Milano dopo i Giochi: l’eredità concreta di Milano-Cortina 2026

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Una delle “legacy” (eredità/lascito in italiano) più importante dei Giochi Olimpici e Paralimpici per la città di Milano è certamente legato alla decisione del Comune di enormemente potenziare l'accessibilità cittadina, con un investimento di 80 milioni di Euro (in parte finanziati con fondi comunali e in parte con un contributo PNRR).
Tali risorse sono servite all'installazione di 43 nuovi ascensori e 28 montascale sulle linee della metropolitana M1 e M2, rendendo la M1 totalmente accessibile e la M2 al 91%. Sulla M3 sono stati oggetto di ristrutturazione 42 ascensori e 52 scale mobili, migliorando l'accessibilità in nove stazioni.
Vi è poi un tema di legacy legato alla realizzazione dei siti di interesse olimpico e paralimpico. In tal senso va ricordata l'Arena Santa Giulia (o Unipol Dome), palazzetto con una capacità di circa 16.000 posti, in cui si è tenuto il programma dell'hockey su ghiaccio olimpico e paralimpico. L’Arena di Santa Giulia è la struttura indoor più grande d'Italia, progettata dall'architetto David Chipperfield e pensata sia per ospitare eventi sportivi che concerti.
Vi è poi il Villaggio Olimpico e Paralimpico, realizzato nell’area dell’ex Scalo di Porta Romana: si estende su un'area totale di circa 60000 metri quadri e il complesso è formato da sei edifici di nuova costruzione e da due costruzioni preesistenti, di origine industriale e completamente ristrutturate.
Il Villaggio ha ospitato circa 1400 atleti e atlete, con i relativi staff, durante le Olimpiadi e all’incirca 200 durante le Paralimpiadi. E’importante sottolineare come da settembre 2026 diventerà il più grande studentato universitario d’Italia, capace di ospitare 1.700 studenti e studentesse. Di questi 1700 posti, 450 avranno un costo calmierato e saranno destinati sia a studenti/esse disabili, sia a coloro con un’ISEE famigliare infra 44.000 Euro. Inizialmente tali posti convenzionati erano solo 150 ma anche grazie a un ordine del giorno approvato in Consiglio comunale e a prima firma mia e del collega Federico Bottelli, il numero è stato aumentato di 300 unità.
Va poi ricordato come 4 padiglioni della Fiera Milano Rho siano stati uniti per formare il "Milano Speed Skating Stadium", anello da 400 metri che ha ospitato il programma olimpico del pattinaggio veloce e la "Milano Rho Ice Hockey Arena", in cui si è tenuta una parte del programma olimpico hockeystico maschile e femminile. L’intervento ha riguardato un’area di 40.000 metri quadri che, terminati i Giochi, vengono tenuti per grandi eventi fieristici e musicali (concerti). Ottima notizia è che la Fiera ha deciso, come legacy ulteriore dei Giochi, di costuire un impianto, aperto al pubblico, per il pattinaggio su ghiaccio all’interno della propria area. Tutto ciò molto importante anche considerando che lo storico palazzetto del ghiaccio milanese, denominato “Agorà” è chiuso dal gennaio 2023, in attesa che si realizzi la proposta di partenariato pubblico e privato che dovrebbe potare alla sua completa ristrutturazione e quindi riapertura.
Deve comunque essere precisato che nessuna delle nuove infrastrutture costruite per i Giochi olimpici e paralimpici sarà di proprietà del Comune di Milano.
Vi è poi una legacy a cui sono particolarmente affezionato, in quanto vi ho contribuito in maniera diretta come Presidente della Commissione consigliare Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, assieme al Collega Rosario Pantaleo, Presidente della Commissione Antimafia.
Si tratta del portale realizzato da SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026, responsabile della realizzazione delle opere pubbliche connesse ai Giochi) e chiamato Open Milano Cortina 2026. Tale strumento ha offerto un aggiornamento costante e dinamico sul Piano degli Investimenti, con l’obiettivo di assicurare a chiunque la possibilità di accedere alle principali informazioni su ciascuna opera e appalto. Sono state utilizzate fotografie e documenti per raccontare l’avanzamento concreto degli interventi, con un aggiornamento delle informazioni garantito ogni 45 giorni.
Tale portale era stato richiesto da Open Olimpycs, gruppo formato da 30 associazioni con Libera come capofila, coinvolgendo, in tale richiesta, oltre a SIMICO, anche le Commissioni consigliari presiedute da me e dal Collega Pantaleo. Davanti a tale richiesta, ci siamo subito attivati per una seduta di Commissione congiunta che ha messo in contatto Open Olympics e SIMICO e che ha dato il via alla realizzazione del portale.
Open Milano Cortina 2026 ha rappresentato un elemento fondamentale di legacy delle Olimpiadi e Paralimpiadi 2026: infatti, il suo obiettivo non è stato solo quello di assicurare la trasparenza sul Piano delle Opere ma anche quello di promuovere una cultura della trasparenza sostanziale – e quindi accessibile e fruibile a tutti – della legalità in ambito appalti e investimenti pubblici. E’ la prima volta al mondo che viene creato un simile sistema informativo per un grande evento sportivo.
Ho poi il piacere di ricordare come i Giochi Olimpici e Paralimpici lascino anche una importante legacy culturale, in quanto sono stati anche l’occasione, per i luoghi che le hanno ospitate, di avere un ampio programma di iniziative artistiche, culturali e sociali
Tale ricco palinsesto è stato denominato “Olimpiadi della Cultura” ed è stato realizzato con il contributo degli Enti locali interessati e dalla Fondazione Milano Cortina 2026.
Nello specifico, si sono svolti eventi e incontri nei musei, nelle piazze, nei paesaggi naturali e nei teatri dei territori coinvolti.
A Cortina, per esempio, sono stati realizzati percorsi tra arte e natura lungo i sentieri dolomitici, che racconteranno il paesaggio montano contemporaneo; in Trentino si è lavorato su memoria, sostenibilità e comunità, con iniziative nei musei, nei castelli e nei borghi alpini.
In particolare, per quello che riguarda Milano, le Olimpiadi della Cultura hanno avuto il loro hub nella Triennale, che si è trasformata in uno spazio dedicato allo sport, ai suoi linguaggi e ai valori olimpici, ospitando anche Casa Italia, “quartier generale” dei Giochi e cuore delle attività mediatiche, oltre ad avere un ricchissimo calendario di mostre e progetti.
Concludo ricordando certamente la legacy e l’obiettivo più importante insito nei Giochi: la Tregua Olimpica. Tale istituto ha origini antiche, risalenti al 9° secolo a.C. in Grecia, dove fu istituita per permettere ai partecipanti dei Giochi Olimpici di viaggiare e competere in sicurezza. Conosciuta come "Ekecheiria" la Tregua rappresentava un cessate il fuoco tra le città greche in guerra tra di loro e garantiva protezione durante il periodo delle competizioni, ponendo fine ai conflitti da sette giorni prima dell'inizio dei Giochi fino a sette giorni dopo la loro conclusione.
Questo concetto è stato ripreso dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nel 1992, con la volontà di promuovere la Pace attraverso lo sport. Il CIO ha collaborato con le Nazioni Unite (ONU) dal 1993 e prima di un'edizione dei Giochi Olimpici, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ribadisce il suo sostegno al principio della Tregua Olimpica adottando una risoluzione ad hoc.
In tal senso, il 20 novembre, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione sulla Tregua Olimpica legata ai Giochi di Milano-Cortina 2026, un testo promosso dall’Italia come Paese ospitante in collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale e la Fondazione Milano-Cortina.
In questo mondo sempre più lacerato da guerre e conflitti, le Olimpiadi e Paralimpiadi diventano quindi testimoni di una importantissima proposta di incontro culturale e di pace tra i popoli.
Alessandro Giungi, Consigliere Comunale Gruppo PD
Presidente Commissione consigliare Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026
