Stereofon, sessant’anni di ascolto: una storia di famiglia nel cuore di Milano
Un’attività storica milanese celebra sessant’anni di lavoro tra innovazione e continuità familiare, mantenendo un forte legame con il quartiere.
(a cura della Redazione)13/05/2026

Pubblichiamo volentieri l’articolo ricevuto dalla famiglia Bossi per celebrare i 60 anni di attività del negozio che gestisce in via Salvini, specializzato nella vendita di apparecchi acustici. Sono sempre più numerose le saracinesche di piccoli negozi che in città vengono abbassate dopo numerosi anni di servizio. Una perdita per il quartiere e per la comunità. La città è essenzialmete un luogo di relazioni, di convivenza civile, che si manifesta anche nella possibilità di intrattnere un rapporto immediato tra chi vive e opera nel contesto di attività che animano la città. Stiamo perdendo questo valore e per questo ci sembra opportuno sostenere la presenza dei negozi e delle attività che negli anni contribuiscono a fare della città una realtà a misura d’uomo.
Dal 1966 a oggi, da un piccolo ufficio in via Cellini a una sede su strada in via Salvini: il percorso di un'azienda che ha attraversato le epoche, sempre a fianco delle persone.
Nel cuore di Milano, tra le vie eleganti di Porta Venezia e il centro storico, ci sono attività che raccontano non solo una storia imprenditoriale, ma anche un pezzo di città. È il caso di Stereofon, realtà specializzata in apparecchi acustici che nel 2026 raggiunge un traguardo significativo: sessant’anni di attività.
La società nasce l’11 maggio 1966 con il nome di Stereofon Istituto Audioprotesico Italiano s.d.f., in via Cellini 3. La sede iniziale è un piccolo ufficio seminterrato di due locali: uno spazio modesto, ma sufficiente per dare forma al progetto di quattro soci, ex colleghi di lavoro, che scelgono di lasciare il posto fisso per intraprendere un percorso autonomo.
Nei primi anni l’assetto societario cambia: tra il 1967 e il 1975 due dei soci si ritirano, lasciando l’attività nelle mani dei due fondatori rimasti. Proprio nel 1975, in occasione della liquidazione di uno dei soci, un errore notarile nella trascrizione dell’atto costitutivo porta a una semplificazione inattesa del nome: da quel momento la denominazione ufficiale diventa semplicemente “Stereofon”, destinata a rimanere nel tempo.
Gli anni Settanta rappresentano una fase di crescita. Nel 1971 la società ottiene la concessione in esclusiva per tutta la Lombardia per la distribuzione di apparecchi acustici prodotti da aziende internazionali, tra cui Maico Hearing Instruments e Willco Hörgeräte. L’aumento dell’attività porta anche a un primo trasferimento: Stereofon si sposta in un appartamento più ampio, sempre nello stesso stabile di via Cellini, passando da due a tre locali e guadagnando uno spazio più adatto ad accogliere la clientela.
Con il passare dei decenni, come spesso accade nelle imprese familiari, si apre una nuova fase. Alla fine del 1998, alla scadenza del contratto d’affitto e con i soci ormai avanti negli anni, uno di loro si ritira. L’altro, Roberto Bossi, prosegue l’attività affiancato dal figlio Marco, a cui nel 1999 viene ceduta la società.
«Continuare l'attività di famiglia significa custodire ciò che è stato costruito, ma anche adattarlo ai tempi», aggiunge Marco Bossi. «Ogni giorno cerco di portare avanti ciò che ho ricevuto, mantenendo lo stesso approccio umano, ma con uno sguardo più aperto allo Innovazioni».
Sessant’anni dopo la fondazione, la storia di Stereofon è quella di un’attività che ha attraversato epoche diverse, mantenendo una dimensione familiare e un rapporto diretto con il territorio. Dalle origini in un seminterrato fino alla sede attuale, il percorso riflette l’evoluzione di Milano stessa: una città che cambia, cresce e si rinnova, senza perdere il valore delle sue realtà storiche.
«C'è un senso di responsabilità nel portare avanti questa storia», conclude Marco Bossi. «Non è solo un'azienda: è un legame tra generazioni e con il quartiere, che continua nel tempo».
Oggi, come allora, lo sguardo resta rivolto al futuro, in un settore – quello dell’audioprotesica – che continua a evolversi rapidamente, tra innovazione tecnologica e attenzione alla qualità della vita delle persone.
Dal 1966 a oggi, da un piccolo ufficio in via Cellini a una sede su strada in via Salvini: il percorso di un'azienda che ha attraversato le epoche, sempre a fianco delle persone.
Nel cuore di Milano, tra le vie eleganti di Porta Venezia e il centro storico, ci sono attività che raccontano non solo una storia imprenditoriale, ma anche un pezzo di città. È il caso di Stereofon, realtà specializzata in apparecchi acustici che nel 2026 raggiunge un traguardo significativo: sessant’anni di attività.
La società nasce l’11 maggio 1966 con il nome di Stereofon Istituto Audioprotesico Italiano s.d.f., in via Cellini 3. La sede iniziale è un piccolo ufficio seminterrato di due locali: uno spazio modesto, ma sufficiente per dare forma al progetto di quattro soci, ex colleghi di lavoro, che scelgono di lasciare il posto fisso per intraprendere un percorso autonomo.
Nei primi anni l’assetto societario cambia: tra il 1967 e il 1975 due dei soci si ritirano, lasciando l’attività nelle mani dei due fondatori rimasti. Proprio nel 1975, in occasione della liquidazione di uno dei soci, un errore notarile nella trascrizione dell’atto costitutivo porta a una semplificazione inattesa del nome: da quel momento la denominazione ufficiale diventa semplicemente “Stereofon”, destinata a rimanere nel tempo.
Gli anni Settanta rappresentano una fase di crescita. Nel 1971 la società ottiene la concessione in esclusiva per tutta la Lombardia per la distribuzione di apparecchi acustici prodotti da aziende internazionali, tra cui Maico Hearing Instruments e Willco Hörgeräte. L’aumento dell’attività porta anche a un primo trasferimento: Stereofon si sposta in un appartamento più ampio, sempre nello stesso stabile di via Cellini, passando da due a tre locali e guadagnando uno spazio più adatto ad accogliere la clientela.
Con il passare dei decenni, come spesso accade nelle imprese familiari, si apre una nuova fase. Alla fine del 1998, alla scadenza del contratto d’affitto e con i soci ormai avanti negli anni, uno di loro si ritira. L’altro, Roberto Bossi, prosegue l’attività affiancato dal figlio Marco, a cui nel 1999 viene ceduta la società.
È un passaggio generazionale che rappresenta la continuità di un’esperienza costruita nel tempo.
«Entrare in azienda non è stato semplicemente iniziare un lavoro, ma raccogliere un’eredità». racconta Marco Bossi. «Mio padre mi ha trasmesso un mestiere, ma soprattutto un modo di stare vicino alle persone, che è la vera base di questa attività».».
Il rapporto tra padre e figlio non si interrompe con il passaggio formale. «Abbiamo lavorato fianco a fianco», prosegue. «Questo mi ha permesso di imparare non solo la parte tecnica, ma anche l'importanza della fiducia costruita negli anni con i clienti»
In quegli anni Stereofon cambia anche sede, trasferendosi in via Baretti 1, a pochi passi dal Duomo, rafforzando la propria presenza in una zona centrale e facilmente accessibile. Più recentemente, il 1° aprile 2019, l’attività trova una nuova collocazione in via Salvini 2, in un negozio su strada a breve distanza dalla sede precedente, consolidando il legame con il quartiere.
«Entrare in azienda non è stato semplicemente iniziare un lavoro, ma raccogliere un’eredità». racconta Marco Bossi. «Mio padre mi ha trasmesso un mestiere, ma soprattutto un modo di stare vicino alle persone, che è la vera base di questa attività».».
Il rapporto tra padre e figlio non si interrompe con il passaggio formale. «Abbiamo lavorato fianco a fianco», prosegue. «Questo mi ha permesso di imparare non solo la parte tecnica, ma anche l'importanza della fiducia costruita negli anni con i clienti»
In quegli anni Stereofon cambia anche sede, trasferendosi in via Baretti 1, a pochi passi dal Duomo, rafforzando la propria presenza in una zona centrale e facilmente accessibile. Più recentemente, il 1° aprile 2019, l’attività trova una nuova collocazione in via Salvini 2, in un negozio su strada a breve distanza dalla sede precedente, consolidando il legame con il quartiere.
«Continuare l'attività di famiglia significa custodire ciò che è stato costruito, ma anche adattarlo ai tempi», aggiunge Marco Bossi. «Ogni giorno cerco di portare avanti ciò che ho ricevuto, mantenendo lo stesso approccio umano, ma con uno sguardo più aperto allo Innovazioni».
Sessant’anni dopo la fondazione, la storia di Stereofon è quella di un’attività che ha attraversato epoche diverse, mantenendo una dimensione familiare e un rapporto diretto con il territorio. Dalle origini in un seminterrato fino alla sede attuale, il percorso riflette l’evoluzione di Milano stessa: una città che cambia, cresce e si rinnova, senza perdere il valore delle sue realtà storiche.
«C'è un senso di responsabilità nel portare avanti questa storia», conclude Marco Bossi. «Non è solo un'azienda: è un legame tra generazioni e con il quartiere, che continua nel tempo».
Oggi, come allora, lo sguardo resta rivolto al futuro, in un settore – quello dell’audioprotesica – che continua a evolversi rapidamente, tra innovazione tecnologica e attenzione alla qualità della vita delle persone.
