Via Sacchini diventa un’oasi urbana scolastica, un modello di “rifugio climatico”

Durante la commissione municipale congiunta Educazione – Mobilità/Piano Quartieri – Territorio di martedì scorso, che ha visto riuniti assessori, tecnici, rappresentanti di Lega Ambiente e la dirigenza scolastica dell’IC Quintino di Vona, è stato mostrato il volto definitivo di quella che sarà "la piazza tattica" tra via Porpora e via Andrea Costa.
Il progetto di via Sacchini non è un intervento urbanistico calato dall'alto. Come ricordato dalla presidente del Municipio 3, Caterina Antola, si tratta di un percorso partecipato fin dal suo esordio nel 2022, che ha coinvolto istituto scolastico, comitati di genitori e associazioni locali in un accordo per collaborare alla la cura dello spazio pubblico "adottato" dalla comunità. Nato per ovviare alla pericolosità dei marciapiedi stretti e del traffico intenso che circondava la scuola, frequentata da circa 1000 alunni, l’intervento ha saputo trasformare una strada veicolare in un centro nevralgico per la comunità.
"È stato un esperimento riuscito che merita un intervento strutturale", ha dichiarato Guglielmo Pensabene, presidente della commissione Mobilità/Piano quartieri, sottolineando come l’area sia oggi vissuta da giovani che giocano a ping pong, cittadini che leggono e ragazzi che praticano Urban Gym, ben oltre il solo orario scolastico.
Il passaggio dal progetto temporaneo al definitivo, illustrato dall’architetto Diego Terna dello studio Quinzio Terna, punta tutto sulla rinaturazione. Il cuore dell’intervento è la depavimentazione: verranno rimossi circa 200 m² di asfalto su una superficie totale di 1800 m². Al posto del bitume nasceranno 18 aiuole, di cui quattro realizzate in rilevato (vere e proprie "collinette") per consentire la messa a dimora di alberi di media grandezza nonostante i numerosi sottoservizi presenti nel sottosuolo. In totale, la via ospiterà 12 nuovi alberi e oltre 750 piante arbustive ed erbacee selezionate con il supporto di Parco Nord Milano per la loro resistenza e biodiversità.
Questa configurazione permetterà a via Sacchini di funzionare come una "Sponge City", una città spugna: il terreno permeabile filtrerà l’acqua piovana, alleggerendo il carico sulle fognature e prevenendo allagamenti durante le piogge intense, le cosiddette "bombe d'acqua".La forestazione e la depavimentazione sono l'unica via per reagire alla crisi climatica in una grande isola di calore come Milano. L'obiettivo è creare un "rifugio climatico" (sul modello di Barcellona o Parigi) che offra zone d'ombra e un abbassamento della temperatura, migliorando il benessere dei cittadini.
Per la dirigente scolastica Maria Chiara Grauso, l'impatto sull'esperienza dei bambini sarà rivoluzionario. La via non sarà più uno spazio "arroventato dal sole", ma un ambiente salubre e sicuro per l'ingresso e l'uscita da scuola. "Lo spazio pubblico diventerà osmotico rispetto alla scuola", ha spiegato la dottoressa Grauso, prefigurando l'uso della via come un vero e proprio laboratorio didattico all'aperto per ore di educazione civica e scienze. Molte delle soluzioni previste, inclusi futuri interventi di arte pubblica, derivano direttamente dai workshop condotti con gli studenti negli scorsi mesi. La varietà di fiori, colori e profumi (comprese piante officinali o edibili) è pensata per stimolare gli studenti della scuola adiacente durante tutto l'anno, trasformando lo spazio in un laboratorio all'aperto per l'educazione civica e la sostenibilità.
La gestione dello spazio è regolata da un "patto di collaborazione" in cui il Municipio monitora le attività, mentre le associazioni e i comitati dei genitori si assumono l'onere della cura e del mantenimento della porzione di territorio riqualificata,
La riqualificazione è resa possibile da una collaborazione tra pubblico e privato. Un’azienda privata (Loacker) ha donato 100.000 euro tramite Lega Ambiente, che agisce come produttore esecutivo del progetto. A questo si aggiunge un investimento del Comune di Milano tra i 30.000 e i 40.000 euro per la piantumazione degli alberi e la realizzazione di un impianto di irrigazione automatizzato, essenziale per garantire la sopravvivenza del verde durante le ondate di calore.
I lavori di depavimentazione e arredo inizieranno presumibilmente a ridosso dell’estate, mentre per la messa a dimora delle piante bisognerà attendere la stagione agronomica favorevole, a partire da ottobre/novembre. Il progetto definitivo ha recepito le osservazioni emerse durante la fase sperimentale: l'accesso ai passi carrai è garantito e la larghezza dei percorsi è stata calibrata per permettere il passaggio agevole dei mezzi di soccorso e dei mezzi AMSA.
Non sono mancate nella discussione alcune note di cautela. Il consigliere di opposizione Boari ha espresso preoccupazione per la gestione notturna dell'area, sollecitando l'installazione di telecamere di sorveglianza per tutelare l'investimento e la sicurezza dei residenti nelle ore in cui lo spazio non è frequentato dalle famiglie.
Per chi volesse approfondire i dettagli e confrontarsi con i progettisti, l'appuntamento è fissato per martedì 31 marzo, dalle ore 18:00 alle 20:00, presso l'auditorium della scuola. Sarà l'occasione per vedere da vicino le tavole progettuali e discutere le fasi del cantiere.
"Milano è all'avanguardia internazionale per la rigenerazione dello spazio pubblico", ha concluso Federico Del Prete di Lega Ambiente. "Ora è il momento di rendere questi modelli permanenti per reagire alla crisi climatica".
