Dal Tavolo per la Nonviolenza

Pubblichiamo il comunicato del Tavolo per la Nonviolenza del Municipio 3, al quale anche Z3 e MIA aderiscono con convinzione, perché ai molti che di fronte a quanto accade oggi nel mondo si ritirano sopraffatti dallo sconforto, vogliamo rispondere assumendoci “il rischio della speranza”. ()
CS Tavolo
Le notizie che giungono dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a sconvolgerci, lasciandoci allibiti e senza parole. Agli episodi di tragica violenza e terribile devastazione si aggiunge il fondato timore che la guerra si allarghi anziché risolversi.

Come Tavolo per la Nonviolenza vogliamo ricordarci ancora una volta il grido di chi la guerra l’ha vissuta, il nostro articolo 11: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Non è solo norma, è il battito di chi lo ha scritto con il dolore della memoria, rigettando la guerra come illusoria soluzione.

A questo pilastro civile vogliamo unire le voci di due guide spirituali. Quelle di Papa Leone XIV: “La violenza non è mai la scelta giusta”, insieme al suo invito a costruire “una pace disarmata e disarmante”. E quelle del Dalai Lama sull’atteggiamento quotidiano di ogni individuo: “Se vogliamo costruire la pace nel mondo, costruiamola in primo luogo dentro ciascuno di noi”.
Queste parole incoraggiano la nonviolenza personale e sociale, ed è ciò che desideriamo fare anche noi. Vogliamo continuare a coltivare la nonviolenza come strumento di ascolto, dialogo e vera intesa tra le persone e i popoli, nonché come unica alternativa possibile alla logica del potere, del denaro e delle armi.

Per questo prendiamo in prestito anche il coraggio dell’attivista iraniana Narges Mohammadi, Premio Nobel per la Pace, attualmente ancora in carcere: “La pace e la difesa dei diritti umani contro le guerre e le violenze fanno parte dei grandi obiettivi della storia dell’umanità, al raggiungimento dei quali mi dedicherò sempre di più”. Il suo impegno è un faro anche per la nostra azione.
Confidiamo nella crescente sensibilità di ognuno/a di noi, delle associazioni e delle istituzioni per unirci in una forza non solo resistente a quanto sta avvenendo, ma anche propositiva, capace di sostenere una cultura di pace e nonviolenza che è già presente, ma che ha bisogno di essere riconosciuta e ampliata.

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