Le grandi mostre a Milano nel mese di maggio
A Palazzo Reale prosegue fino al 17 maggio Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i protagonisti dell’arte di fine XX secolo. Il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. Fino al 14 giugno I Macchiaioli, mostra che offre un’approfondita lettura del movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento, ricostruendo l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Fino al 21 giugno Metafisica/Metafisiche, grande mostra che mette in dialogo i Maestri della Metafisica (de Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, de Pisis), figure come Ernst, Magritte, Dalì e Warhol, e artisti, architetti, registi, fotografi, scrittori e designer contemporanei. Infine, fino al 27 settembre Anselm Kiefer. Le Alchimiste, oltre quaranta grandi opere inedite di uno tra i più influenti artisti contemporanei che, con la sua pittura materica e simbolica, racconta distruzione e rigenerazione, mito e memoria collettiva. Kiefer evoca una costellazione di figure femminili note e dimenticate, riconoscendo alle “alchimiste” un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. www.palazzorealemilano.it/
Alla Pinacoteca di Brera, due mostre in corso fino al 17 maggio: La Bellezza e l’Ideale, dodici busti in gesso di Antonio Canova, tra cui anche la Vestale in marmo e le miniature smaltate della collezione Sommariva offrono un viaggio unico nel Neoclassicismo; Pinacoteca viaggiante, straordinaria collezione di 99 miniature su smalto voluta dal conte Giovanni Battista Sommariva, mecenate e collezionista neoclassico, che riproduce i capolavori della sua collezione, trasformando l’arte in un elegante strumento di rappresentanza personale. https://pinacotecabrera.org/
A Palazzo Citterio, sempre in Via Brera, fino al 26 luglio Giovanni Gastel. Rewind, esposizione che rende omaggio a un protagonista assoluto della fotografia contemporanea, attraverso oltre 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitari ai progetti a lui più cari. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/
Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, chiude il 17 maggio Hans Memling. La Crocifissione: quattro artisti contemporanei - Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn, Danilo Sciorilli - in dialogo con il capolavoro di Memling con opere caratterizzate dal ricorso a linguaggi diversi. Dal 19 maggio al 18 ottobre, Werner Bischof. Point of view: a 110 anni dalla nascita, un’ampia panoramica sulla vita e sull’opera del fotografo svizzero, tra i più importanti fotoreporter del XX secolo. Membro dell’agenzia Magnum Photos, ha saputo distinguersi per un approccio umanistico al fotogiornalismo, capace di coniugare rigore documentario e intensità poetica. 200 fotografie con sguardo ancora oggi straordinariamente attuale, raccontano la Storia: l’Europa devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, reportage realizzati in India, Giappone, Corea, Hong Kong e Indocina; e infine le esplorazioni visive nel continente americano. https://chiostrisanteustorgio.it/
Al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, in Via Palestro, fino al 7 giugno, The Only True Anarchy is That of Power, prima monografica europea di Marco Fusinato, uno degli artisti e musicisti più innovativi del panorama contemporaneo internazionale. E’ una selezione dei suoi progetti più significativi degli ultimi anni: installazioni, riproduzioni fotografiche, performance e registrazioni, progetti che esplorano il tema del rumore, invitando i visitatori a scoprire un intenso universo visivo e sonoro. www.pacmilano.it/
Sempre in Via Palestro, alla GAM/Galleria d'Arte Moderna, fino al 28 giugno, Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque. A 160 anni dalla nascita (1886-1938) l ’esposizione ricostruisce il percorso di questo artista italiano, principe russo per nascita, parigino d’adozione, che ha saputo catturare lo spirito della Belle Époque e nello stesso tempo intraprendere una brillante carriera negli Stati Uniti. Grazie al grande talento di ritrattista è ricercato da un’élite cosmopolita, dalle celebrità e addirittura dalle prime stelle del cinema americano. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, l’esposizione mette in risalto la sua scultura animalista. www.gam-milano.com/
Al MUDEC/Museo delle Culture in Via Tortona, tre mostre in corso che terminano il 28 giugno: The Moment the Snow Melts, installazione site-specific di Chiharu Shiota (Osaka, 1972): un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta con i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma non ci è più possibile incontrare; Il senso della neve. Popoli, arte antica e sguardi contemporanei, un viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia attraverso oltre 150 opere tra dipinti e installazioni di Chiharu Shiota, più oggetti etnografici; 100 fotografie per ereditare il mondo, mostra che attraversa due secoli di storia della fotografia, dalle prime sperimentazioni alle avanguardie del Novecento, come Man Ray, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Robert Mapplethorpe, David LaChapelle e molti altri. www.mudec.it/
Alla Fabbrica del Vapore, dal 7 maggio al 28 giugno, SACRED BREAD - Le vie del pane, mostra fotografica di Stefano Torrione, immagini in bianco e nero che tracciano un itinerario di sedici tappe attorno al bacino del Mediterraneo alla ricerca delle tradizioni più antiche legate alla panificazione. Il pane, elemento centrale anche nelle tre grandi religioni monoteistiche, supera la sua natura di alimento per diventare un simbolo universale di vita e condivisione tra i popoli. www.fabbricadelvapore.org/
All’Hangar Bicocca, fino al 19 luglio, Rebecca, personale di Benni Bosetto, nata a Merate nel 1987, una tra le artiste più interessanti della sua generazione, la cui pratica è incentrata sulla percezione, trasformazione e decostruzione del corpo. Nel suo lavoro spazia tra disegno, scultura, installazione e performance. Fino al 26 luglio The House That Jack Built, mostra che porta all’attenzione la trentennale ricerca di Rirkrit Tiravanija intorno alla pratica spaziale e architettonica, concependo gli edifici come piattaforme il cui valore è determinato dall’uso e dalle persone che li abitano, non dalla loro forma né da chi li ha progettati. https://pirellihangarbicocca.org/
Alla Triennale, fino a settembre, Robert Barry: nato a New York nel 1936, è tra i pionieri dell’arte concettuale. Fin dagli anni Sessanta ha spostato l’attenzione dall’immagine al pensiero, trasformando l’opera in uno strumento di lettura del reale più che in un oggetto da contemplare. https://triennale.org/
Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, fino al 28 settembre, Dash, progetto multimediale concepito dalla artista cinese Cao Fei che combina diversi linguaggi artistici, dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario. Fei si è dedicata allo studio delle campagne della Cina e del Sud Est asiatico, osservando il calo delle coltivazioni di cereali dovuto alla scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne. Fino al 9 novembre, Over, under and in between, un progetto site-specific concepito dall’artista Mona Hatoum che invita a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Sono tre installazioni che rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità, creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore. Fino al 30 ottobre, nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele, The Island, progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui installazioni si collocano tra documentario e cinema sperimentale, intrecciando narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione e della crisi climatica. www.fondazioneprada.org/
Al Castello Sforzesco, fino al 28 giugno Gianfranco Frattini 100, 1926-2026, un’installazione che inaugura le celebrazioni per i cento anni dalla nascita dell’architetto con edizioni speciali realizzate da Artemide, Cassina, CB2, Gubi, Poltrona Frau, Tacchini e Torri Lana. www.milanocastello.it
A Palazzo Morando fino al 27 settembre The Gentleman. Stile e gioielli al maschile, mostra che - attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti - invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile. Una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale, degli aspetti funzionali e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile. https://www.comune.milano.it/web/palazzo-morando
Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino al 4 ottobre Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: gli straordinari bronzi etruschi dell’antica Collezione Corazzi oggi conservati al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, tornano eccezionalmente in Italia. La mostra racconta una storia di scambi culturali e di collezionismo illuminato. Dal 13 maggio al 2 agosto, Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, mostra costruita attorno a tre elementi strettamente interconnessi: il mito di Meleagro, tra i racconti più intensi della tradizione classica, il sarcofago romano con il rilievo raffigurante la Morte di Meleagro (ca. 170–180 d.C.), esposto per la prima volta al pubblico, e il cosiddetto “gesto della disperazione”, una delle più incisive formule figurative del dolore nella tradizione artistica occidentale. www.fondazioneluigirovati.org/it
E veniamo alle mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3.
Presso iKonica Art Gallery, in via Porpora, fino al 14 maggio, personale di Agata Machay, artista polacca che vive e lavora in Francia. Il suo è un linguaggio pittorico radicato nell’Espressionismo e rivolge la propria attenzione al paesaggio urbano, alla natura e alla società contemporanea. Nelle sue vedute notturne, Machay indaga i segreti che emergono nell’oscurità, avvolgendo borghi e paesaggi in un alone di fascino e mistero. L’artista dipinge con colori acrilici su fogli di carta appositamente preparati, che vengono successivamente incollati su tela, conferendo alla superficie dipinta un effetto opaco di grande eleganza. Dal 18 al 23 maggio, Codici e segni, mostra collettiva. https://www.ikonica.eu/mostre-in-galleria/
Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, fino al 30 maggio, Mimmo Paladino, pittore, scultore e incisore italiano, tra i principali esponenti della Transavanguardia. La mostra si dispiega come una partitura visiva, una composizione di frammenti, un momento che si fonde con il successivo, l'intenzione che cede il passo all'imprevisto. Figure scure su sfondi luminosi, simboli che vengono da un passato remoto – dall'Etruria, dal folklore campano, da un immaginario mediterraneo – e che giungono al presente. Il linguaggio di Paladino non è arcaico in senso nostalgico ma in senso originario: antico perché primordiale, essenziale perché necessario. https://massimodecarlo.com/
Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, fino al 5 giugno, DENTRO LA FABBRICA. Il racconto visivo della modernità nelle fotografie di Uliano Lucas. Fotoreporter di indagine sociale, Lucas ha sempre mostrato una forte attenzione alla realtà della fabbrica. La mostra spazia dall’indagine nelle piccole fabbriche sparse sul territorio alle grandi industrie, dai nuovi distretti produttivi degli anni Ottanta ai complessi industriali del Mezzogiorno, documentando gli anni in cui l’Italia si afferma come paese industriale, con i suoi miti e le sue lotte politiche e sindacali, fino alla crisi del sistema produttivo e all’epoca della new economy. Ma ci racconta anche cinquant’anni di vita, di fatica, di quotidiano impegno di uomini e donne. www.mudima.net
Presso Manifiesto Blanco, in Via Benedetto Marcello, dal 14 maggio al 6 giugno, Storie di nuvole e foglie, personale del pittore giapponese Kazuto Takegami (nato nel 1970) che, da osservatore della Natura, percepisce le vibrazioni di questi elementi, esempio dell’effimero e del transitorio che donano al nostro sguardo la bellezza delle loro mutevoli forme e colori. Le sue opere sono quadri, disegni e piccole sculture che raffigurano momenti di stupore e bellezza, attimi di splendore che vanno conservati nel ricordo come qualcosa di prezioso. www.manifiestoblanco.com/
Alla Casa Museo Boschi Di Stefano, in Via Jan, fino al 7 giugno Carlo Zauli 1926-2026. Tra Faenza e Milano, mostra che presenta la figura poliedrica di Zauli (Faenza, 1926-2002) nel centenario della nascita. E’ un dialogo tra la ricerca dell’artista e il contesto milanese, a partire dagli anni Cinquanta, con gli snodi fondamentali dell’evoluzione creativa dello scultore, ceramista e designer, dal confronto con le neoavanguardie alla piena maturità. www.casamuseoboschidistefano.it/
Alla Fondazione Scanavino, in piazza Aspromonte, fino al 14 giugno, OMAGGIO ALL’AMERICA LATINA: Regina José Galindo, Alik Cavaliere, Emilio Scanavino. La mostra comprende il monumentale lavoro concepito da Cavaliere e Scanavino per la XI Biennale di San Paolo (1971) più il video della performance Homage to Latin America. Veilin di Regina José Galindo, tenutasi in occasione della Milano Art Week 2026. https://fondazionescanavino.org/it/news
Alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 20 giugno, Tangible kinships personale di Rosa Barba. La mostra si concentra sull’interesse dell’artista (che è nata in Italia ma vive e lavora a Berlino) per il cinema, tra cui il suo film Charge, presentato in anteprima al MoMA di New York nel 2025, cornice materiale per indagare temi quali i paesaggi, i cambiamenti ambientali e la memoria. Accanto al film, una serie di nuove opere scultoree realizzate in parte in vetro e altri materiali trasparenti e porosi, e in parte con pellicole e meccanismi cinetici. https://vistamare.com/
Presso Giò Marconi, in Via Tadino, fino al 24 luglio Man Ray: M for Dictionary. Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista, un’ampia retrospettiva che ne esplora i diversi mezzi espressivi. Fotografo tra i più celebrati, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray cercava di fondere dimensione formale e concettuale, dando forma a un autentico esperimento linguistico ironico e critico, profondamente provocatorio. www.giomarconi.com/en
Infine, al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, dal 7 maggio al 13 settembre, SYNTHETIC CREATURES: storia, evoluzione e rappresentazione, mostra che ripercorre cinquant’anni di ricerca di Rebecca Allen, pioniera della computer art. Fin dagli anni Settanta ha introdotto la corporeità in un ambito dominato da astrazione e calcolo, affermando una visione in cui la tecnologia non è neutra, ma richiede una prospettiva umana e fisica. Il percorso espositivo segue l’evoluzione del suo lavoro, dalle prime animazioni realizzate con schede perforate alle più recenti installazioni in realtà virtuale e intelligenza artificiale. www.meetcenter.it/it/
Nella foto: opera di Mimmo Paladino, alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia.
