Margherita di Savoia e Maria José, prima e ultima regina consorte d’Italia, dai Visconti a Napoleone Bonaparte. Infine, prosegue fino al 27 settembre Anselm Kiefer. Le Alchimiste, oltre quaranta grandi opere inedite di uno tra i più influenti artisti contemporanei che, con la sua pittura materica e simbolica, racconta distruzione e rigenerazione, mito e memoria collettiva. Kiefer evoca una costellazione di figure femminili note e dimenticate, riconoscendo alle “alchimiste” un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. www.palazzorealemilano.it/
Alla Pinacoteca di Brera, fino al 13 settembre, Agostino da Lodi. Un pittore itinerante tra Leonardo e Giorgione. Per la prima volta, una mostra dedicata a uno degli artisti più originali attivi in Italia nel 1500. Il percorso espositivo riunisce 46 opere che ricostruiscono per la prima volta la sua carriera: accanto ai suoi dipinti, capolavori di Bramantino, Giovanni Bellini, Giorgione, Dürer, Lorenzo Lotto e Girolamo Romanino, Maestri con cui Giovanni Agostino si confrontò, rielaborandoli in modo del tutto personale. https://pinacotecabrera.org/
A Palazzo Citterio, in Via Brera, fino al 26 luglio Giovanni Gastel. Rewind, esposizione che rende omaggio a un protagonista assoluto della fotografia contemporanea, attraverso oltre 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitari ai progetti a lui più cari. Fino al 26 luglio Paladino: reduce da una mostra alla Galleria Massimo De Carlo, Mimmo Paladino torna a esporre a Milano in uno spazio pubblico, dopo la personale a Palazzo Reale nel 2011. Uno dei protagonisti più celebrati della scena italiana e internazionale, propone un progetto dedicato ai Dormienti, uno dei suoi più celebri capolavori qui riallestiti in stretto dialogo con l’architettura che lo ospita, più un nucleo di opere su carta del 1973. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/
Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, fino al 18 ottobre,Werner Bischof. Point of view: a 110 anni dalla nascita, un’ampia panoramica sulla vita e sull’opera del fotografo svizzero, tra i più importanti fotoreporter del XX secolo. Membro dell’agenzia Magnum Photos, ha saputo distinguersi per un approccio umanistico, capace di coniugare rigore documentario e intensità poetica. Sono fotografie con sguardo ancora oggi straordinariamente attuale che raccontano la Storia: l’Europa devastata dalla Seconda Guerra Mondiale; reportage realizzati in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina; esplorazioni visive nel continente americano. Dal 10 giugno al 4 ottobre, Sony World Photography Awards 2026, una selezione delle immagini vincitrici e finaliste dell’edizione 2026 del concorso internazionale organizzato dalla World Photography Organisation: immagini provenienti da più di 200 Paesi e territori che promuovono la fotografia come linguaggio universale di racconto e interpretazione del mondo. https://chiostrisanteustorgio.it/
Al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, in Via Palestro, fino al 7 giugno, The Only True Anarchy is That of Power, monografica di Marco Fusinato, uno degli artisti e musicisti più innovativi del panorama contemporaneo internazionale. Una selezione dei suoi progetti più significativi degli ultimi anni: installazioni, riproduzioni fotografiche, performance e registrazioni, progetti che esplorano il tema del rumore, un intenso universo visivo e sonoro. Il 13, 14 e 15 giugno Eravamo notte, ora siamo giorno, ritratti fotografici e riprese intime di Ambrosia Fortuna, raccolte nell’arco di oltre dieci anni, tra Milano e Napoli: i volti, i corpi e i gesti di persone - amiche, amanti, sorelle - che, come l’autrice, hanno vissuto la notte come luogo d’identità, trasformazione e sorellanza. Una comunità che si mostra nel suo essere, e non solo nel suo apparire. Con questa mostra il PAC partecipa a Milano Pride 2026, inserendosi nel ricco calendario di proposte culturali che interessano la città in occasione del Pride Month. www.pacmilano.it/
Sempre in Via Palestro, alla GAM/Galleria d'Arte Moderna, fino al 28 giugno, Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque. A 160 anni dalla nascita (1886-1938) l ’esposizione ricostruisce il percorso di questo artista italiano, principe russo per nascita, parigino d’adozione, che ha saputo catturare lo spirito della Belle Époque e nello stesso tempo intraprendere una brillante carriera negli Stati Uniti. Grazie al grande talento di ritrattista è ricercato da un’élite cosmopolita, dalle celebrità e addirittura dalle prime stelle del cinema americano. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, l’esposizione mette in risalto la sua scultura animalista. www.gam-milano.com/
Al MUDEC/Museo delle Culture in Via Tortona, tre mostre in corso che terminano il 28 giugno: The Moment the Snow Melts, installazione site-specific di Chiharu Shiota (Osaka, 1972): un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta con i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma non ci è più possibile incontrare; Il senso della neve. Popoli, arte antica e sguardi contemporanei, un viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia attraverso oltre 150 opere tra dipinti e installazioni di Chiharu Shiota, più oggetti etnografici; 100 fotografie per ereditare il mondo, mostra che attraversa due secoli di storia della fotografia, dalle prime sperimentazioni alle avanguardie del Novecento, come Man Ray, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Robert Mapplethorpe, David LaChapelle e molti altri. www.mudec.it/
Alla Fabbrica del Vapore, fino al 14 giugno Mario Convertino. Progettista dell’immaginario, un protagonista della cultura visiva italiana tra anni Settanta e Novanta che ha trasformato il rapporto tra immagine, musica e comunicazione, con contaminazioni tra arti e media. La mostra racconta una figura chiave della cultura visiva attraverso celebri copertine discografiche realizzate per artisti come Lucio Battisti e Franco Battiato. Convertino ha ridefinito il ruolo della grafica, rendendola parte integrante del progetto musicale e non semplice elemento decorativo. Il percorso espositivo esplora anche le sue sperimentazioni tra fotografia, editoria, televisione e arti visive, inclusa l’esperienza innovativa di Mister Fantasy, che contribuì a introdurre il linguaggio del videoclip in Italia. Fino al 28 giugno, SACRED BREAD - Le vie del pane mostra fotografica di Stefano Torrione, immagini in bianco e nero che tracciano un itinerario di sedici tappe attorno al bacino del Mediterraneo alla ricerca delle tradizioni più antiche legate alla panificazione. Il pane, elemento centrale anche nelle tre grandi religioni monoteistiche, supera la sua natura di alimento per diventare un simbolo universale di vita e condivisione tra i popoli. Dal 5 giugno al 13 settembre La misura dell'Uno, collettiva che mette in dialogo arte, etica e contemporaneità attraverso linguaggi e visioni differenti. Un percorso immersivo tra opere, suoni e narrazioni per riflettere sul ruolo dell’artista e sul senso del presente. A dieci anni dalla sua fondazione, il Movimento Arte Etica celebra il proprio percorso con una mostra che affronta temi urgenti come ambiente, identità, memoria, giustizia e responsabilità culturale. www.fabbricadelvapore.org/
All’Hangar Bicocca, fino al 19 luglio, Rebecca, personale di Benni Bosetto, nata a Merate nel 1987, una tra le artiste più interessanti della sua generazione, la cui pratica è incentrata sulla percezione, trasformazione e decostruzione del corpo. Nel suo lavoro spazia tra disegno, scultura, installazione e performance. Fino al 26 luglio The House That Jack Built, mostra che porta all’attenzione la trentennale ricerca di Rirkrit Tiravanija intorno alla pratica spaziale e architettonica, concependo gli edifici come piattaforme il cui valore è determinato dall’uso e dalle persone che li abitano, non dalla loro forma né da chi li ha progettati. https://pirellihangarbicocca.org/
Alla Triennale,fino al 7 giugno, Nello spazio di un secolo Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre, mostra che ripercorre i cento anni di storia di Rai Pubblicità, nata come SIPRA (Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima), quando le trasmissioni radiofoniche in Italia erano appena iniziate. La storia dell’azienda accompagna il mutare del sistema dei media e quello dei costumi e delle abitudini degli utenti. Fino al 6 settembre Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, grande retrospettiva che racconta il contributo dei due progettisti allo sviluppo del design e della grafica internazionale. Attraverso una selezione tra la loro vastissima produzione – oggetti, arredi, interni, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, manuali, marchi, libri, copertine, riviste – l’esposizione ricostruisce una storia che si sviluppa tra la Milano avvolta nel fermento della rinascita culturale del Dopoguerra e New York, metropoli cosmopolita e laboratorio di possibilità, dove i Vignelli si trasferiscono nel 1965. Fino al 4 ottobre Andrea Branzi by Toyo Ito Continuous Present, una monografica dedicata ad un grande architetto, designer, docente, teorico, critico, curatore e artista: figura centrale nel pensiero progettuale tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Attraverso lo sguardo dell’architetto giapponese e vincitore del Pritzker Prize Toyo Ito, questa mostra presenta i temi e i progetti più significativi del designer italiano. Fino al 31 dicembre Ettore Sottsass Design Metaphors: nello spazio intorno all'installazione permanente Casa Lana, opere di Sottsass (1917–2007), una delle figure più influenti dell'architettura e del design del Novecento. https://triennale.org/
Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, fino al 28 settembre, Dash, progetto multimediale concepito dalla artista cinese Cao Fei che combina diversi linguaggi artistici, dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario. Fei si è dedicata allo studio delle campagne della Cina e del Sud Est asiatico, osservando il calo delle coltivazioni di cereali dovuto alla scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne. Fino al 9 novembre, Over, under and in between, un progetto site-specific concepito dall’artista Mona Hatoum che invita a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Sono tre installazioni che rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità, creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore. Fino al 30 ottobre, nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele, The Island, progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui installazioni si collocano tra documentario e cinema sperimentale, intrecciando narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione e della crisi climatica. www.fondazioneprada.org/
Al Castello Sforzesco, fino al 28 giugno Gianfranco Frattini 100, 1926-2026, un’installazione che inaugura le celebrazioni per i cento anni dalla nascita dell’architetto con edizioni speciali realizzate da Artemide, Cassina, CB2, Gubi, Poltrona Frau, Tacchini e Torri Lana. Fino al 31 agosto Leonardo Parlante mostra dell’artista e studiosa Sabrina D’Alessandro, diffusa in vari spazi del Castello, che mette in luce uno degli aspetti meno conosciuti del genio rinascimentale, quello di collezionista di vocaboli. Un Leonardo che, durante la sua permanenza a Milano, per arricchire il proprio lessico trascrisse circa ottomila termini sotto forma di lunghe liste nel Codice Trivulziano. La mostra restituisce alla memoria le parole di Leonardo attraverso installazioni (parole-scultura) e affissioni pubbliche. www.milanocastello.it
A Palazzo Morando fino al 27 settembre The Gentleman. Stile e gioielli al maschile, mostra che - attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti - invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile. Una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale, degli aspetti funzionali e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile. www.comune.milano.it/web/palazzo-morando
Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino al 2 agosto, Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, mostra costruita attorno a tre elementi strettamente interconnessi: il mito di Meleagro, tra i racconti più intensi della tradizione classica, il sarcofago romano con il rilievo raffigurante la Morte di Meleagro (ca. 170–180 d.C.), esposto per la prima volta al pubblico, e il cosiddetto “gesto della disperazione”, una delle più incisive formule figurative del dolore nella tradizione artistica occidentale. Fino al 4 ottobre Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: gli straordinari bronzi etruschi dell’antica Collezione Corazzi oggi conservati al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, tornano eccezionalmente in Italia. La mostra racconta una storia di scambi culturali e di collezionismo illuminato. www.fondazioneluigirovati.org/it
Alla Galleria Crédit Agricole presso il Refettorio delle Stelline,
in Corso Magenta, fino al 20 giugno Andy Warhol. Passaggio in Italia
1975-1987: dopo un primo soggiorno italiano del 1956 alla scoperta
dell’antichità classica e del Rinascimento, dal 1975 Warhol ritorna più volte per
progetti come la serie The Last Supper, per questa Galleria nel
1987; il ciclo Vesuvius/Terrae Motus, maturato sull’onda emotiva
del terremoto in Irpinia; l’edizione di Ladies and Gentlemen coi
ritratti queer; la Falce e Martello. www.credit-agricole.it/eventi
E veniamo alle mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3.
Presso iKonica Art Gallery, in via Porpora, dal 4 all’11 giugno, Feminism Now mostra collettiva che prende forma come uno spazio di incontro, dove differenze e affinità dialogano liberamente. Artiste e artisti sono stati invitati ad esplorare il femminile come realtà in trasformazione, non come forma chiusa, un terreno di possibilità attraversato da vissuti personali e immaginari condivisi. Pittura, fotografia e installazione diventano strumenti di ricerca e di racconto. www.ikonica.eu/mostre-in-galleria/
Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, dal 10 giugno al 1° agosto, Dimora Dislocata, mostra di Alicja Kwade, artista nata nel 1979 a Katowice (Polonia) che vive e lavora a Berlino, conosciuta a livello internazionale per le sue sculture, le installazioni pubbliche di ampio respiro, i film, le fotografie e le opere su carta che sfidano concetti scientifici e filosofici smantellando i confini della percezione. Il suo linguaggio artistico distintivo si basa sulla decostruzione e ricostruzione di oggetti quotidiani e materiali naturali, nel tentativo di esplorare l'essenza della nostra realtà e di esaminare le strutture sociali. https://massimodecarlo.com/
Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, fino al 5 giugno, DENTRO LA FABBRICA. Il racconto visivo della modernità nelle fotografie di Uliano Lucas. Fotoreporter di indagine sociale, Lucas ci racconta cinquant’anni di vita, di fatica, di quotidiano impegno di uomini e donne.. La mostra spazia dall’indagine nelle piccole fabbriche sparse sul territorio alle grandi industrie, dai nuovi distretti produttivi degli anni Ottanta ai complessi industriali del Mezzogiorno, documentando gli anni in cui l’Italia si afferma come paese industriale, con i suoi miti e le sue lotte politiche e sindacali, fino alla crisi del sistema produttivo e all’epoca della new economy. www.mudima.net
Presso Manifiesto Blanco, in Via Benedetto Marcello, fino al 6 giugno, Storie di nuvole e foglie, personale del pittore giapponese Kazuto Takegami (nato nel 1970) che, da osservatore della Natura, percepisce le vibrazioni di questi elementi, esempio dell’effimero e del transitorio che donano al nostro sguardo la bellezza delle loro mutevoli forme e colori. Sono quadri, disegni e piccole sculture che raffigurano momenti di stupore e bellezza, attimi di splendore che vanno conservati nel ricordo come qualcosa di prezioso. www.manifiestoblanco.com/
Alla Casa Museo Boschi Di Stefano, in Via Jan, fino al 7 giugno Carlo Zauli 1926-2026. Tra Faenza e Milano, mostra che presenta la figura poliedrica di Zauli (Faenza, 1926-2002) nel centenario della nascita. E’ un dialogo tra la ricerca dell’artista e il contesto milanese, a partire dagli anni Cinquanta, con gli snodi fondamentali dell’evoluzione creativa dello scultore, ceramista e designer, dal confronto con le neoavanguardie alla piena maturità. www.casamuseoboschidistefano.it/
Alla Fondazione Scanavino, in piazza Aspromonte, fino al 14 giugno, OMAGGIO ALL’AMERICA LATINA: Regina José Galindo, Alik Cavaliere, Emilio Scanavino. La mostra comprende il monumentale lavoro concepito da Cavaliere e Scanavino per la XI Biennale di San Paolo (1971) più il video della performance Homage to Latin America. Veilin della Galindo, tenutasi in occasione della Milano Art Week 2026. https://fondazionescanavino.org/it/news
Alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 20 giugno, Tangible kinships personale di Rosa Barba. La mostra si concentra sull’interesse dell’artista (che è nata in Italia ma vive e lavora a Berlino) per il cinema: il suo film Charge, presentato in anteprima al MoMA di New York nel 2025, indaga temi quali i paesaggi, i cambiamenti ambientali e la memoria. Accanto al film, una serie di nuove opere scultoree realizzate in parte in vetro e altri materiali trasparenti e porosi, e in parte con pellicole e meccanismi cinetici. https://vistamare.com/
Presso Giò Marconi, in Via Tadino, fino al 24 luglio Man Ray: M for Dictionary. Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, un’ampia retrospettiva che ne esplora i diversi mezzi espressivi. Fotografo tra i più celebrati, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray cercava di fondere dimensione formale e concettuale, dando forma a un autentico esperimento linguistico ironico e critico, profondamente provocatorio. www.giomarconi.com/en
Infine, al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 13 settembre, SYNTHETIC CREATURES: storia, evoluzione e rappresentazione, mostra che ripercorre cinquant’anni di ricerca di Rebecca Allen, pioniera della computer-art che, fin dagli anni Settanta, ha introdotto la corporeità in un ambito dominato da astrazione e calcolo, affermando una visione in cui la tecnologia non è neutra, ma richiede una prospettiva umana e fisica. Il percorso espositivo segue l’evoluzione del suo lavoro, dalle prime animazioni realizzate con schede perforate alle più recenti installazioni in realtà virtuale e intelligenza artificiale. www.meetcenter.it/it/
Nella foto: Paolo Troilo in mostra dal 18 giugno a Palazzo Reale
