Referendum, ha vinto il NO quasi ovunque tranne che al Nord
In Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, un segnale preoccupante per la democrazia.
(Paolo Burgio)25/03/2026

Non da oggi, ma ben presto dopo essere fiorita ad Atene, la democrazia ha avuto una vita misera e difficile e di rado nel corso dei secoli ha garantito il rispetto della parità di diritti e doveri tra le varie compagini sociali, assicurare ai cittadini la sicurezza e la protezione garantite dalla legge.
La risposta al tentativo di alterare il bilanciamento dei poteri tra chi governa e chi amministra la giustizia, il fondamento di ogni sistema democratico, è stata netta in quasi tutto il paese, i giovani hanno partecipato numerosi ed hanno sostenuto il NO, un segnale largamente positivo, che rafforza la fiducia e la difesa popolare della Costituzione italiana libertaria e antifascista.
La posta in gioco era chiara ed evidente; i Consigli Superiori separati tra giudici e pubblici ministeri, un Consiglio Superiore dei pm eletto a sorte tra i togati e parzialmente a sorte tra i nominati dalla politica, un’Alta Corte proposta al controllo dell’operato dei giudici e dei pm, non erano altro che il tentativo di influenzare e condizionare i magistrati in modo sempre più invadente. Insieme ad un futuro premierato ed una nuova legge elettorale si mettevano le basi per limitare l’indipendenza della magistratura, le destre al potere si preparavano ad imporre all’Italia un regime sempre meno democratico, non diversamente da quanto oggi avviene negli Stati Uniti con Trump.
La vittoria del NO allontana questo pericolo e questa deriva verso forme di governo autoritarie, presenti non solo in Italia, ma in Europa e nel resto del mondo, che spingono al riarmo indiscriminato, alla complice indifferenza verso i crimini di guerra del governo israelita e dei regimi dittatoriali sparsi per il mondo, alla sottomissione al trumpismo ed alle elites reazionarie rappresentate dai nuovi padroni delle tecnologie informatiche e della finanza internazionale.
Esagero? Non credo, i nuovi autocrati contano sui partiti di destra per sostenere la propria egemonia e non ne fanno mistero, vedi il recente giro promozionale di Peter Thiele, sostenitore di Trump, fondatore di Pay Pal, proprietario di Palantir, venuto a Roma per diffondere le sue idee illiberali e antidemocratiche, probabilmente anche per piazzare le sue tecnologie informatiche in grado di controllare i cittadini e di manipolare profondamente la società civile.
Dietro alla propaganda contro i migranti, la repressione del dissenso, la corsa al riarmo, la cancellazione delle politiche sociali, della sanità, della scuola, della salvaguardia ambientale e climatica stanno le politiche delle destre oggi al governo; i cittadini con questo No hanno reagito a tutto ciò.
Fortunatamente il paese ha saputo comprendere la vera natura delle modifiche alla Carta Costituzionale, con l’eccezione di quella parte che, forse, ritenendo di avere maggiori privilegi e benessere da difendere si è adeguata alla propaganda delle destre al governo.
Resta molto da fare per non disperdere il risultato di questa votazione.
La risposta al tentativo di alterare il bilanciamento dei poteri tra chi governa e chi amministra la giustizia, il fondamento di ogni sistema democratico, è stata netta in quasi tutto il paese, i giovani hanno partecipato numerosi ed hanno sostenuto il NO, un segnale largamente positivo, che rafforza la fiducia e la difesa popolare della Costituzione italiana libertaria e antifascista.
La posta in gioco era chiara ed evidente; i Consigli Superiori separati tra giudici e pubblici ministeri, un Consiglio Superiore dei pm eletto a sorte tra i togati e parzialmente a sorte tra i nominati dalla politica, un’Alta Corte proposta al controllo dell’operato dei giudici e dei pm, non erano altro che il tentativo di influenzare e condizionare i magistrati in modo sempre più invadente. Insieme ad un futuro premierato ed una nuova legge elettorale si mettevano le basi per limitare l’indipendenza della magistratura, le destre al potere si preparavano ad imporre all’Italia un regime sempre meno democratico, non diversamente da quanto oggi avviene negli Stati Uniti con Trump.
La vittoria del NO allontana questo pericolo e questa deriva verso forme di governo autoritarie, presenti non solo in Italia, ma in Europa e nel resto del mondo, che spingono al riarmo indiscriminato, alla complice indifferenza verso i crimini di guerra del governo israelita e dei regimi dittatoriali sparsi per il mondo, alla sottomissione al trumpismo ed alle elites reazionarie rappresentate dai nuovi padroni delle tecnologie informatiche e della finanza internazionale.
Esagero? Non credo, i nuovi autocrati contano sui partiti di destra per sostenere la propria egemonia e non ne fanno mistero, vedi il recente giro promozionale di Peter Thiele, sostenitore di Trump, fondatore di Pay Pal, proprietario di Palantir, venuto a Roma per diffondere le sue idee illiberali e antidemocratiche, probabilmente anche per piazzare le sue tecnologie informatiche in grado di controllare i cittadini e di manipolare profondamente la società civile.
Dietro alla propaganda contro i migranti, la repressione del dissenso, la corsa al riarmo, la cancellazione delle politiche sociali, della sanità, della scuola, della salvaguardia ambientale e climatica stanno le politiche delle destre oggi al governo; i cittadini con questo No hanno reagito a tutto ciò.
Fortunatamente il paese ha saputo comprendere la vera natura delle modifiche alla Carta Costituzionale, con l’eccezione di quella parte che, forse, ritenendo di avere maggiori privilegi e benessere da difendere si è adeguata alla propaganda delle destre al governo.
Resta molto da fare per non disperdere il risultato di questa votazione.
