La saga del Besta - atto primo
L’Istituto Besta, un'eccellenza mondiale nella neurologia e neurochirurgia, da oltre trent’anni ha necessità di una nuova sede, ma la vicenda di questo suo sofferto trasferimento si sviluppa fra ritardi, speranze, promesse e improvvisi cambi di rotta. Perché? Iniziamo qui una “saga in tre atti”, un lungo racconto per capire come le necessità di un’infrastruttura sanitaria, un servizio pubblico essenziale, abbiano ceduto il passo alle ragioni di complesse operazioni finanziarie e immobiliari.
(Aldo Gazzetti)06/05/2026

Due anni fa, il giornalista G. Sclavi sul Corriere della Sera ha portato all’attenzione pubblica la vicenda dello Stadio di San Siro, collegandola in modo pungente alla storia del Besta. Nell’articolo dal titolo “Il «flipper immobiliare» a Milano, da San Siro al Besta: l'istituto da 30 anni in attesa di una nuova sede”, con sottotitolo “La saga (degli errori) dell'Istituto neurologico: dall'allarme nel Duemila al cantiere a rilento nelle ex aree Falck a Sesto San Giovanni”, Sclavi ha evidenziato il lungo periodo di incertezza vissuto dall’Istituto Neurologico Carlo Besta.
Oggi, dopo anni di attesa e rallentamenti, sembra che il “Cantiere” sia finalmente ripartito: il nuovo Besta, affiancato all’Istituto Tumori, dovrebbe sorgere nella Città della Salute e della Ricerca a Sesto San Giovanni verso il 2030. Nel frattempo, grazie alle donazioni, il Besta avrà una nuova aggiunta edilizia laterale, continuando così a svolgere la sua funzione assistenziale e scientifica, riconosciuta tra le migliori al mondo.
La metafora del flipper
Anch’io ho affrontato il tema in alcuni articoli pubblicati su “Zona 3”, interrogandomi su quale metafora potesse meglio raccontare il percorso travagliato del Besta. La saga e il “flipper immobiliare” richiamano efficacemente i continui mutamenti di rotta e gli ostacoli incontrati nel corso degli anni. Sclavi, da giornalista esperto, ha inserito la dimensione “immobiliare” della vicenda, collegando il destino del Besta Tumori ai grandi progetti urbanistici in atto a Milano.
Il valore del racconto documentato
Tuttavia, è fondamentale andare oltre le metafore che rischiano di confondere realtà e responsabilità, e ripercorrere in modo concreto la storia dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, dalla fondazione ai giorni nostri. Questo cammino, fatto di spostamenti, cambi di sede e trasformazioni istituzionali, merita di essere narrato passo dopo passo, attraverso brevi capitoli che illustrino le principali tappe di questo lungo viaggio. Oltre alla mia memoria personale di modesto testimone contemporaneo (consulente al Besta e al Consiglio Regionale), sarà utile ricorrere alla documentazione, per quanto recuperabile, di atti pubblici e di cronache giornalistiche per offrire un quadro chiaro e completo degli eventi.
ATTO PRIMO: DALLA FONDAZIONE AL MANCATO TRASLOCO IN ZONA BICOCCA
Le Origini e la Fondazione1
L’Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta trae le sue origini dal Centro Nevrologico Chirurgico, fondato nel 1915 dal neuropsichiatra Carlo Besta. L’istituzione nasceva con l’obiettivo di curare e reintegrare, sia sul piano fisico che psichico, i feriti al sistema nervoso durante la Prima Guerra Mondiale. Il Centro operava presso l’Ospedale militare della Guastalla di Milano e, a partire dal 1916, ricevette il sostegno di un comitato di benefattori composto da personalità quali Guido Cagnola, Piero Puricelli, Antonietta Tosi, Federico Jarach, Gerolamo Pirinoli e Gina Sacerdoti Donati. Terminato il conflitto, il Centro venne trasformato in ente giuridico con il nome di Istituto pro feriti cerebrali di guerra, ufficializzato dal decreto prefettizio n. 13374 dell’8 giugno 1918.
L’Istituto, presieduto da Guido Cagnola, trovò sede nell’ex residenza dell’industriale Ercole Marelli1, grazie ai contributi pubblici e privati. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 29 gennaio 1922 alla presenza del ministro Luigi Gasparotto; l’edificio fu acquistato in via definitiva nel 1924 e adattato alle esigenze di un centro specialistico. Con il decreto del 19 aprile 1923, n. 974, l’Istituto assunse la denominazione di Istituto neurobiologico pro feriti cerebrali, ampliando l’assistenza anche ai feriti di pace.
Da “pro feriti cerebrali di guerra” a Istituto universitario in Città Studi
Dal 1924 divenne sede della cattedra di Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Milano, il cui primo titolare fu proprio Carlo Besta, ruolo che mantenne fino al 1940. Il comitato presieduto da Piero Puricelli deliberò l’intitolazione dell’Istituto a Vittorio Emanuele III e il trasferimento nella zona Città degli Studi. Il Consiglio di amministrazione avviò la costruzione della nuova sede in via Celoria, realizzata grazie alla vendita della villa Marelli e a finanziamenti privati.
La struttura, inaugurata nel gennaio 1932, era dotata di tecnologie all’avanguardia per lo studio e la cura delle patologie neurologiche. Il nuovo statuto, approvato il 2 maggio 1932, estese le attività dell’Istituto ai traumatizzati nervosi del lavoro e ai malati organici del sistema nervoso. Tra le due guerre, l’Istituto contribuì allo sviluppo della neuroradiologia e della pratica neurochirurgica, introducendo strumenti innovativi e tecniche anestetiche all’avanguardia. Carlo Besta guidò la direzione scientifica fino alla sua morte, dopo la quale fu succeduto da Giuseppe Vercelli (1940-1967). Alla presidenza si alternarono Augusto Murri (1923-1927) e Piero Puricelli (1927-1944). Nel corso dei bombardamenti del 1943, l’Istituto fu temporaneamente trasferito a Vaprio d’Adda, pur mantenendo un servizio ambulatoriale a Milano.
Dopoguerra: ricostruzione e specializzazione
Nel dopoguerra, la sede fu ricostruita e ampliata, in particolare nel settore neurochirurgico. Venne aggiunto un piano dedicato alla neuropsichiatria infantile, sotto la guida della professoressa Adelaide Colli Grisoni. Il 18 dicembre 1950, l’Istituto assunse il nome di Istituto neurologico Carlo Besta, riconoscendo il ruolo fondamentale del fondatore nella neurologia italiana. Con decreto del 19 febbraio 1952, divenne istituto scientifico specializzato, premiato per i meriti nell’assistenza, negli studi neurologici e nelle iniziative in ambito neuropsichiatrico infantile.
Anni Sessanta: espansione strutturale e organizzativa
Negli anni Sessanta, la crescita strutturale proseguì con la costruzione di un padiglione dedicato ai servizi neuro-radio-chirurgici, l’ampliamento dell’organico medico e la creazione del reparto di neuropsichiatria infantile, inaugurato nel 1964 grazie alla donazione del conte Tullio Fossati Bellani. Nel decennio successivo, sotto la direzione di Rinaldo Grisoni (1967-1973), furono aggiunti nuovi padiglioni, in risposta alle esigenze assistenziali e scientifiche sempre crescenti.
Negli ultimi quattro anni del Novecento l’attività del Besta si consolida e garantisce più di seimila ricoveri annui nelle tre aree funzionali: Neurochirurgia 29%, Neurologia 50% Neuropsichiatria infantile 21%.
BESTA E BICOCCA: UNA “RIVOLUZIONE” URBANA TRA RICERCA E SANITÀ
Dalle fabbriche ai laboratori: così la Bicocca cambia volto
Era il 1985 quando la Bicocca, storica zona industriale milanese, iniziava la sua metamorfosi: un Protocollo d’Intesa siglato da Comune, Regione, Provincia e Gruppo Pirelli apriva la strada a un futuro da polo della ricerca e dell’innovazione. Negli anni successivi, tra il 1987 e il 1989, la variante urbanistica “Zona Speciale Z4” ridefiniva il quartiere, con un progetto di integrazione pubblico-privata e nuove infrastrutture, tutte coordinate da un preciso Piano di Inquadramento Operativo.
Il Besta protagonista: la svolta del 2003
Nel 2003, il processo di rinnovamento sembra raggiungere un punto di svolta: l’Istituto Neurologico Carlo Besta – insieme a Regione Lombardia, Comune di Milano, Ministero della Salute e Università Bicocca – entra nell’Accordo di Programma che progetta una sua nuova sede nella Bicocca, dedicata alla ricerca, alla sanità e alla formazione universitaria. L’obiettivo è chiaro: sviluppare nuove strutture di eccellenza per l’Istituto e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, in perfetto equilibrio con la trasformazione del quartiere.
L’accordo: cronaca di una collaborazione istituzionale pubblica
Il percorso amministrativo parte il 10 febbraio 2000, grazie all’iniziativa del sindaco Albertini. Poco più di un anno dopo, l’11 maggio 2001, la Giunta Regionale guidata da Formigoni aderisce al progetto. Il 17 luglio dello stesso anno nasce la Conferenza dei Rappresentanti e la Segreteria Tecnica avvia i lavori. Il Ministero della Salute si unisce formalmente il 14 gennaio 2002, mentre a settembre la proposta di Accordo di Programma viene approvata, con l’ok finale della Giunta Comunale a novembre.1
Il 6 luglio 2003 segna la tappa decisiva: Ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano, Istituto Neurologico "C. Besta" e Università Bicocca sottoscrivono l’Accordo di Programma, sancendo la collaborazione per realizzare nuove strutture nel cuore della Bicocca. Un passo, si dice, che consoliderà il ruolo dell’Istituto Besta nella Milano della ricerca e della cura.2
L'Accordo di Programma regolamentò gli interventi per la realizzazione del polo ospedaliero e universitario, introducendo una modifica alla normativa tecnica della Zona Speciale Z4 con conseguente aggiornamento del PRG. Allora furono individuati 42.000 mq destinati a funzioni ospedaliere e di ricerca (Besta) e 20.000 mq riservati ad attività di formazione universitaria, post-universitaria e specialistica. Ambedue i terreni erano nel comprensorio Bicocca già sede degli stabilimenti Pirelli e di proprietà di Lambda Srl controllata da PIRELLI RE.
La “offerta gratuita” di un’area in Bicocca all’Istituto Neurologico Carlo Besta da parte di Pirelli Real Estate (oggi parte dell’evoluzione di Pirelli RE) va letta con la stessa logica (non esplicitata) delle grandi trasformazioni urbane milanesi: non una concessione gratuita, ma una mossa urbanistica ed economico-finanziaria finalizzata alla maggiore valorizzazione delle aree residenziali giustificata dalla presenza di un importante Istituto Scientifico di ricerca.
Il progetto Bicocca e gli investimenti per la ricerca scientifica a Milano
Nel 2005 venne approvato il progetto definitivo per la realizzazione della nuova sede dell’Istituto nel quartiere Bicocca di Milano. Tuttavia, la concreta attuazione del piano richiedeva ulteriori risorse finanziarie: lo stanziamento statale previsto era di circa 40 milioni di euro, ma ne sarebbero stati necessari almeno altri cento per completare l’opera.
Oltre mezzo miliardo di euro per la scienza e la sanità milanese: questo il peso degli investimenti annunciati nel 2005 a Palazzo Marino dal ministro Roberto Maroni1, grazie ai fondi INAIL. Cinque progetti, cinque pilastri destinati a rafforzare il ruolo di Milano come capitale della ricerca: dalla nuova sede dell’Istituto Carlo Besta agli interventi sull’Istituto dei Tumori, passando per la realizzazione del centro Cascina Perseghetto presso Humanitas Rozzano, la costruzione di un nuovo edificio per l’Università Bicocca e l’avvio di un campus per la ricerca oncogenomica all’Istituto Europeo di Oncologia. Un’iniezione di risorse che prometteva sviluppo, innovazione e formazione all’ombra della Madonnina.
Ma dietro le cifre record, la cronaca racconta anche di scelte strategiche e di alleanze inedite: è in questa fase che nasce il gemellaggio tra il Besta e il vicino Istituto dei Tumori. Non una sinergia clinica, ma una necessità amministrativa per consentire l’utilizzo dei fondi INAIL anche per strutture private come Humanitas Rozzano e l’Istituto Europeo di Oncologia di Veronesi. Tuttavia, il grande progetto si arenò, vittima - a quanto pare - di contraddizioni interne al Governo Berlusconi e dell’indisponibilità dei fondi INAIL.
Il nuovo accordo
Alla fine del 2006 arriva la notizia che segna una svolta decisiva: Regione Lombardia1, guidata da Roberto Formigoni, e l’Istituto Neurologico Carlo Besta raggiungono un accordo strategico. Il progetto di trasferimento delle nuove strutture sanitarie del Besta, originariamente destinato all’area Bicocca, viene ridisegnato: il nuovo insediamento sorgerà nelle immediate vicinanze dell’Ospedale Sacco.
La decisione punta a dar vita a un polo pubblico di eccellenza dedicato alla ricerca e all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione all’oncologia e alle neuroscienze. Il cuore del progetto risiede nella sinergia tra tre centri di alto livello: l’Istituto Carlo Besta, l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Azienda Ospedaliera Sacco. L’obiettivo dichiarato ai quattro venti: elevare il profilo della sanità lombarda, promuovendo innovazione, sviluppo e qualità nella cura.
La rinuncia “volontaria” del Besta al trasferimento alla Bicocca
Così si conclude, in modo “volontario”, il trasloco progettato per la Bicocca. Il Ministero della Salute e la Regione Lombardia accompagnano con determinazione il Besta verso la rinuncia, ma in cambio offrono la prospettiva di un futuro brillante nell’ambito della collaborazione con l’Ospedale Sacco e l’Istituto Tumori. Un capitolo che merita di essere approfondito nel prossimo capitolo.
Intanto, il terreno di 40.000 mq, denominato “Ex Besta” negli atti comunali, resta di proprietà della Società Lambda Srl (PIRELLI RE). Inizialmente si ipotizza la realizzazione del complesso residenziale “Alberi Bicocca”, progetto poi ceduto a una nota società che ha edificato nella zona ex Besta esclusivamente alti palazzi residenziali, oggi protagonisti dello skyline tra il Teatro Arcimboldi e le sedi dell’Università Bicocca. Il ripensamento della società proprietaria e con i maggiori interessi nel processo di urbanizzazione può avere varie motivazioni. La più ovvia: la fase avanzata di urbanizzazione non riteneva indispensabile la presenza dell’Istituto Besta.
In uscita il 13 maggio: Atto secondo - La Città della Salute a Vialba
In uscita il 20 maggio: Atto terzo - la Città della salute a Sesto San Giovanni nell’Area Falck
____________________________________________________
1. Archivio dell'Istituto nazionale neurologico Carlo Besta https://www.aspi.unimib.it/it/data/oggetti/8480-istituto-nazionale-neurologico-carlo-besta
2. Villa Marelli in Viale Zara. Casa di Comunità dipendente Dall’Ospedale di Niguarda
3. Approvato/ratificato: dalla Giunta Regione Lombardia con Deliberazione n. 7/4545 dell’11 maggio 2001 e Deliberazione n. 7/13041 del 16 maggio 2003. Dal Consiglio Comunale di Milano Deliberazione 47/2003
4. I firmatari dell’accordo:
Comune di Milano Sindaco Gabriele Albertini e dall'Assessore Gianni Verga;
Regione Lombardia Presidente Roberto Formigoni e dall'Assessore Carlo Borsani;
Ministero della Salute Ministro Girolamo Sirchia;
Istituto Nazionale Neurologico «Carlo Besta» Commissario Graziano Arbosti;
Università degli Studi di Milano Bicocca Rettore Marcello Fontanesi.
5. Fonte: Quotidiano Libero, 5 settembre 2005
Oggi, dopo anni di attesa e rallentamenti, sembra che il “Cantiere” sia finalmente ripartito: il nuovo Besta, affiancato all’Istituto Tumori, dovrebbe sorgere nella Città della Salute e della Ricerca a Sesto San Giovanni verso il 2030. Nel frattempo, grazie alle donazioni, il Besta avrà una nuova aggiunta edilizia laterale, continuando così a svolgere la sua funzione assistenziale e scientifica, riconosciuta tra le migliori al mondo.
La metafora del flipper
Anch’io ho affrontato il tema in alcuni articoli pubblicati su “Zona 3”, interrogandomi su quale metafora potesse meglio raccontare il percorso travagliato del Besta. La saga e il “flipper immobiliare” richiamano efficacemente i continui mutamenti di rotta e gli ostacoli incontrati nel corso degli anni. Sclavi, da giornalista esperto, ha inserito la dimensione “immobiliare” della vicenda, collegando il destino del Besta Tumori ai grandi progetti urbanistici in atto a Milano.
Il valore del racconto documentato
Tuttavia, è fondamentale andare oltre le metafore che rischiano di confondere realtà e responsabilità, e ripercorrere in modo concreto la storia dell'Istituto Neurologico Carlo Besta, dalla fondazione ai giorni nostri. Questo cammino, fatto di spostamenti, cambi di sede e trasformazioni istituzionali, merita di essere narrato passo dopo passo, attraverso brevi capitoli che illustrino le principali tappe di questo lungo viaggio. Oltre alla mia memoria personale di modesto testimone contemporaneo (consulente al Besta e al Consiglio Regionale), sarà utile ricorrere alla documentazione, per quanto recuperabile, di atti pubblici e di cronache giornalistiche per offrire un quadro chiaro e completo degli eventi.
ATTO PRIMO: DALLA FONDAZIONE AL MANCATO TRASLOCO IN ZONA BICOCCA
Le Origini e la Fondazione1
L’Istituto Nazionale Neurologico Carlo Besta trae le sue origini dal Centro Nevrologico Chirurgico, fondato nel 1915 dal neuropsichiatra Carlo Besta. L’istituzione nasceva con l’obiettivo di curare e reintegrare, sia sul piano fisico che psichico, i feriti al sistema nervoso durante la Prima Guerra Mondiale. Il Centro operava presso l’Ospedale militare della Guastalla di Milano e, a partire dal 1916, ricevette il sostegno di un comitato di benefattori composto da personalità quali Guido Cagnola, Piero Puricelli, Antonietta Tosi, Federico Jarach, Gerolamo Pirinoli e Gina Sacerdoti Donati. Terminato il conflitto, il Centro venne trasformato in ente giuridico con il nome di Istituto pro feriti cerebrali di guerra, ufficializzato dal decreto prefettizio n. 13374 dell’8 giugno 1918.
L’Istituto, presieduto da Guido Cagnola, trovò sede nell’ex residenza dell’industriale Ercole Marelli1, grazie ai contributi pubblici e privati. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 29 gennaio 1922 alla presenza del ministro Luigi Gasparotto; l’edificio fu acquistato in via definitiva nel 1924 e adattato alle esigenze di un centro specialistico. Con il decreto del 19 aprile 1923, n. 974, l’Istituto assunse la denominazione di Istituto neurobiologico pro feriti cerebrali, ampliando l’assistenza anche ai feriti di pace.
Da “pro feriti cerebrali di guerra” a Istituto universitario in Città Studi
Dal 1924 divenne sede della cattedra di Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Milano, il cui primo titolare fu proprio Carlo Besta, ruolo che mantenne fino al 1940. Il comitato presieduto da Piero Puricelli deliberò l’intitolazione dell’Istituto a Vittorio Emanuele III e il trasferimento nella zona Città degli Studi. Il Consiglio di amministrazione avviò la costruzione della nuova sede in via Celoria, realizzata grazie alla vendita della villa Marelli e a finanziamenti privati.
La struttura, inaugurata nel gennaio 1932, era dotata di tecnologie all’avanguardia per lo studio e la cura delle patologie neurologiche. Il nuovo statuto, approvato il 2 maggio 1932, estese le attività dell’Istituto ai traumatizzati nervosi del lavoro e ai malati organici del sistema nervoso. Tra le due guerre, l’Istituto contribuì allo sviluppo della neuroradiologia e della pratica neurochirurgica, introducendo strumenti innovativi e tecniche anestetiche all’avanguardia. Carlo Besta guidò la direzione scientifica fino alla sua morte, dopo la quale fu succeduto da Giuseppe Vercelli (1940-1967). Alla presidenza si alternarono Augusto Murri (1923-1927) e Piero Puricelli (1927-1944). Nel corso dei bombardamenti del 1943, l’Istituto fu temporaneamente trasferito a Vaprio d’Adda, pur mantenendo un servizio ambulatoriale a Milano.
Dopoguerra: ricostruzione e specializzazione
Nel dopoguerra, la sede fu ricostruita e ampliata, in particolare nel settore neurochirurgico. Venne aggiunto un piano dedicato alla neuropsichiatria infantile, sotto la guida della professoressa Adelaide Colli Grisoni. Il 18 dicembre 1950, l’Istituto assunse il nome di Istituto neurologico Carlo Besta, riconoscendo il ruolo fondamentale del fondatore nella neurologia italiana. Con decreto del 19 febbraio 1952, divenne istituto scientifico specializzato, premiato per i meriti nell’assistenza, negli studi neurologici e nelle iniziative in ambito neuropsichiatrico infantile.
Anni Sessanta: espansione strutturale e organizzativa
Negli anni Sessanta, la crescita strutturale proseguì con la costruzione di un padiglione dedicato ai servizi neuro-radio-chirurgici, l’ampliamento dell’organico medico e la creazione del reparto di neuropsichiatria infantile, inaugurato nel 1964 grazie alla donazione del conte Tullio Fossati Bellani. Nel decennio successivo, sotto la direzione di Rinaldo Grisoni (1967-1973), furono aggiunti nuovi padiglioni, in risposta alle esigenze assistenziali e scientifiche sempre crescenti.
Negli ultimi quattro anni del Novecento l’attività del Besta si consolida e garantisce più di seimila ricoveri annui nelle tre aree funzionali: Neurochirurgia 29%, Neurologia 50% Neuropsichiatria infantile 21%.
BESTA E BICOCCA: UNA “RIVOLUZIONE” URBANA TRA RICERCA E SANITÀ
Dalle fabbriche ai laboratori: così la Bicocca cambia volto
Era il 1985 quando la Bicocca, storica zona industriale milanese, iniziava la sua metamorfosi: un Protocollo d’Intesa siglato da Comune, Regione, Provincia e Gruppo Pirelli apriva la strada a un futuro da polo della ricerca e dell’innovazione. Negli anni successivi, tra il 1987 e il 1989, la variante urbanistica “Zona Speciale Z4” ridefiniva il quartiere, con un progetto di integrazione pubblico-privata e nuove infrastrutture, tutte coordinate da un preciso Piano di Inquadramento Operativo.
Il Besta protagonista: la svolta del 2003
Nel 2003, il processo di rinnovamento sembra raggiungere un punto di svolta: l’Istituto Neurologico Carlo Besta – insieme a Regione Lombardia, Comune di Milano, Ministero della Salute e Università Bicocca – entra nell’Accordo di Programma che progetta una sua nuova sede nella Bicocca, dedicata alla ricerca, alla sanità e alla formazione universitaria. L’obiettivo è chiaro: sviluppare nuove strutture di eccellenza per l’Istituto e l’Università degli Studi di Milano Bicocca, in perfetto equilibrio con la trasformazione del quartiere.
L’accordo: cronaca di una collaborazione istituzionale pubblica
Il percorso amministrativo parte il 10 febbraio 2000, grazie all’iniziativa del sindaco Albertini. Poco più di un anno dopo, l’11 maggio 2001, la Giunta Regionale guidata da Formigoni aderisce al progetto. Il 17 luglio dello stesso anno nasce la Conferenza dei Rappresentanti e la Segreteria Tecnica avvia i lavori. Il Ministero della Salute si unisce formalmente il 14 gennaio 2002, mentre a settembre la proposta di Accordo di Programma viene approvata, con l’ok finale della Giunta Comunale a novembre.1
Il 6 luglio 2003 segna la tappa decisiva: Ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano, Istituto Neurologico "C. Besta" e Università Bicocca sottoscrivono l’Accordo di Programma, sancendo la collaborazione per realizzare nuove strutture nel cuore della Bicocca. Un passo, si dice, che consoliderà il ruolo dell’Istituto Besta nella Milano della ricerca e della cura.2
L'Accordo di Programma regolamentò gli interventi per la realizzazione del polo ospedaliero e universitario, introducendo una modifica alla normativa tecnica della Zona Speciale Z4 con conseguente aggiornamento del PRG. Allora furono individuati 42.000 mq destinati a funzioni ospedaliere e di ricerca (Besta) e 20.000 mq riservati ad attività di formazione universitaria, post-universitaria e specialistica. Ambedue i terreni erano nel comprensorio Bicocca già sede degli stabilimenti Pirelli e di proprietà di Lambda Srl controllata da PIRELLI RE.
La “offerta gratuita” di un’area in Bicocca all’Istituto Neurologico Carlo Besta da parte di Pirelli Real Estate (oggi parte dell’evoluzione di Pirelli RE) va letta con la stessa logica (non esplicitata) delle grandi trasformazioni urbane milanesi: non una concessione gratuita, ma una mossa urbanistica ed economico-finanziaria finalizzata alla maggiore valorizzazione delle aree residenziali giustificata dalla presenza di un importante Istituto Scientifico di ricerca.
Il progetto Bicocca e gli investimenti per la ricerca scientifica a Milano
Nel 2005 venne approvato il progetto definitivo per la realizzazione della nuova sede dell’Istituto nel quartiere Bicocca di Milano. Tuttavia, la concreta attuazione del piano richiedeva ulteriori risorse finanziarie: lo stanziamento statale previsto era di circa 40 milioni di euro, ma ne sarebbero stati necessari almeno altri cento per completare l’opera.
Oltre mezzo miliardo di euro per la scienza e la sanità milanese: questo il peso degli investimenti annunciati nel 2005 a Palazzo Marino dal ministro Roberto Maroni1, grazie ai fondi INAIL. Cinque progetti, cinque pilastri destinati a rafforzare il ruolo di Milano come capitale della ricerca: dalla nuova sede dell’Istituto Carlo Besta agli interventi sull’Istituto dei Tumori, passando per la realizzazione del centro Cascina Perseghetto presso Humanitas Rozzano, la costruzione di un nuovo edificio per l’Università Bicocca e l’avvio di un campus per la ricerca oncogenomica all’Istituto Europeo di Oncologia. Un’iniezione di risorse che prometteva sviluppo, innovazione e formazione all’ombra della Madonnina.
Ma dietro le cifre record, la cronaca racconta anche di scelte strategiche e di alleanze inedite: è in questa fase che nasce il gemellaggio tra il Besta e il vicino Istituto dei Tumori. Non una sinergia clinica, ma una necessità amministrativa per consentire l’utilizzo dei fondi INAIL anche per strutture private come Humanitas Rozzano e l’Istituto Europeo di Oncologia di Veronesi. Tuttavia, il grande progetto si arenò, vittima - a quanto pare - di contraddizioni interne al Governo Berlusconi e dell’indisponibilità dei fondi INAIL.
Il nuovo accordo
Alla fine del 2006 arriva la notizia che segna una svolta decisiva: Regione Lombardia1, guidata da Roberto Formigoni, e l’Istituto Neurologico Carlo Besta raggiungono un accordo strategico. Il progetto di trasferimento delle nuove strutture sanitarie del Besta, originariamente destinato all’area Bicocca, viene ridisegnato: il nuovo insediamento sorgerà nelle immediate vicinanze dell’Ospedale Sacco.
La decisione punta a dar vita a un polo pubblico di eccellenza dedicato alla ricerca e all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione all’oncologia e alle neuroscienze. Il cuore del progetto risiede nella sinergia tra tre centri di alto livello: l’Istituto Carlo Besta, l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Azienda Ospedaliera Sacco. L’obiettivo dichiarato ai quattro venti: elevare il profilo della sanità lombarda, promuovendo innovazione, sviluppo e qualità nella cura.
La rinuncia “volontaria” del Besta al trasferimento alla Bicocca
Così si conclude, in modo “volontario”, il trasloco progettato per la Bicocca. Il Ministero della Salute e la Regione Lombardia accompagnano con determinazione il Besta verso la rinuncia, ma in cambio offrono la prospettiva di un futuro brillante nell’ambito della collaborazione con l’Ospedale Sacco e l’Istituto Tumori. Un capitolo che merita di essere approfondito nel prossimo capitolo.
Intanto, il terreno di 40.000 mq, denominato “Ex Besta” negli atti comunali, resta di proprietà della Società Lambda Srl (PIRELLI RE). Inizialmente si ipotizza la realizzazione del complesso residenziale “Alberi Bicocca”, progetto poi ceduto a una nota società che ha edificato nella zona ex Besta esclusivamente alti palazzi residenziali, oggi protagonisti dello skyline tra il Teatro Arcimboldi e le sedi dell’Università Bicocca. Il ripensamento della società proprietaria e con i maggiori interessi nel processo di urbanizzazione può avere varie motivazioni. La più ovvia: la fase avanzata di urbanizzazione non riteneva indispensabile la presenza dell’Istituto Besta.
In uscita il 13 maggio: Atto secondo - La Città della Salute a Vialba
In uscita il 20 maggio: Atto terzo - la Città della salute a Sesto San Giovanni nell’Area Falck
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1. Archivio dell'Istituto nazionale neurologico Carlo Besta https://www.aspi.unimib.it/it/data/oggetti/8480-istituto-nazionale-neurologico-carlo-besta
2. Villa Marelli in Viale Zara. Casa di Comunità dipendente Dall’Ospedale di Niguarda
3. Approvato/ratificato: dalla Giunta Regione Lombardia con Deliberazione n. 7/4545 dell’11 maggio 2001 e Deliberazione n. 7/13041 del 16 maggio 2003. Dal Consiglio Comunale di Milano Deliberazione 47/2003
4. I firmatari dell’accordo:
Comune di Milano Sindaco Gabriele Albertini e dall'Assessore Gianni Verga;
Regione Lombardia Presidente Roberto Formigoni e dall'Assessore Carlo Borsani;
Ministero della Salute Ministro Girolamo Sirchia;
Istituto Nazionale Neurologico «Carlo Besta» Commissario Graziano Arbosti;
Università degli Studi di Milano Bicocca Rettore Marcello Fontanesi.
5. Fonte: Quotidiano Libero, 5 settembre 2005
