L’ultima missione: Project Hail Mary

La limitata offerta cinematografica in zona, ci spinge a consigliare un film realizzato come cinema comanda… ()
ultima missione immagine
In un futuro prossimo venturo che potrebbe già essere presente, gli scienziati del mondo intero sono in agitazione per via di un fenomeno fisico inspiegabile che, oscurando il sole, minaccia un catastrofico raffreddamento globale della Terra.
Per improbabili vie viene individuato un biologo che, fallita la carriera di scienziato, si è dedicato all’insegnamento di materie scientifiche in una scuola media.
Ryland Grace (Ryan Gosling) nasconde il suo bagaglio di conoscenze dietro l’ironica bonomia di un insegnante, disilluso dalla vita, che crede però nel suo lavoro.
Coinvolto nel progetto da Eva Stratt (Sandra Hüller), un’agente governativa a cui è stato affidato il coordinamento dell’intervento, Grace offre una serie di elementi fondamentali alla missione spaziale che dovrà agire nello spazio infinito per salvare il mondo.
Il cattivo di turno è infatti un microrganismo chiamato “astrofago” (mangiatore di stelle) che sta mettendo a dura prova l’intero sistema solare.
Durante la preparazione della missione, un tragico incidente di percorso fa sì che venga a mancare la componente scientifica del team previsto.
Extrema ratio vuole che, contro la sua volontà, Grace venga costretto in coma farmacologico e imbarcato imbelle sulla navicella spaziale.
Qualche tempo dopo (a distanza di anni luce dalla Terra), al suo risveglio a bordo dell’astronave scopre che gli altri due membri dell’equipaggio sono deceduti, per cui si ritrova in solitudine assoluta a dover tentare di portare a termine la missione.
Ma il fato vuole che nella profondità degli universi navighi anche un’astronave aliena il cui equipaggio ha lo stesso problema della Hail Mary, ancorché riferito ad altro sistema solare.
E così si manifesta un extraterrestre quasi simpatico come E.T. che stabilisce con Grace un contatto di concreta sinergia per sconfiggere il nemico comune rappresentato dai malevoli astrofagi.
Rocky rappresenta un’intelligenza superiore ospitato in una forma articolata di roccia che, argutamente in sintonia con Grace, dichiara guerra al temibile microrganismo.
Tutto ciò che poi accade che, va da sé, voi umani non ve lo potete neppure immaginare, consolida un’amicizia assoluta che trova sicura soddisfazione nella ricostruzione, a uso umano, di una terra alias tipo “The Truman Show”. E Ryland Grace, in attesa degli eventi, si ritrova a insegnare scienze a giovani extraterrestri.
In “L’ultima missione: Project Hail Mary” ci sono tutti gli ingredienti della fantascienza decisamente virati in favola, dove i cattivi sono impalpabili, ma i buoni sono presenti in carne, ossa e pietra.
156 minuti estremamente gradevoli in cui il mattatore Ryan Gosling dà stura a tutta la sua empatica personalità con piacevole esibizione di grande professionalità espressiva.
Il film, tratto dal romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir, risulta iscrivibile alla categoria “buonista”, assolutamente in contro tendenza con chi detiene il potere negli USA di oggi, dove solidarietà e amicizia non rappresentano certo dei valori condivisi.
Oltre i contenuti, lo spettacolo è garantito da effetti speciali, colori e suoni di grande effetto tecnologico.
Su tutti, Ryan Gosling sciorina le sue arti seduttive (in questo caso nei confronti del pubblico) anche grazie a una sceneggiatura brillante e ironica al suo servizio.
Qua e là, tra le numerose citazioni, spazio a Rocky Balboa e ad Adriana, oltre ai quattro Beatles.
Dietro la macchina da presa, come soleva dirsi un tempo, Phil Lord e Christopher Miller che sino a oggi si erano distinti quali autori di cinema d’animazione sino a vincere nel 2019 l’Oscar per il film “Spider-Man. Un nuovo universo”.
Il nuovo universo di “L’ultima missione” è affascinante e persino accogliente, avventuroso e favoloso e va da sé che, come in ogni favola che si rispetti, esiste sempre una componente che coinvolge e soddisfa il pubblico. De te fabula…
A suffragio di questa tesi, il film, uscito alla fine del 2025, all’ultimo rilevamento vanta un incasso di oltre 320 milioni di dollari.
Spettacolo di qualità. Bella sorpresa.


In programmazione nelle sale della città

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