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  • La saga del Besta - atto terzo. Ultimo?

    A marzo 2026 sono ripartiti i lavori per la Città della Salute nell’ex area Falk a Sesto San Giovanni. Come andrà a finire? Concludiamo qui la ricostruzione precisa e circostanziata dei quasi trent’anni di di intrecci di interessi pubblici e privati, di rinvii, errori, controlli assenti o compiacenti. Mentre medici e infermieri continuano a garantire alla cittadinanza la continuità dei servizi assistenziali nelle vecchie strutture. ()
    città salute
    Dopo il naufragio del progetto della “Città della Salute e della Ricerca” a Vialba, le istituzioni lombarde avevano provato a rimettere in piedi uno dei piani più ambiziosi per la sanità regionale.
    Il nuovo Accordo di Programma1, venne presentato come soluzione ai problemi che avevano affossato il tentativo precedente, dovendo garantire maggiore efficacia nel coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.

    Stando alle comunicazioni ufficiali, all’Accordo sedevano al tavolo Regione Lombardia, i Comuni di Milano e Sesto San Giovanni, il Ministero della Salute e i principali istituti coinvolti nel trasferimento. L’obiettivo era quello di disegnare una strategia condivisa e, almeno sulla carta, questo coordinamento era ritenuto fondamentale per evitare le stesse frammentazioni che avevano bloccato il progetto negli anni passati. Ma la domanda restava: questa collaborazione aveva davvero funzionato o le buone intenzioni si erano perse tra conflitti di interesse e obiettivi economici e politici?

    Il progetto veniva presentato come il più importante intervento di edilizia ospedaliera previsto in Lombardia, destinato non solo a nuovi edifici ma a ridisegnare il modello di sanità pubblica avanzata, integrando ricerca scientifica, diagnosi e cura.
    Lo Studio di fattibilità aveva messo nero su bianco i principi guida, tra cui un grande parco urbano per riqualificare l’ambiente e dare spazio ai cittadini. Si parlava anche di riduzione dell’inquinamento acustico, grazie a una progettazione attenta di spazi verdi ed edifici sotto la supervisione del famoso Architetto Piano.

    La scelta dell’Area Falck: motivazioni e dinamiche istituzionali

    Le ragioni della localizzazione
    La decisione di collocare la futura Città della Salute nell’area Falck di Sesto San Giovanni fu il risultato di un dibattito acceso che coinvolse ambienti clinici e politici. In quel periodo, le finalità alla base della scelta erano oggetto di numerose discussioni e perplessità, soprattutto per le implicazioni pratiche ed economiche che ne derivavano. Il confronto tra le diverse opzioni di localizzazione si svolse in un clima di forte tensione istituzionale, con protagonisti il Sindaco Oldrini di Sesto San Giovanni e il Sindaco Pisapia di Milano, sotto la supervisione “neutrale” del Presidente Regionale Formigoni, beato nell’assistere alla lotta intestina del Centro-Sinistra e nello stesso PD.

    Confronto fra le alternative
    L’area della ex Caserma Perrucchetti a Baggio, inizialmente considerata come possibile sede, presentava ostacoli significativi: la sua disponibilità non era immediata e l’acquisizione dal Ministero della Difesa avrebbe comportato un allungamento dei tempi di realizzazione e costi aggiuntivi. Al contrario, l’area Falck di Sesto San Giovanni risultava più accessibile, grazie alla disponibilità dei proprietari a cederla gratuitamente. Questa condizione rappresentò un elemento decisivo nella valutazione finale, ponendo la sede sestese in posizione di vantaggio rispetto alle altre proposte.

    Le altre opzioni e il ruolo degli studi tecnici
    Nel corso del dibattito emersero anche altre soluzioni, tra cui quella sponsorizzata dalla Provincia, che prevedeva la realizzazione della Città della Salute vicino all’IEO di Veronesi, nel sud di Milano, con il progetto privato CERBA che avrebbe incluso il Besta e i Tumori. Inoltre, uno studio del Politecnico di Milano confrontò la soluzione dell’Area Falck con quella dell’Area Vittoria (area Ortomercato), di proprietà comunale, esprimendo una preferenza per quest’ultima. Nonostante ciò, l’ipotesi Area Vittoria non fu oggetto di discussione istituzionale, rimanendo esclusa dalle decisioni finali.

    La decisione regionale definitiva2
    La scelta definitiva della Regione Lombardia, formalizzata con la delibera DGR 3666 del luglio 2012, fu influenzata principalmente dalla lettera del Sindaco di Sesto San Giovanni. In questa comunicazione, veniva trasmesso l’impegno unilaterale della società Sesto Immobiliare SpA, proprietaria dell’area, a cedere gratuitamente la porzione di terreno necessaria alla realizzazione dell’intervento. L’impegno comprendeva anche la bonifica dei sedimi, da effettuarsi a cura e spese della società stessa, entro tempi utili a garantire l’apertura del cantiere. Tali condizioni, già previste nella convenzione urbanistica approvata e nel correlato Programma Integrato di Intervento (delibera del consiglio comunale di Sesto del 30 aprile 2012), risultarono determinanti per la scelta finale dell’area Falck come sede della futura Città della Salute.

    Il lancio del progetto e la posizione del Comune di Milano
    Nel luglio 2013 il governatore Roberto Maroni dà il via alla Città della Salute a Sesto San Giovanni, portando avanti il progetto senza il supporto del Comune di Milano. Il sindaco Giuliano Pisapia, infatti, si defila ufficialmente, dichiarando tramite una lettera inviata al Pirellone la volontà di non aderire all'accordo. La motivazione, sebbene non esplicitata nei documenti, è nota: il Comune di Milano non ha mai accettato il trasferimento dei due ospedali fuori dal territorio cittadino.

    La convenzione tra Comune e Regione3
    Il 1° ottobre 2013 fu siglata la convenzione tra il Comune di Sesto San Giovanni e la Regione Lombardia per la cessione gratuita degli spazi delle aree ex Falck destinati alla futura Città della Salute e della Ricerca, che avrebbe riunito il Neurologico Besta e l’Istituto dei Tumori. All’evento presenziarono le principali autorità locali e regionali (Maroni Governatore (Lega), Mantovani, Assessore Welfare FI, Chittò (sindaco SSG).

    Tempistiche e procedure di bonifica
    La cessione definitiva dell’area alla Regione era prevista entro il 2015, dopo la bonifica a cura del gruppo Bizzi e del Comune, con la supervisione della Regione. I primi lavori dovevano iniziare a fine novembre dello stesso anno.

    Iter progettuale e risorse economiche
    Entro gennaio 2014, Lombardia Infrastrutture, società regionale incaricata operativamente della gestione della costruzione, avrebbe dovuto esaminare i progetti preliminari e affidare i lavori. Il progetto contava su un finanziamento di 450 milioni di euro, di cui 330 stanziati dalla Regione. La struttura progettata si sarebbe sviluppata su 70.000 metri quadrati edificati, all’interno di una superficie complessiva di 250.000 metri quadrati.

    Tempistiche di realizzazione e capacità ricettiva
    La fine dei lavori era prevista per il 2019. La Città della Salute e della Ricerca avrebbe messo a disposizione 660 posti letto, rafforzando, dissero coralmente Mantovani e Chittò, il ruolo di Sesto San Giovanni come polo sanitario lombardo. Poi, aggiunse, trionfale, la Sindaca di SSG4 :“ Tutto fatto? Certamente no, messa simbolicamente la prima pietra bisogna andare avanti con il resto dell'edificio, cioè occorre presidiare il progetto, seguire le tappe urbanistiche, scientifiche, culturali, amministrative. Non a caso ho parlato di tappe culturali, perché questa scelta è una scommessa anche di cultura, di visione della città, di sviluppo sostenibile, di nuova concezione della sanità pubblica.”.

    Supporto politico e interessi convergenti
    Al di là delle dichiarazioni ufficiali e delle motivazioni tecniche, a volte esplicitate solo parzialmente, la decisione finale del governatore Roberto Maroni raccolse un ampio consenso. Infatti, la scelta fu sostenuta da quasi tutto il centrodestra, ma anche da tutte le principali forze del centrosinistra regionale, dal Partito Democratico a Sinistra Ecologia Libertà. Un sostegno particolarmente significativo arrivò dalla proprietà dell’Area Falck, che aveva un interesse diretto nell’operazione (Bizzi)5. In questa cornice, gli istituti Besta e Tumori furono utilizzati come veri e propri vettori e facilitatori della più grande operazione di riqualificazione industriale in Lombardia, come sarebbe emerso con chiarezza negli sviluppi successivi.

    Mal comune…
    Negli ultimi decenni, la pianificazione urbana nelle grandi città europee ha mostrato una crescente integrazione tra logiche pubbliche e dinamiche finanziarie private. Il caso milanese rappresenta un esempio particolarmente significativo di questa trasformazione, in cui l’azione dell’amministrazione locale si intreccia con decisioni e indirizzi provenienti da livelli istituzionali superiori, nonché con le strategie di attori finanziari globali.6 7

    Cambiamenti di proprietà delle Ex Aree Falck
    Nel 2005 si inaugurò una nuova stagione per le ex aree Falck, segnando l’avvio di una trasformazione radicale a Sesto San Giovanni. L’urbanizzazione, in questo caso, riguardava un’area di circa 1,5 milioni di mq.
    Bizzi divenne protagonista di questo cambiamento, guidando le principali fasi e gestendo passaggi di proprietà cruciali. Tra il 2006 e il 2008, Bizzi consolidò la sua posizione con acquisizioni strategiche che permisero di iniziare le prime bonifiche, puntando a riqualificare vaste porzioni di territorio industriale.
    Dal 2009 al 2013, la trasformazione entrò nel vivo: Bizzi supervisionò l’avanzamento delle opere, affrontando difficoltà burocratiche e tecniche. Nel biennio 2014–2015 si intensificarono gli interventi e crebbe la collaborazione con partner internazionali.
    Dal 2017 al 2019, MilanoSesto S.p.A. -controllata indirettamente da Hines tramite fondi e investitori- assunse un ruolo centrale nella gestione delle aree.
    Nel 2024–2025 la situazione si consolidò: MilanoSesto S.p.A. acquisì il 100% dei terreni, portando quasi tutta l’area (circa il 90%) sotto la stessa gestione. Il percorso fu costellato da passaggi strategici e trattative, con Bizzi sempre al centro delle decisioni.
    Nel passato recente, Coima sgr e Redo sgr sono diventate protagoniste, prendendo il comando della gestione operativa grazie all’acquisizione totale di MilanoSesto S.p.A., che in precedenza era sotto il controllo indiretto di Hines.

    La bonifica del terreno altamente inquinato
    La bonifica dell’ex area Falck di Sesto San Giovanni, destinata alla realizzazione della Città della Salute, fu al centro di un affare da 40 milioni di euro, preludio a una riqualificazione del terreno complessiva ex Falck dal valore di 280 milioni.
    Nel luglio 2013, i terreni erano già passati dalle società immobiliari originarie alle banche, principalmente Intesa Sanpaolo, Unicredit, BPM e MPS, che avevano assunto il controllo dell’area in seguito alla crisi finanziaria di Risanamento spa. Successivamente, le banche favorirono il passaggio della proprietà a Davide Bizzi e alla sua Bizzi&Partners development, che divenne il principale socio della società creata per la riqualificazione: Milanosesto spa.

    Alla gara per la bonifica parteciparono quattro cordate, tutte sostenute da società note e da istituti bancari. Tra queste, la Waste Italia spa, finanziata da Unicredit, BNL e Bancaimpresa, e controllata al 100% da Waste Italia holding, risultò tra le protagoniste. Un’altra società, Gioeco srl, specializzata in bonifiche ambientali, fu parte di un’associazione temporanea di imprese per aggiudicarsi l’appalto. Nel consiglio di amministrazione delle società capofila figuravano anche esponenti legati al mondo finanziario nazionale.

    Nonostante le indagini giudiziarie che coinvolsero alcune società, le banche e le aziende coinvolte continuarono a esercitare un ruolo centrale nella gestione e nell’aggiudicazione degli appalti per la bonifica e la riqualificazione dell’area, mantenendo il controllo sulle operazioni e favorendo gli stessi attori nell’evoluzione del progetto.
    Alla fine Grandi Bonifiche fu l’impresa che venne incaricata delle attività di bonifica delle aree comprese nel perimetro dell’ambito «Ex Falck e Scalo Ferroviario», destinate alla realizzazione della Città della Salute e della Ricerca. [i]

    La bonifica, nel maggio 2016, risultò quasi completata e si prevedeva di terminarla entro la fine dell’anno. Contestualmente, era stata fissata per la fine del 2021 la consegna della struttura definitiva della Città della Salute. Nello stesso anno, Bizzi cedette un’altra parte dell’area a una Finanziaria Araba.

    Cessione delle aree e iter realizzativo della Città della Salute e della Ricerca (2018-2021)

    Conferimento delle aree e certificazione della bonifica
    Il 31 luglio 2018 fu una data cruciale per il progetto della Città della Salute e della Ricerca: il Comune di Sesto San Giovanni formalizzò la cessione, senza corrispettivo, delle aree destinate alla realizzazione del nuovo polo sanitario. Queste aree vennero conferite alle Fondazioni IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, segnando un passaggio istituzionale fondamentale. Contestualmente, fu certificata l’avvenuta bonifica dei terreni, effettuata da Milanosesto, con un investimento complessivo di ottanta milioni di euro. Tuttavia, nonostante il completamento delle bonifiche, in quel periodo i cantieri risultarono fermi, condizionati dall’esito di un contenzioso legale rimasto in attesa della sentenza del Consiglio di Stato.

    Risoluzione del contenzioso e accordo definitivo
    Il contenzioso giudiziario, nato in seguito alla gara d’appalto tra due consorzi d’imprese private, si risolse solo dopo due anni. Nel febbraio 2020, quando Fontana era appena stato eletto Presidente della Regione, venne annunciato l’accordo definitivo per la realizzazione e la gestione in concessione della Città della Salute e della Ricerca, con una durata prevista di 27 anni.
    L’accordo (contratto di concessione) coinvolse CISAR Spa Milano, Infrastrutture Lombarde, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori e Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta. La consegna del progetto esecutivo era stata fissata per maggio 2021, mentre l’avvio dei lavori era programmato per luglio dello stesso anno.
    La durata prevista per la realizzazione era di tre anni, con la consegna della struttura definitiva prevista nel 2024 . Nel 2021 venne firmato un atto integrativo dell’accordo di programma del 2003, che ridefiniva alcuni obblighi del Comune di Sesto San Giovanni.

    Fasi progettuali e tempistiche operative (2020-2025)
    Dal 2020 al 2025, la realizzazione della Città della Salute e della Ricerca (CdSR) si sviluppò lentamente in diverse tappe, secondo quanto riportato dal sito dell’Istituto Besta8.
    Nel novembre 2020, ARIA SpA approvò il Progetto Definitivo di Fase 1, aggiornando il Progetto Preliminare di gara preparato da CISAR SpA. Nel 2021, CISAR SpA predispose il Progetto Definitivo e, a luglio, il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) indisse la Conferenza dei Servizi, coinvolgendo enti pubblici e istituzioni.
    La Conferenza si concluse positivamente nel novembre 2021, con il rilascio del Permesso di Costruire, dopo l’integrazione delle varie prescrizioni emerse. Alla fine del 2021, CISAR SpA aggiornò il Progetto Definitivo recependo le osservazioni degli enti.
    Nel giugno 2022, il RUP validò il Progetto Definitivo, ottenendo il parere favorevole delle Fondazioni Carlo Besta e INT. Successivamente, il RUP richiese a CISAR SpA la predisposizione del Progetto Esecutivo, sia stralcio sia completo.
    Il 16 dicembre 2022 CISAR SpA consegnò lo stralcio del Progetto Esecutivo, seguito il 23 dicembre dalla versione completa.
    Nel luglio 2023, ARIA SpA validò il Progetto Esecutivo Stralcio, permettendo la prosecuzione dei lavori.
    Il 27 luglio 2023 venne sottoscritto il verbale di consegna lavori per la CdSR sulle aree ex Falck, formalizzando l’apertura del cantiere.
    Il 19 settembre 2023, il Collegio di Vigilanza dell’Accordo di Programma approvò il nuovo cronogramma, stabilendo una durata di 1202 giorni a partire dal 27 luglio 2023.
    Nel giugno 2024 terminarono gli scavi iniziati a fine 2023, con oltre 500.000 metri cubi di terra movimentati; contestualmente iniziarono i getti dei magroni e l’elevazione dei pilastri in calcestruzzo armato.
    Ad aprile 2025, le opere strutturali in calcestruzzo armato risultavano ancora in corso di realizzazione e vennero dopo poco sospese.

    Adelante con juicio
    Ottobre 2024 Nel corso dell’ennesimo incontro tra vertici, con visita in loco, del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ecc. (Alparone, Di Stefano Sindaco di SSG, i presidenti della Fondazione Besta e della Fondazione Istituto dei Tumori, Marta Marsilio e Gustavo Calmozzi, e il presidente di Aria Marco Ambrosini.) il termine della costruzione è spostato nel febbraio 2027 con la solita enfasi e abusato condimento di autocelebrazioni. Il Fontana prudentemente non esita ad avvertire che: “il cantiere è aperto ma siamo (con la CISAR) in fase di rielaborazione dei costi aggiuntivi”.

    Marzo 2026: Ripresa dei lavori
    Annuncio con grande gioia: nelle ex aree Falck di Sesto San Giovanni gli operai sono finalmente tornati, ma senza il classico taglio del nastro: questa volta tacciono le trombe, forse per scaramanzia o per evitare l’ennesima promessa disattesa. La “Città della sanità e della Ricerca lombarda” – che dovrebbe unire Besta e Istituto dei Tumori – è ormai la protagonista di un’epopea degna della saga dei rinvii.
    In una zona di 13 ettari, tra 4.000 metri quadri di verde e 10.000 alberi, nasce un parcheggio interrato mastodontico e una squadra di oltre 3 mila medici e infermieri. Per non farsi mancare nulla, si aggiungono 700 posti letto, 24 mila ricoveri e la bellezza di oltre 1,5 milioni di prestazioni annue (ricordano gli immancabili comunicati stampa istituzionali).

    Doveva essere pronta anni fa, ora si punta al 2030 (perché chi ha fretta è perduto). Quarantacinque mesi di lavori affidati a una società appena nata, con una gestione contrattuale di 23 anni che sembra più una saga che una concessione. I giochi di percentuali tra FINSO, Condotte 1880 ed Edison Next fanno sembrare il tutto una partita di Risiko, dove la vera sfida è non perdersi tra energie, pulizie e ristorazione.
    Sui giornali gli addetti ai lavori sfoderano una lista di ostacoli degna di un romanzo: inflazione, pandemia, guerra e revisioni infinite. Tanto che i costi sono lievitati come una focaccia, passando da 450 (2020) a 560 milioni, con la Regione Lombardia che troverà l’aggiunta nei meandri del bilancio aderendo appieno alla richiesta delle società concessionarie.

    Come andrà a finire?
    La saga del Besta purtroppo non è finita. Nelle sue strutture i medici e tutto il personale continuano a garantire livelli assistenziali indispensabili per gli ammalati di tutta Italia e di tutto il mondo. Uguale missione viene garantita dall’Istituto dei Tumori. Ambedue gli Istituti (ora trasformati in Fondazioni) sono stati protagonisti delle innovazioni scientifiche e sanitarie nella cura delle malattie neurologiche e oncologiche. Sono un Bene Comune, un patrimonio pubblico inestimabile e indispensabile di scienza, ricerca e cura.
    Perché per anni sono stati condannati in un purgatorio di attese, di ristrutturazioni parziali? Una risposta può essere logica conseguenza di quanto è stato riportato: ambedue gli Istituti Pubblici sono stati utilizzati per le urbanizzazioni post-industriali di Milano - Il “flipper immobiliare” di Sclavi li ha visti palline in un intreccio d’interessi politici ed economici.
    Come andrà a finire? Forse la domanda dovrebbe essere un’altra: c’è un’Istituzione pubblica (Regione, Comune, Municipio o Stato) che difenderà il futuro di questi Istituti? Oppure, ancora una volta saranno spesi fiumi di parole per promettere nuove scadenze e immessi nuovi fondi pubblici. Intanto cerchiamo di non dimenticare cosa è successo: quasi trent’anni di rinvii, di errori, di controlli assenti o compiacenti.

    ______________________________

    [1] D.G.R. n. IX/3666 del 2 luglio 2012,( DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLA REALIZZAZIONE DELLA CITTA' DELLA SALUTE E DELLA RICERCA) con cui è stato promosso l'Accordo di Programma per la sua attuazione nel Comune di Sesto San Giovanni, dove sarà collocata la nuova sede della Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori" e della Fondazione IRCCS "Istituto Neurologico Carlo Besta". La Regione Lombardia ed il Comune di Sesto San Giovanni hanno sottoscritto un Protocollo di intesa in data 10 gennaio 2013, mediante il quale è stata individuata l'area da destinare alla realizzazione di tale progetto, situata nelle "Aree Ex-Falck e Scalo Ferroviario" di Sesto San Giovanni. In data 21 agosto 2013 è stato approvato, con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 7819, l'Accordo di Programma. Tra gli impegni del Comune di Sesto San Giovanni, indicati sia nel Protocollo d'intesa (firmato da Chittò sindaco protempore il 13.1.2013),che nell'Accordo di Programma, vi era quello di cedere in proprietà alla Regione Lombardia, senza corrispettivo in denaro a carico di quest'ultima, l'area della "Città della Salute e della Ricerca", previo completamento delle necessarie bonifiche dell'area stessa da comprovarsi con apposita certificazione rilasciata dagli enti competenti.

    [1] La giunta regionale, con la d.g.r. 4319/IX del 26 ottobre 2012ha approvato dello schema di convenzione per la realizzazione della città della salute e della ricerca tra regione, società infra-strutture lombarde e fondazioni interessate e dello schema di protocollo d’intesa tra regione Lombardia e il comune di Sesto San Giovanni per il trasferimento delle aree ambito di localizzazione della città della salute e della ricerca.

    [1] Corriere della Sera 13.10.2013

    [1] https://www.milanotoday.it/zone/sesto-san-giovanni/monica-chitto-citta-della-salute.html. Agostom2013.

    [1] In un articolo del Fatto Quotidiano si riporta un colloquio tra Maroni e Berlusconi

    (allora Presidente del Consiglio) il quale decisamente cerca di convincere Maroni a favore di Sesto e degli interessi di Bizzi.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/10/berlusconi-e-maroni-la-telefonata-per-favorire-il-padrone-di-sesto/2294377/

    [1] Il programma di politica urbana per i grandi progetti definito dall'amministrazione locale milanese, spesso influenzato dalle decisioni del governo regionale e centrale su alcune aree chiave di opportunità, tende a predisporre siti adatti a favorire partenariati pubblico-privati o joint venture, come accaduto a Milano Sesto e MSG. In questo scenario, gli strumenti di pianificazione (ad esempio, PA, PII, PRU, ecc.) facilitano accordi basati sulla fattibilità e di detassazione allineati con le dinamiche di deterritorializzazione, che inquadrano tale fenomeno non solo come una modalità di estrazione del valore fondiario, ma anche come un'astrazione di attori, strategie e pratiche L'insieme di queste componenti politiche risulta sempre più disgiunto dalle tendenze territoriali, e quindi decontestualizzato sia economicamente che spazialmente (A. Bortolotti “Finanziarizzazione della politica statale nella pianificazione territoriale. Spunti dalla deterritorializzazione di tre grandi progetti milanesi)

    [1] La Finanziarizzazione Del Mercato Urbano Milanese.Politecnico di Milano - Urban Planning and Policy Design - A.A 2024/25 Sofia Rizzi (232380) Relatore: Prof. Gabriele pasqui Correlatore: Dott. Alberto Bortolotti,

    [1]https://www.istituto-besta.it/chi-siamo/17/citta-della-salute-e-della-ricerca



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