Nouvelle vague
Il recente film di Linklater ricostruisce con rispetto il clima che si respirava sul set di “À bout de souffle” (1960), opera d’esordio di Jean Luc Godard. Ottimo esempio di cinema sul cinema.
(Mietta Albertini)08/03/2026

La nascita della Nouvelle Vague raccontata attraverso la nascita di A bout de souffle (Fino all’ultimo respiro) di Jean Luc Godard. Ma quello di Linklater non è un lavoro di ricostruzione qualunque, è una ricerca di atmosfere, di pensiero, di azioni vere o immaginate per introdurre lo spettatore nel clima del 1959, negli anni in cui alcuni dei redattori dei Cahiers du Cinema si fecero catturare dalla regia. Tra i quasi trentenni dei Cahiers l’onda, in realtà, era già partita con Les quatre cents coups (I 400 colpi) di Truffaut presentato a Cannes vincendo il Premio per la Miglior Regia. Godard si sentiva in ritardo, un po’ gli rodeva: “Rohmer ha già fatto il suo film, Truffaut anche, Chabrol ne ha fatti addirittura due!” Così si dà da fare per coinvolgere il produttore Beauregard che accetta l’impegno a patto che fosse su soggetto di Truffaut e Chabrol. Parte l’avventura con un Godard inesperto ma deciso a lavorare secondo i suoi canoni, seguendo l’ispirazione, interrompendo le riprese quando questa svaniva e facendo impazzire il produttore e lasciando perplessa una Jean Seberg che in America aveva già lavorato con uno come Otto Preminger. L’operazione di Linkleter ci proietta in quell’epoca facendoci assistere a una creazione come un “fuori set” in un clima euforico. “Voglio tuffarmi nel 1959 con la mia macchina da presa e rivivere quell’epoca, quelle persone, quell’atmosfera. Voglio frequentare la gente della Nouvelle Vague” dice il regista.
Grande merito aver scelto per il cast attori giovani e per lo più sconosciuti che ci permettono di vedere i personaggi senza intravedere l’attore, il divo.
Ci sono tutti: Godard (Guillaume Marbeck), Jean-Paul Belmondo (Aubry Dullin,) Jean Seberg (Zoey Deutch), Claude Chabrol (Antoine Besson), François Truffaut (Adrien Rouyard), Susanne Schiffman (Jodie Ruth-Forest), Georges de Beauregard (Bruno Dreyfürst), Raoul Coutard (Matthieu Penchinat,) Roberto Rossellini (Laurent Mothe), Jean-Pierre Melville (Tom Novembre) e tanti, tanti altri.
Un film che riunisce due culture: regista texano che gira con attori francesi parlando di un rivoluzionario film francese. Ignorato dall’Accademy degli Oscar ha però avuto dieci candidature ai César, gli Oscar francesi, spesso difensori dei propri prodotti.
Un’esperienza da provare: vedere la prima parte di A bout de souffle, poi vedere Nouvelle Vague e in seguito la seconda parte dell’originale che la Cineteca di Bologna riporterà in sala dal 9 marzo. In qualunque ordine non perdete comunque l’occasione dell’abbinata succulenta.
Non è un film è storia del cinema.
Sublime.
Qualche citazione:
“Se vogliono la nouvelle vague gli daremo una grande marea”
Jean-Luc Godard
“Sii rapido come Rossellini, spiritoso come Sacha Guitry, musicale come Orson Welles, semplice come Marcel Pagnol, lacerato come Nicholas Ray, efficace come Hitchcock, profondo come Bergman e insolente come nessun altro”
François Truffaut
“La cosa più importante è divertirsi”
Jean-Paul Belmondo
In programmazione al Cinema Palestrina.
Grande merito aver scelto per il cast attori giovani e per lo più sconosciuti che ci permettono di vedere i personaggi senza intravedere l’attore, il divo.
Ci sono tutti: Godard (Guillaume Marbeck), Jean-Paul Belmondo (Aubry Dullin,) Jean Seberg (Zoey Deutch), Claude Chabrol (Antoine Besson), François Truffaut (Adrien Rouyard), Susanne Schiffman (Jodie Ruth-Forest), Georges de Beauregard (Bruno Dreyfürst), Raoul Coutard (Matthieu Penchinat,) Roberto Rossellini (Laurent Mothe), Jean-Pierre Melville (Tom Novembre) e tanti, tanti altri.
Un film che riunisce due culture: regista texano che gira con attori francesi parlando di un rivoluzionario film francese. Ignorato dall’Accademy degli Oscar ha però avuto dieci candidature ai César, gli Oscar francesi, spesso difensori dei propri prodotti.
Un’esperienza da provare: vedere la prima parte di A bout de souffle, poi vedere Nouvelle Vague e in seguito la seconda parte dell’originale che la Cineteca di Bologna riporterà in sala dal 9 marzo. In qualunque ordine non perdete comunque l’occasione dell’abbinata succulenta.
Non è un film è storia del cinema.
Sublime.
Qualche citazione:
“Se vogliono la nouvelle vague gli daremo una grande marea”
Jean-Luc Godard
“Sii rapido come Rossellini, spiritoso come Sacha Guitry, musicale come Orson Welles, semplice come Marcel Pagnol, lacerato come Nicholas Ray, efficace come Hitchcock, profondo come Bergman e insolente come nessun altro”
François Truffaut
“La cosa più importante è divertirsi”
Jean-Paul Belmondo
In programmazione al Cinema Palestrina.
