Torna la “Milano Design Week”, in occasione del Salone Internazionale del Mobile 2026

Sono
confermate le tradizionali zone del Design: Brera, 5Vie, Durini, Isola, Statale
e Tortona, cui si aggiungono Porta Venezia e Monumentale, distretti ormai
consolidati, aggiuntisi a partire dal 2023. Altre iniziative sono previste
nelle zone Castello, San Vittore, Quadrilatero della Moda, fino a quartieri
meno centrali come Nolo, Cimiano, Baggio, Dergano/Bovisa, Barona, QT, San
Leonardo, Feltre (Lambrate) e Chiaravalle. Nel quartiere Feltre
il progetto Pet Design District vede la partecipazione di aziende di
arredo e product design che approfondisce i temi della progettazione,
sostenibilità e relazione uomo-animale. Anche quella del 2026 sarà una Milano
Design Week attenta alla sostenibilità ambientale e sociale. Tra le proposte, molte
iniziative incentrate sulla progettazione degli spazi pubblici e sul ruolo del
design nella costruzione di luoghi di aggregazione e socialità.
L’ecosistema formativo è punto di riferimento per l’innovazione del settore:
gli studenti delle principali università e accademie milanesi, tra cui il Politecnico
di Milano, sono presenti avvicinando così anche i più giovani al mondo del Design
con progetti che mettono al centro la ricerca e la sperimentazione, come Interdependance:
past, present, future del Politecnico, che coinvolge oltre 50 scuole
di Design internazionali. Accanto alla formazione accademica o post diploma, un
ruolo rilevante è svolto anche dalle scuole milanesi che partecipano alla
Design Week con progetti didattici e sperimentali. Tra questi l’IIS Caterina
da Siena di Viale Lombardia, in Zona 3. Progetti applicativi sviluppati in
collaborazione con il sistema produttivo sono promossi da Assolombarda con
Fondazione ITS Rosario Messina/Artwood Academy e, di nuovo, il Politecnico: gli
studenti lavorano a stretto contatto con le imprese per la realizzazione di prototipi,
sperimentando materiali e processi reali. Il progetto Uniform & Visual
Project dell’Istituto Secoli, coinvolge studenti ed ex studenti nella
creazione di una giacca-uniforme gender neutral per il Porta Venezia Design
District.
Porta Venezia è uno dei quartieri più dinamici della città, vitale e ricco di contrasti, in cui l’architettura liberty convive con una scena contemporanea vivace. Inoltre, la presenza di comunità di diversa provenienza ne rafforza il carattere inclusivo. Il Porta Venezia Design District ogni anno sceglie come tema un vero punto di vista sul presente. Per il 2026 Tomás Maldonado, designer e teorico argentino che ha trascorso gran parte della sua vita a Milano insegnando al Politecnico, ha elaborato il progetto Design is Act: quasi sessanta eventi sono distribuiti tra Porta Venezia, Città Studi e Via Padova che coinvolgono palazzi Art Déco, piscine storiche degli anni Trenta, gallerie e spazi alternativi. Al MEET/Digital Culture Center da non perdere MEET/Renaissance Dreams, proiezioni immersive dell'artista Refik Anadol sulla memoria del Rinascimento, elaborate dall'intelligenza artificiale: dipinti, sculture, testi e architettura italiani vengono elaborati attraverso algoritmi, generando un paesaggio immersivo fatto di forme, colori e suoni.
Sempre nel territorio del Municipio 3 segnaliamo Food for Thought, formato di IKEA che quest'anno propone, presso lo Spazio Maiocchi, nella via omonima, un'esposizione che mette in dialogo Design domestico e cultura del cibo, costruita intorno all'idea che i momenti più importanti della vita quotidiana si svolgono quasi sempre intorno a un tavolo o in una cucina. Il cuore del progetto sono cinque ambienti, ciascuno pensato da una coppia composta da un interior designer e uno chef internazionale. Ogni coppia lo ha tradotto in uno scenario in cui prodotti, ricette e culture diverse convivono. A completare il percorso, uno spazio market con specialità locali, una libreria dedicata alla cucina con area lettura, musica dal vivo e dimostrazioni di cucina dal vivo con assaggi guidati. E la sera si trasforma in punto di ritrovo con aperitivo, live music e DJ set.
Presso la Sala Barozzi dell'Istituto dei Ciechi, in Via Vivaio, dal 19 al 26 aprile: Anima Mundi. A Visionary Impulse, installazione site-specific firmata dallo studio milanese Dotdotdot, ispirata al principio filosofico rinascimentale della natura come forza generativa, portandolo dentro uno spazio tecnologico: cinque velari monumentali modificano la propria conformazione in base ai dati ambientali mentre immagini e paesaggi sonori si auto-generano in tempo reale. L'installazione evolve con chi la attraversa, trasformando ogni visita in un'esperienza irripetibile. Il confine tra ambiente e presenza umana si dissolve in una coreografia di suoni e visioni.
Chiudiamo questa carrellata sulle iniziative della Design Week nel Municipio 3 con 6:AM - Over and Over and Over and Over, presso la Piscina Romano, in Via Ampère, un complesso che dialoga con le architetture di Gio Ponti e Vittoriano Viganò. L'installazione del duo creativo Edoardo Pandolfo e Francesco Palù parte da un'idea semplice: la ripetizione. Nel lavoro dei vetrai il gesto si ripete ma il risultato non è mai identico. Il vetro è una materia sensibile alla temperatura, alla chimica e alla manualità di chi lo modella. Anche nelle produzioni seriali ogni oggetto conserva un dettaglio irripetibile. Al centro dell'allestimento l’opera Batch: cubi di vetro soffiato strutturano lo spazio come elementi architettonici. Completano la mostra appendiabiti realizzati con canne di vetro recuperate da magazzini storici di Murano. Un video in loop, realizzato con lo studio creativo Genera, presenta gli oggetti come presenze surreali che abitano la piscina. Triton, installazione sonora di Invernomuto (Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi) traduce in suono i dati di un ecosistema di piccoli anfibi in un bacino di pietra a Pietra Perduca, in Lombardia, generando una composizione in continua evoluzione. L'ingresso è su prenotazione.
Il programma completo della Milano Design Week 2026 con date, orari e modalità di accesso sul sito Yesmilano
