9 maggio: “ULTIMA CHIAMATA PER ATM” in piazza Scala
Cittadini e autisti preoccupati si interrogano sul futuro di ATM e del trasporto di superficie milanese. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di una serie di comitati civici e rappresentanze sindacali.
( A cura della redazione)06/05/2026

Tornano in Largo Cairoli dalle 16 alle 19, lanciando un presidio significativamente intitolato “Ultima chiamata per ATM”, i comitati civici e le rappresentanze di base degli autisti ATM che negli ultimi anni si sono fatti ripetutamente sentire, insieme, sui tagli alle linee e alle corse di filobus, bus e tram, sulle difficili condizioni salariali e lavorative dei conducenti e sulla gestione opaca e privatistica dell’Azienda Trasporti Pubblici Milanesi.
Gli organizzatori sono il gruppo Facebook “AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”, i comitati “La 73 non si tocca”, “Comitato Basmetto”, “Lambrate-Rubattino Riparte”, “Gruppo Milano - PML”, “Baiamonti Verde Comune”, e i sindacati di base “AL-Cobas ATM Milano” e STAS. Secondo loro, dopo l’annuncio che ATM intende partecipare in cordata con i partner industriali Webuild e Hitachi alla gara (che dovrebbe essere bandita entro l’anno) per il rinnovo del servizio di tpl milanese, si consolida il timore di una possibile privatizzazione di ATM, una prospettiva che autisti e comitati vanno denunciando da tempo.
La protesta riguarda anche il recente rinnovo del CdA di ATM, su cui il sindaco Beppe Sala si è mosso piazzando figure a lui fedeli ma controverse, particolarmente Christian Malangone (indagato nelle inchieste sull’urbanistica e sullo stadio di San Siro) ma anche Alessandra Oppio del Politecnico che in qualità di consulente del Comune confermò il prezzo di svendita del Meazza e aree circostanti. Mosse che preoccupano in quanto la nuova squadra alla guida di ATM dovrà gestire dossier strategici per il futuro della mobilità cittadina, tra questi proprio la preparazione della nuova gara sul tpl e la proposta di project financing che Atm intende presentare a Palazzo Marino in collaborazione con Hitachi e Webuild.
Sullo sfondo di questo allarmante scenario, i cittadini utenti di ATM intanto continuano a lottare con le inefficienze del servizio: mezzi di superficie che si fanno attendere 20-30 minuti, saltano corse, o addirittura spariscono perché “tagliati” dopo l’apertura della M4; persistenti problemi di accessibilità delle stazioni metro per gli anziani e le categorie fragili; cantieri infiniti sia in strada per che per la riparazione o sostituzione di ascensori e scale mobili nelle metro; inadeguata informazione e assistenza all'utenza; problemi di sicurezza in crescita sia sui mezzi che nelle stazioni metro, tanto per gli utenti che per i conducenti. Gli autisti, dal canto loro, continuano a lottare per salari più adeguati al caro vita di Milano e alla loro mansione, resa ancora più stressante dalla perdurante situazione di carenza di colleghi, che costringe gli autisti in forze ad ATM a turni più pesanti.
Non deve sfuggire – dicono gli organizzatori - che la crescita di bilancio 2025 di ATM è stata ottenuta anche sulla pelle degli utenti milanesi e dei conducenti, grazie al taglio delle corse e al mantenimento di salari bassi e condizioni lavorative difficili che scoraggiano potenziali nuovi assunti.
Secondo gli organizzatori del presidio del 9 maggio, lo spuntare della cordata ATM-Webuild-Hitachi (una partnership già operativa per la realizzazione della M4, lunga e gravata di elevati extra-costi) non lascia ben sperare per la ripresa e il necessario potenziamento del trasporto di superficie, quello che nell’area Milanese più ha perso colpi negli ultimi anni. Eppure i mezzi di superficie sono universalmente riconosciuti come la vera spina dorsale della mobilità pubblica, in quanto in grado di garantire a tutte le categorie di cittadini – anche gli anziani e i fragili, i meno abbienti e gli abitanti delle periferie e dell’hinterland - una mobilità veramente capillare e democratica.
Ma la Giunta Sala – con l’Assessora alla Mobilità Arianna Censi in testa – sembra invece sempre più focalizzata su una “visione” della mobilità cittadina che privilegia lo sviluppo della mobilità dolce, con la realizzazione di centinaia di km di ciclabili (e contestuale restringimento di strade ed eliminazione di centinaia e migliaia di parcheggi), come se i Milanesi potessero tutti saltare su una bici o un monopattino e percorrere decine di chilometri per raggiungere le proprie destinazioni, o potessero considerare di vendere l’automobile mentre il trasporto di superficie nel Milanese perde progressivamente in efficienza e affidabilità!
Ai Milanesi preoccupati da questi scenari (veramente tanti a giudicare dalla quantità di post sui social e in particolare nell’ormai celebre gruppo Facebook “AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”) – gli organizzatori del presidio raccomandano di “fare un upgrade" rispetto alle segnalazioni e alle lamentazioni sui social e venire in piazza Scala il 9 maggio pomeriggio, portando con sé la foto che documenta una lunga attesa fatta per un bus, oppure la stampa di un reclamo inviato ad ATM o all’Assessora Censi, o altra testimonianza delle difficoltà sperimentate nel muoversi coi mezzi di superficie, o dei disservizi subiti da parte di ATM: serviranno a realizzare un particolare collage che sarà simbolicamente consegnato alla Giunta.
Milano, 5 maggio 2026
Comunicato degli organizzatori diffuso dall’Ufficio stampa di “AspettaMI”
aspettami.posta@libero.it
Gli organizzatori sono il gruppo Facebook “AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”, i comitati “La 73 non si tocca”, “Comitato Basmetto”, “Lambrate-Rubattino Riparte”, “Gruppo Milano - PML”, “Baiamonti Verde Comune”, e i sindacati di base “AL-Cobas ATM Milano” e STAS. Secondo loro, dopo l’annuncio che ATM intende partecipare in cordata con i partner industriali Webuild e Hitachi alla gara (che dovrebbe essere bandita entro l’anno) per il rinnovo del servizio di tpl milanese, si consolida il timore di una possibile privatizzazione di ATM, una prospettiva che autisti e comitati vanno denunciando da tempo.
La protesta riguarda anche il recente rinnovo del CdA di ATM, su cui il sindaco Beppe Sala si è mosso piazzando figure a lui fedeli ma controverse, particolarmente Christian Malangone (indagato nelle inchieste sull’urbanistica e sullo stadio di San Siro) ma anche Alessandra Oppio del Politecnico che in qualità di consulente del Comune confermò il prezzo di svendita del Meazza e aree circostanti. Mosse che preoccupano in quanto la nuova squadra alla guida di ATM dovrà gestire dossier strategici per il futuro della mobilità cittadina, tra questi proprio la preparazione della nuova gara sul tpl e la proposta di project financing che Atm intende presentare a Palazzo Marino in collaborazione con Hitachi e Webuild.
Sullo sfondo di questo allarmante scenario, i cittadini utenti di ATM intanto continuano a lottare con le inefficienze del servizio: mezzi di superficie che si fanno attendere 20-30 minuti, saltano corse, o addirittura spariscono perché “tagliati” dopo l’apertura della M4; persistenti problemi di accessibilità delle stazioni metro per gli anziani e le categorie fragili; cantieri infiniti sia in strada per che per la riparazione o sostituzione di ascensori e scale mobili nelle metro; inadeguata informazione e assistenza all'utenza; problemi di sicurezza in crescita sia sui mezzi che nelle stazioni metro, tanto per gli utenti che per i conducenti. Gli autisti, dal canto loro, continuano a lottare per salari più adeguati al caro vita di Milano e alla loro mansione, resa ancora più stressante dalla perdurante situazione di carenza di colleghi, che costringe gli autisti in forze ad ATM a turni più pesanti.
Non deve sfuggire – dicono gli organizzatori - che la crescita di bilancio 2025 di ATM è stata ottenuta anche sulla pelle degli utenti milanesi e dei conducenti, grazie al taglio delle corse e al mantenimento di salari bassi e condizioni lavorative difficili che scoraggiano potenziali nuovi assunti.
Secondo gli organizzatori del presidio del 9 maggio, lo spuntare della cordata ATM-Webuild-Hitachi (una partnership già operativa per la realizzazione della M4, lunga e gravata di elevati extra-costi) non lascia ben sperare per la ripresa e il necessario potenziamento del trasporto di superficie, quello che nell’area Milanese più ha perso colpi negli ultimi anni. Eppure i mezzi di superficie sono universalmente riconosciuti come la vera spina dorsale della mobilità pubblica, in quanto in grado di garantire a tutte le categorie di cittadini – anche gli anziani e i fragili, i meno abbienti e gli abitanti delle periferie e dell’hinterland - una mobilità veramente capillare e democratica.
Ma la Giunta Sala – con l’Assessora alla Mobilità Arianna Censi in testa – sembra invece sempre più focalizzata su una “visione” della mobilità cittadina che privilegia lo sviluppo della mobilità dolce, con la realizzazione di centinaia di km di ciclabili (e contestuale restringimento di strade ed eliminazione di centinaia e migliaia di parcheggi), come se i Milanesi potessero tutti saltare su una bici o un monopattino e percorrere decine di chilometri per raggiungere le proprie destinazioni, o potessero considerare di vendere l’automobile mentre il trasporto di superficie nel Milanese perde progressivamente in efficienza e affidabilità!
Ai Milanesi preoccupati da questi scenari (veramente tanti a giudicare dalla quantità di post sui social e in particolare nell’ormai celebre gruppo Facebook “AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus”) – gli organizzatori del presidio raccomandano di “fare un upgrade" rispetto alle segnalazioni e alle lamentazioni sui social e venire in piazza Scala il 9 maggio pomeriggio, portando con sé la foto che documenta una lunga attesa fatta per un bus, oppure la stampa di un reclamo inviato ad ATM o all’Assessora Censi, o altra testimonianza delle difficoltà sperimentate nel muoversi coi mezzi di superficie, o dei disservizi subiti da parte di ATM: serviranno a realizzare un particolare collage che sarà simbolicamente consegnato alla Giunta.
Milano, 5 maggio 2026
Comunicato degli organizzatori diffuso dall’Ufficio stampa di “AspettaMI”
aspettami.posta@libero.it
