• chi siamo
  • iscriviti alla newsletter
  • mandaci le tue segnalazioni
  • 2 Giugno, Festa della Repubblica

    E anche quest’anno sfileranno le armi? La nostra Repubblica, la nostra Costituzione parlano di pace e oggi c’è da costruire la pace dentro e fuori i confini. ()
    80 anni italia
    2 giugno 1946: ottant’anni dal referendum istituzionale, dalla nascita della Repubblica Italiana e poi della Costituzione Repubblicana.
    Le date fondanti di tante nazioni si riferiscono spesso a momenti di ribellione verso regimi o vittorie contro altri Stati: 14 Luglio presa della Bastiglia (simbolo dell’ancienne regime) quindi di rivolta del popolo, 4 Luglio dichiarazione d’indipendenza quindi di libertà negli Stati Uniti e così per tanti altri paesi usciti da regimi di oppressione.

    Ma il 2 Giugno si riferisce non ad una dichiarazione, non ad una rivolta, ma ad un atto democratico. La storia della nostra Repubblica inizia con un voto popolare: un referendum istituzionale che, a sua volta, dà vita ad un’Assemblea Costituente che vede la collaborazione di tutti, di tutti i partiti che nonostante le divisioni ideologiche e politiche seppero dare al Paese una Carta Costituzionale condivisa. forse la più avanzata dell'Europa occidentale.

    Il senatore Umberto Terracini, comunista, dichiarava: “L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore".

    L’ispirazione alta, valoriale della Carta deriva dall’esperienza vissuta sotto il regime fascista, dalla terribile tragedia della guerra e dalla resistenza che non deve essere misconosciuta, dimenticata, “revisionata” o tradita
    Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti della Repubblica italiana, nata dal voto popolare esteso finalmente alla donne, scriveva: “In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.”

    Don Luigi Sturzo, democristiano, citava “La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”.

    Attenzione ai tentativi di violarla, come il recente referendum sulla Giustizia, le leggi elettorali che limitano il diritto di scegliere il proprio rappresentante o tutte le scelte che non rispettano i valori fondamentali affermati dalla Carta.

    La nostra Costituzione parla di pace: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" (Articolo 11)

    E parla anche di costruzione della pace attraverso la promozione del benessere comune, della "parità di diritti e dignità sociale", del dovere della Repubblica di "rimuovere gli ostali di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini" (art. 3) di "promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica" (art. 9).

    Celebriamola nel rispetto della nostra storia, costruendo la pace dentro e fuori i confini.

    Dopo ottant’anni la nostra Costituzione è viva e attuale. E i giovani hanno dimostrato di riconoscersi in essa e di difenderla contro coloro che vogliono cancellare i principi di libertà, partecipazione e democrazia su cui ancora è fondata.

    Commenta

     
     Rispondi a questo messaggio
     Nome:
     Indirizzo email:
     Titolo:
    Prevenzione Spam:
    Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
    Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
    CAPTCHA - click right for audio Play Captcha