Le mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3

Molta arte contemporanea nelle esposizioni in corso sul territorio. ()
ROC 0064 26 001b
Segnaliamo le mostre in programma tra fine marzo e aprile negli spazi espositivi, musei e gallerie situati nel Municipio 3. Si raccomanda sempre di consultare i relativi siti web per verificare giorni di apertura e chiusura nonché gli orari.

Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, fino al 27 marzo Anima, personale di Anzai Tsuyoshi (1948, Fukuoka, Giappone): una trentina di opere ad acrilico su tela e alcune sculture in terracotta dipinta, tutte realizzate nell’ultimo anno a Tokyo, dove l’artista vive e lavora. Sulle sue grandi tele in mostra rappresenta un mondo fantasmagorico e organico, popolato da onde e correnti sottomarine. Aperte e dinamiche, le opere di Tsuyoshi mettono in dialogo il linguaggio astratto con la natura, rappresentando i suoi ritmi, le sue dissonanze e il suo respiro. www.mudima.net

Allo Spazio Mostre Guido Nardi del Politecnico, in Via Ampère, fino al 28 marzo I Latis e Milano 1945-1996. Vito Latis (Firenze 1912-Albavilla 1996) e Gustavo Latis (Milano 1920-Albavilla 2016) sono stati due protagonisti del secondo Dopoguerra a Milano. Laureatisi entrambi al Politecnico, dopo che le leggi razziali fasciste li hanno costretti a rifugiarsi in Svizzera, hanno iniziato individualmente la propria attività di architetti per poi associarsi a metà anni Cinquanta dando vita a uno studio che ha prodotto, per oltre quarant’anni, edifici residenziali significativi della città. La mostra propone una selezione delle loro opere, affiancando alle forti personalità dei progetti il tema del dibattito urbano e sociale di quegli anni. www.auic.polimi.it/la-scuola/progetti/spazio-mostre-guido-nardi

Alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 28 marzo Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, un omaggio a tre voci singolari legate da una consonanza spirituale e intellettuale. La mostra rivela come, pur con linguaggi distinti, questi artisti abbiano condiviso una visione dell’arte come spazio di esperienza totale, dove forma, materia e pensiero si fondono. Le opere pervase di luce e la sensorialità delle superfici di Spalletti (Pescara, 1940–2019) dialogano con l’aspirazione metafisica e l’enigmaticità concettuale di De Dominicis (Ancona 1947–Roma 1998) nella comune ricerca di una dimensione che trascende il tempo. West (Vienna 1947–2012) si inserisce portando la partecipazione e la fisicità: le sue sculture-oggetto invitano all’interazione. Dal 18 aprile al 20 giugno, Tangible kinships personale di Rosa Barba. Il progetto espositivo si concentra sull’interesse dell’artista (che è nata in Italia ma vive e lavora a Berlino) per il cinema. La mostra riunisce un nuovo gruppo di opere in dialogo con il suo film Charge, presentato in anteprima al MoMA di New York nel 2025 e inedito in Italia, cornice materiale per indagare temi quali i paesaggi, i cambiamenti ambientali, la memoria, gli archivi e l’astronomia. Come in molti film di Barba, la macchina da presa si muove attraverso luoghi in cui l’attività umana e i sistemi naturali si incontrano, si confrontano e si confondono a vicenda. Accanto al film, una serie di nuove opere scultoree realizzate in parte in vetro e altri materiali trasparenti e porosi, e in parte con pellicole e meccanismi cinetici. https://vistamare.com/

Presso iKonica Art Gallery, in via Porpora, fino al 28 marzo Tratto, gesto, impulso. Dalla tridimensionalità plastica alla superficie della tela, personale di Pablo Damian Cristi, artista argentino che ha esteso la propria visione creativa oltre i confini della scultura, alla ricerca di una nuova spontaneità con il supporto pittorico, con il dialogo tra materia e colore. In queste tele esplode l’energia di un gesto vivo, che richiama l’action painting. La materia è ancora visibile, vibra nel colore che si fa rilievo, nelle texture aggettanti, in volti che affiorano tangibili dal supporto. Dal 30 marzo all’11 aprile Dancing with Sand, personale di Bernd Caspar Dietrich, artista tedesco apprezzato per le sue opere astratte, incentrate sul colore e sulle esplorazioni materiche. Da oltre trent’anni, Dietrich utilizza la sabbia come materiale principale nella sua pratica artistica, sviluppando installazioni di grandi dimensioni in vetro e specchio. Come fondatore dell'artpark Hoher Berg, spazio culturale sperimentale vicino alla metropoli della Ruhr, Dietrich ha creato una piattaforma che fonde arte contemporanea, istruzione e sostenibilità, promuovendo la libertà artistica e l'accessibilità per tutti.https://www.ikonica.eu/mostre-in-galleria/

Allo Spazio Kryptos, in Via Panfilo Castaldi, dal 27 marzo al 2 aprile Archive Syndrome, collettiva che indaga la memoria nell’era della bulimia digitale. Sette artisti di Brera analizzano il paradosso tra accumulo ipertrofico e fragilità del ricordo. La mostra interroga lo scarto tra una memoria esterna ipertrofica e la fragilità del ricordo viscerale, perché ricordare non è conservare ma selezionare e stratificare. Gli artisti esposti: Marco Antrodicchia, Giorgia Caputo, Alice Geymonat, Camilla Klimciuk, Martina Licalsi, Giorgia Riboldi. https://spaziokryptos.com/

The Open Box, in Via Pergolesi, è uno spazio inserito nei “Luoghi del Contemporaneo” dal Ministero dei Beni Culturali. Fino al 9 aprile, Spazio sensibile, personale di Mimo Visconti, artista che esce dal dominio della fotografia, intesa come cattura del singolo istante, per entrare in quello della registrazione della durata. Il fatto che l’immagine sia impressa su un collage di fogli di carta fotosensibile sottolinea la natura frammentaria e al contempo organica della percezione spaziale. www.theopenbox.org

Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, fino al 19 aprile, O ti saluto, luce, ma con nervi offesi personale dell'artista italiano Pietro Roccasalva che riunisce soggetti nuovi e consolidati del repertorio iconografico dell'artista: paesaggi immaginari e nature morte paradossali, insieme a una serie di figure ricorrenti: un bambino con capelli e unghie cresciuti in modo incontrollato, una ragazzina con la sua bambola, una sposa che tiene in mano una racchetta particolare, una madre che stringe una strana cornucopia. Sono personaggi di un universo visivo che Roccasalva nutre con un impulso ossessivo, con la coerenza tematica di un racconto allegorico e la struttura di una messa in scena in cui l'eterno convive con l'effimero. Al centro si cela il concetto del trascorrere del tempo, un tempo che non procede in modo lineare, ma precipita, come la mongolfiera che si schianta al suolo, che è stata per anni una costante in molti dei suoi dipinti. https://massimodecarlo.com/

Al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 19 aprile Liquid Chimeras, mostra del duo Entangled Others (Sofia Crespo e Feileacan McCormick) che nasce dall'urgenza di reinterpretare il rapporto tra conoscenza, tecnologia e immaginazione. Il presupposto è che i dati sul pianeta Terra sono parziali e gli strumenti che li raccolgono vulnerabili e condizionati da limiti tecnologici ed economici. Dove mancano le informazioni, però, si aprono opportunità creative. Il lavoro degli artisti colma i vuoti di conoscenza sull'ecosistema oceanico tramite opere di arte digitale. www.meetcenter.it/it/

Presso Lusvardi Art, in Corso Buenos Aires, sino al 24 aprile Dall’origine, mostra di Natalia Korotyaeva e Gregorio Vignola. Ad accomunare le opere dei due giovani artisti è un’indagine sul senso dell’origine che, per la Korotyaeva si configura come flusso affabulatorio, racconto dai tratti ancestrali, intarsio di leggende e suggestioni autobiografiche, mentre per Vignola come carotaggio dell’arcaico, rinvenimento di strati celati e fecondi, scoperta di una somaticità primordiale. https://lusvardi.art/

Presso Giò Marconi, in Via Tadino, dall’11 aprile al 24 luglio Man Ray: M for Dictionary, ampia retrospettiva nel cinquantesimo anniversario della scomparsa dell’artista che ne esplora i diversi mezzi espressivi. Fotografo tra i più celebrati dell’epoca moderna, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray è stato un artista multimediale nel senso più ampio del termine. Attratto dal passaggio dall’artigianato manuale alla riproduzione meccanica, cercava di fondere dimensione formale e concettuale. Vero e proprio scrittore visivo, Ray dà forma a un autentico esperimento linguistico ironico e critico, profondamente provocatorio. La mostra è organizzata in cinque sezioni intitolate The Alphabet, Light Writing, Body Language, Objectives e Mathematical Objects. Sono inoltre presenti opere di artisti contemporanei – Alex Da Corte, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Allison Katz e Tai Shani – la cui attenzione al linguaggio come condizione della creazione visiva e materiale si collega direttamente all’eredità di Man Ray. www.giomarconi.com/en

Infine, alla Casa Museo Boschi Di Stefano, in Via Jan, fino al 7 giugno Carlo Zauli 1926-2026. Tra Faenza e Milano, progetto che presenta la figura poliedrica di Carlo Zauli (Faenza, 1926-2002) nel centenario della nascita. Le stanze della Scuola di ceramica diventano luogo ideale per un dialogo tra la ricerca dell’artista e il contesto milanese, a partire dagli anni Cinquanta. Il percorso ripercorre gli snodi fondamentali dell’evoluzione creativa dello scultore, ceramista e designer, dal confronto con le neoavanguardie alla piena maturità, con al centro il “bianco Zauli” come cifra autonoma e distintiva. www.casamuseoboschidistefano.it/

Nella foto un'opera di Pietro Roccasalva alla Galleria Massimo de Carlo.


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