Le grandi mostre a Milano della primavera 2026

Le proposte dei principali musei e spazi espositivi della città in vista di Pasqua. ()
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Con l’arrivo della primavera sempre ricco il panorama di importanti mostre nei principali musei e spazi espositivi della città (ma anche interessanti proposte nel territorio del Municipio 3, come raccontato in altro articolo presente nella pagina Cultura di z3xmi). Scorriamo qui rapidamente molte delle esposizioni in corso o di prossima apertura, raccomandando di consultare sempre i siti delle singole sedi espositive prima della visita, verificando giorni ed orari di apertura nonché le modalità di accesso.

Per cominciare segnaliamo che prosegue Metafisica/Metafisiche, grande mostra diffusa che coinvolge diverse prestigiose sedi pubbliche e private milanesi iniziative che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo. Nelle sale di Palazzo Reale fino al 21 giugno oltre 300 opere dei protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1915 (de Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, de Pisis) insieme a figure come Ernst, Magritte, Dalì e Warhol, fino ad artisti, architetti, registi, fotografi, scrittori, designer contemporanei che ne hanno reinterpretato i linguaggi. Al Museo del Novecento fino al 6 aprile viene approfondito il legame tra alcuni artisti della Metafisica e la città di Milano, mentre nelle stesse date le Gallerie d’Italia propongono un omaggio a Giorgio Morandi attraverso le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore. Sempre a Morandi è dedicato l'inedito omaggio di William Kentridge ospitato a Palazzo Citterio, fino al 5 aprile. Precisiamo che in questo articolo non segnaleremo ulteriormente Metafisica/Metafisiche quando parleremo di altre mostre proposte dalle sedi che ospitano la mostra.

A Palazzo Reale prosegue fino al 17 maggio Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i protagonisti dell’arte di fine XX secolo. E’ un viaggio nella sua ricerca estetica, radicale e al tempo stesso classica, con nudi sensuali nella loro perfezione formale, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica. Il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. Fino al 14 giugno I Macchiaioli, mostra che rappresenta una nuova e più approfondita lettura del movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento. Oltre 90 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. E fino al 27 settembre Anselm Kiefer. Le Alchimiste, imponente mostra di uno tra i più influenti artisti contemporanei che con la sua pittura materica e simbolica, racconta distruzione e rigenerazione, mito e memoria collettiva: oltre quaranta grandi opere inedite concepite appositamente per la Sala delle Cariatidi. Kiefer evoca una costellazione di figure femminili note e dimenticate, riconoscendo alle “alchimiste” un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. www.palazzorealemilano.it/

Al Castello Sforzesco, dopo diversi anni di chiusura, ha riaperto la Galleria Antico Egitto. Le più recenti acquisizioni, tra cui un bronzetto raffigurante Osiride, hanno arricchito la raccolta civica, che conta attualmente circa tremila reperti: sarcofagi, vasi canopi, bronzetti, piccole stele e soprattutto amuleti, ushabti e un importante papiro, lungo circa 7 metri. Il nuovo percorso di visita presenta al pubblico circa 330 reperti. Della storia millenaria della civiltà egizia, i periodi meglio rappresentati sono le epoche dal Nuovo Regno (1550-1070 a.C.) all’Epoca tarda (664-332 a.C.). Fino al 22 marzo L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli, mostra dedicata alla rappresentazione degli sport invernali tra Ottocento e Novecento, attraverso manifesti, illustrazioni di riviste, accessori, moda legata alla montagna, materiali della promozione turistica. Sono inoltre esposti manifesti realizzati da Maestri come Hans Hartung e Max Bill, dedicati a manifestazioni olimpiche del passato. www.milanocastello.it

Al Museo del Novecento è in corso Urrà la neve! Armando Testa e lo sport: in occasione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici di Milano Cortina, una selezione di sette manifesti realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta da Armando Testa (Torino, 1917–1992), uno dei protagonisti della grafica e della comunicazione visiva del Novecento italiano. Fondatore nel 1946 dell’omonima agenzia, Testa ha costruito un linguaggio capace di coniugare essenzialità, ironia e sperimentazione, attraversando pubblicità, arte, design, cinema e televisione. Il rapporto con lo sport attraversa oltre trent’anni di attività e testimonia la sua capacità di tradurre in immagini i cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Accanto ai manifesti si può vedere il video di un Carosello (1966–1969) con cui la ricerca di Testa si estende al mezzo filmico, anticipando sperimentazioni artistiche affini a quelle di Fluxus e di John Cage.www.museodelnovecento.org/

Alle Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala, fino al 6 aprile, Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Protagonisti della mostra sono Antonio Canova, uno dei più importanti scultori di tutti i tempi, e Giuseppe Bossi, pittore e sofisticato collezionista nonché fondatore della Pinacoteca di Brera. Di Canova è presente un capolavoro che si pensava perduto: un grande modello di cavallo attualmente oggetto di restauro. Altri capolavori di Bossi, Canova e Andrea Appiani illustrano la creazione dell’immagine dell’Italia, nella sua popolare iconografia, a loro dovuta. La mostra rievoca l’eccezionale stagione creativa di fine Ottocento e inizi Novecento, mettendo a confronto la produzione artistica di Roma e Milano, due “capitali” proiettate verso l’Europa moderna ma al contempo legate alla grandezza del passato. Fino al 3 maggio, La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici Invernali 1956: in mostra i servizi fotografici dell’Agenzia Publifoto in occasione delle prime Olimpiadi Invernali ospitate in Italia, a Cortina d'Ampezzo nel 1956, anno cruciale del cosiddetto “miracolo economico” italiano. https://gallerieditalia.com/it/

A Palazzo Citterio, in Via Brera, fino al 29 marzo Candy Eaters, intervento realizzato da Alice Zanin trasformando il tempietto disegnato da Mario Cucinella, già presente nel palazzo, nel padiglione di una grande voliera aperta, immaginata in un giardino milanese come in un Capriccio del Settecento. Fino al 15 aprile Debora Hirsch. Vanishing Trees, installazione digitale site-specific che usa tecnologie generative per trasformare immagini di tre alberi in via di estinzione in simboli visivi di resistenza e memoria in un mondo afflitto dalla perdita di biodiversità. Fino al 26 luglio Giovanni Gastel. Rewind, esposizione che rende omaggio a un protagonista assoluto della fotografia contemporanea, scomparso nel 2021, attraverso oltre 250 immagini che ripercorrono l’intera sua carriera, dalle prime copertine di moda agli still life, dai ritratti alle campagne pubblicitarie, insieme ad oggetti personali, strumenti di lavoro, i suoi scritti e le sue poesie. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/

Al MUDEC/Museo delle Culture in Via Tortona, Fino al 28 giugno The Moment the Snow Melts, installazione site-specific di Chiharu Shiota (Osaka, 1972) in anticipazione e durante la sua mostra Il senso della neve (aperta da febbraio): un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta con i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma che, per i motivi più diversi, non ci è più possibile incontrare. Sempre fino al 28 giugno, Il senso della neve. Popoli, arte antica e sguardi contemporanei, un viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia attraverso oltre 150 opere tra dipinti e installazioni di Chiharu Shiota più oggetti etnografici. La neve, fenomeno naturale e quasi magico, da sempre ha condizionato e ispirato il genere umano. Fino al 28 giugno, 100 fotografie per ereditare il mondo, mostra che attraversa due secoli di storia della fotografia, dalle prime sperimentazioni al passaggio nella modernità, territorio di invenzione grazie alle avanguardie del Novecento come Man Ray, Aleksandr Rodčenko, André Kertész, Henri Cartier-Bresson e Philippe Halsman, accanto alle ricerche poetiche di Mario Giacomelli, alle provocazioni concettuali di Joan Fontcuberta e alle testimonianze visive di Joel Meyerowitz a Ground Zero. E poi autori come Claude Cahun, Pierre Molinier e Robert Mapplethorpe, che hanno trasformato l’immagine in un luogo di introspezione psicologica e simbolica. Infine, le visioni di Newsha Tavakolian, Sandy Skoglund, Nancy Burson, David LaChapelle e Mat Collishaw, che mostrano una fotografia capace di farsi metafora, racconto visionario e riflessione etica, per arrivare ad autori contemporanei che affrontano in modo diretto e radicale i temi che definiscono il nostro tempo: la multiculturalità, le questioni di genere, le migrazioni, i conflitti civili, la crisi ambientale. www.mudec.it/

All’Hangar Bicocca, fino al 19 luglio, Rebecca, personale di Benni Bosetto, una tra le artiste più interessanti della sua generazione, la cui pratica è incentrata sulla percezione, trasformazione e decostruzione del corpo. La Bosetto, nata a Merate nel 1987, vive e lavora a Milano. Nel suo lavoro spazia tra disegno, scultura, installazione e performance per esplorare le rappresentazioni dell’identità, che si manifestano fluide e spesso intrecciate con altre specie e organismi. https://pirellihangarbicocca.org/

Alla Triennale, fino al 15 marzo, White Out The Future of Winter Sports, progetto che, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici, esplora il mondo dello sport attraverso i linguaggi artistici. Le torce olimpica e paralimpica, insieme alle opere originali appositamente commissionate a dieci artisti e artiste, sono collocati in un’installazione che li celebra come simboli di dialogo tra culture, popoli e generazioni. Sono inoltre esposti gli Iconic Poster disegnati da Olimpia Zagnoli e Carolina Altavilla.https://triennale.org/

Alla Fabbrica del Vapore, fino al 21 marzo MUPA – Museo del Patriarcato, un’iniziativa ideata e promossa da ActionAid per immaginare un futuro libero dalla violenza di genere. Attraverso ventisette opere - tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze - la mostra ci invita a osservare con sguardo critico i comportamenti, le abitudini e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne e su chi è marginalizzato per la propria identità di genere. Il percorso conduce nel 2148, anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta l’uguaglianza di genere: un futuro desiderabile, dove la parità è realtà e il patriarcato solo un ricordo. Fino al 2 aprile, Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps, personale di Silvia De Bastiani, concepita appositamente per i temi e i territori delle Olimpiadi Invernali: 30 acquerelli in cui la pittura diventa esperienza immersiva, emozionale e strumento di indagine del paesaggio alpino. Fino al 13 aprile. A Visionary at Altitude, personale del fotografo ampezzano Stefano Zardini, che ha trasformato un archivio di foto d’epoca in un racconto contemporaneo, attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna. Poi Zardini offre una chiave di lettura insolita delle celebrate cime dolomitiche, trasformate in un gigantesco fun-park grazie a un sofisticato gioco stilistico e intellettuale di provocazioni. Infine, il progetto più intimo dell’autore in cui la protagonista assoluta è la neve, definita “una tela d’artista pronta per essere utilizzata”. www.fabbricadelvapore.org/

Alla Pinacoteca di Brera, fino al 3 maggio prossimo, si può visitare la mostra Giorgio Armani. Milano, per amore, accogliendo centoventi creazioni del grande stilista, che ha più volte dichiarato il suo legame con Brera, il quartiere che aveva scelto per vivere e lavorare e di cui ammirava l’anima colta e insieme vitale, il suo misto di eleganza e libertà artistica. https://pinacotecabrera.org/

Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, dal 9 aprile al 28 settembre, Dash, progetto multimediale concepito dalla artista cinese Cao Fei che combina diversi linguaggi artistici, dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio, per delineare le contraddizioni della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale. Fei si è dedicata allo studio delle campagne coltivate della Cina e del SudEst asiatico, osservando il calo delle coltivazioni di cereali dovuto alla scarsità d’acqua e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne. Il progetto riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l’efficienza, riduce il lavoro fisico e salvaguarda la sicurezza alimentare ed esplora le modalità con le quali gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale e sollevando importanti interrogativi relativi all’ecologia, all’occupazione e alla continuità culturale. Fino al 30 ottobre, nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele: The Island, progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui installazioni si collocano tra documentario e cinema sperimentale. Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione, toccando temi attuali come le derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica. www.fondazioneprada.org/

A Palazzo Morando, fino al 27 settembre The Gentleman. Stile e gioielli al maschile, mostra che - attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti - invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile. Rappresentativi di eventi storici e sociali, gli oggetti esposti illustrano l’evoluzione dello stile attraverso i secoli, offrendo una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale, degli aspetti funzionali e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile. https://www.comune.milano.it/web/palazzo-morando

Alla GAM/Galleria d'Arte Moderna, in Via Palestro, fino al 28 giugno, Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque. A 160 anni dalla nascita dell’artista italiano di origine russa (1886-1938) l ’esposizione ricostruisce il percorso di questo artista italiano, principe russo per nascita, parigino d’adozione, che ha saputo catturare lo spirito della Belle Époque e nello stesso tempo intraprende una brillante carriera negli Stati Uniti. Grazie al grande talento di ritrattista è ricercato da un’élite cosmopolita, dalle celebrità e addirittura dalle prime stelle del cinema americano. Oltre ai ritratti che lo hanno reso famoso, l’esposizione mette in risalto la sua scultura animalista. Per la prima volta esposti a Milano alcuni splendidi dipinti di Boldini, Sorolla e Repin, in dialogo con le raffinate di Troubetzkoy. www.gam-milano.com/

Sempre in Via Palestro, al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, dal 31 marzo al 7 giugno, The Only True Anarchy is That of Power, prima monografica europea di Marco Fusinato, uno degli artisti e musicisti più innovativi del panorama contemporaneo internazionale. E’ una selezione dei suoi progetti più significativi degli ultimi anni: installazioni, riproduzioni fotografiche, performance e registrazioni. La mostra si concentra su tre progetti tuttora in corso che esplorano il tema del rumore, invitando i visitatori a scoprire un intenso universo visivo e sonoro. www.pacmilano.it/

Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, fino al 3 maggio, Non dimenticarti. L’esperienza di Sacra Famiglia e la cura dell’Alzheimer, mostra che prende avvio da un nucleo di fotografie realizzate da Marianna Sambiase, educatrice di Fondazione Sacra Famiglia: si affronta il tema della malattia dell’Alzheimer concentrandosi sulle persone, sui volti, sui gesti. Si prosegue con una serie di fotografie realizzate nel 1946 dal fotogiornalista Enrico Zuppi (1909-1992): sono ritratti, momenti privati e comunitari che testimoniano gli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, quando in Sacra Famiglia erano ospitati anche le vittime della guerra e gli orfani. La terza sezione presenta scatti di un grande Maestro della fotografia italiana, Gianni Berengo Gardin (1930-2025), che nel 2011 venne chiamato a raccontare la vita in Sacra Famiglia e affronta la narrazione della quotidianità della Casa, le terapie, la scuola, le relazioni, i giochi. Inoltre, prosegue fino al 17 maggio Hans Memling. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn, Danilo Sciorilli chiamati a mettersi in dialogo con l'opera di Memling con lavori caratterizzati dal ricorso a linguaggi diversi. https://chiostrisanteustorgio.it/

Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino al 22 marzo, I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni: in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, una grande esposizione dedicata alla storia, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici, dall’antichità a oggi. La mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti: i principi di pace, inclusione, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. Dal 1° aprile al 4 ottobre Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi: gli straordinari bronzi etruschi dell’antica Collezione Corazzi, provenienti da Cortona e oggi conservati al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, tornano eccezionalmente in Italia. La mostra racconta una storia di scambi culturali e di collezionismo illuminato. www.fondazioneluigirovati.org/it

Nella foto: un particolare dalla mostra Le Alchimiste di Anselm Kiefer a Palazzo Reale


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