Il diario di Jane Somers

Il romanzo di Doris Lessing è la proposta di lettura per il mese di marzo nell’ambito del ciclo “Libri di autrici da riscoprire”. ()
Il diario di Jane Somers immagine
“Il diario di Jane Somers” è un romanzo sul mistero della vita e della morte che ha al suo centro l’essere umano assunto nella sua essenzialità. In esso vi è, prima di tutto, un’istanza fondamentale che sta nel rinnegare qualsiasi esorcizzazione della morte e qualsiasi rifiuto di quello che ad essa è connesso: deperimento, invecchiamento, fragilità, vulnerabilità, osservandone, al contrario, in modo impietoso il loro evolversi. Ma il mistero che la Lessing esplora tocca il segreto stesso della vita umana e cioè: c’è una forza in noi che, a prescindere dal deperimento organico del nostro corpo, ci rende capaci di resistere alla morte a seconda di quanto ci sentiamo più o meno pronti a morire?

In altre parole, quanto conta l’istinto di conservazione e come si manifesta?
Uscito nel 1983 e riedito nel 2014 da Feltrinelli “Il diario di Jane Somers” è uno dei romanzi più noti di Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007.
Il percorso che la Lessing compie si sviluppa a partire da uno scavo inesorabile e sistematico all’interno della vita e all’interno dell’interiorità di due donne: Jane Somers e Maudie Fowler osservate non solo in sé ma, prioritariamente, all’interno di quel rapporto inscindibile che le unirà. Operando per sottrazione la Lessing le spoglia progressivamente di ogni difesa e pudore, così come di ogni ruolo e appartenenza sociale, portandole e portandoci verso una presa di coscienza di quel bisogno di “legami forti” che dà senso e costituisce il senso stesso dell’esistenza. Ma assumendo tali legami non in quanto mediati da vincoli quali quelli familiari, sociali, culturali la cui forza appare per la Lessing aleatoria, destinata per lo più a tramutarsi in forza costrittiva e in un insieme di dinamiche di potere, come concretamente accaduto anche nella vita di queste due donne, bensì in quanto fondati sul valore dell’intensità e del significato dello scambio relazionale in sé, depurato da ogni altra implicazione e basato su quel nutrimento profondo che è il bisogno di esistere per qualcuno. In altre parole il gratificare e l’essere gratificati stando dentro relazioni che nascono perché rispondono a necessità reali e che saturano quel bisogno affettivo di dare-avere che rende l’esistenza sopportabile e degna di essere vissuta.

L’azione prende le mosse da Jane Somers l’autrice del diario. Jane è una donna alle soglie dei cinquanta, bella, elegante, di successo: è caporedattrice di una rivista di moda a larga diffusione. Estremamente attenta alla sua immagine, Jane è sistematicamente e quasi orgogliosamente dedita a curare il suo “stile” che si adopera ad esaltare e a personalizzare rendendolo unico e ricercato. Ma Jane è anche una donna intelligente e capace che si è fatta da sé e che ha fatto del suo successo professionale il centro della sua vita. Ella è rimasta da poco vedova. Freddie, il marito, è morto di cancro, così come era avvenuto anni addietro per la madre e Jane si rende conto di non avere, in entrambi i casi, veramente sofferto. Quei legami non erano mai stati per lei veramente forti.
Morto il marito Jane si ritrova sostanzialmente sola. Ma, abituata come ella è a non dipendere dagli altri e a non avere nessuno che dipenda da lei, di fatto è una donna abituata a stare interiormente sola. Un’indipendenza esistenziale in cui vive corazzata. Apparentemente del tutto indifferente a qualsiasi bisogno di relazioni significative sia con un eventuale altro uomo sia con eventuali altre persone. In sostanza chiusa dentro un rispecchiamento narcisistico che la rende emotivamente autosufficiente. In questo quadro si comprende bene il fatto che Jane sia tesa a rifuggire dalle esperienze dolorose, anestetizzata ormai da un rifiuto sistematico a guardare in faccia la realtà se questa è dolorosa. Così era per lei verso la malattia e la morte e così era verso la vecchiaia.

In questo senso mai Jane si era accorta, né aveva prestato attenzione a quella pletora di anziani e, soprattutto, di anziane che abitano nel suo quartiere, rimosse anch’esse da quel suo sguardo disattento verso i segnali di sofferenza provenienti dalla realtà. Senonché un giorno trovandosi in farmacia avviene, casualmente, un incontro fortuito con una di queste donne. Si tratta di Maudie Fowler una novantenne che quasi senza che Jane se ne renda conto riesce con una sorta di silenzioso magnetismo ad attrarla in casa sua. Maudie vive sola, in condizioni di estremo degrado, in un appartamento sporco e maltenuto e in un tremendo stato di incuria sia suo personale che di tutto quello che la circonda. Il primo impatto per Jane è quindi di forte repulsione ma quando, dopo aver preso insieme una tazza (“sporca”) di tè ed essersi trattenuta un po’ con Maudie, questa le dice: “Suppongo che non ci vedremo più”, Jane senza sapere neanche lei il perché le risponderà: “Potremmo vederci, se vuole”. Proprio quello che Maudie voleva sentirsi dire, e quell’ ”attimo di intimità” che si stabilisce tra le due donne diventerà fatale: Jane viene infatti progressivamente e inesorabilmente risucchiata nell’esistenza di Maudie. La va a trovare in modo via via sempre più frequente e regolare e da un iniziale ruolo di compagnia, Jane passa ben presto a svolgere un vero e proprio ruolo di assistenza e accudimento nei confronti di Maudie.

Quest’ultima rifiuta infatti gli aiuti che pure la locale rete dei servizi pubblici le offrirebbe perché Maudie non ammette di riconoscere e non vuole accettare di essere dipendente dagli altri. Con Jane è diverso, lei non è una badante, in parte è anche questo, ma in realtà è molto più di questo per Maudie, Jane è diventata un’amica, l’unica, la migliore amica di Maudie. Si sviluppa così, tra le due donne, una relazione sempre più intensa, non esente da conflitti per le impuntature scontrose e i “capricci” orgogliosi di Maudie ma, in realtà, per entrambe vitale, forte e indissolubile. Maudie ricostruisce, in lunghe narrazioni che fa a Jane, la sua vita, per lo più difficile, fatta di privazioni e lacerazioni, dalla quale poco o niente ella ha avuto in termini di riconoscimenti e ricompense da parte degli altri, in primis da parte dei suoi parenti che l’hanno sostanzialmente abbandonata.
La presenza di Jane nella vita di Maudie dà quindi a quest’ultima la possibilità di ritrovare e riscoprire il valore e la pienezza di un “legame forte” ormai da tempo smarrito: il piacere di voler bene a qualcuno da cui ci si sente voluti bene. Perché anche Jane vivrà, nella relazione con Maudie, un’esperienza nuova e inattesa, basata sull’importanza dell’altro, sull’accettazione libera e interiormente gratificante dell’avere qualcuno che dipende da lei, ma da cui si sente anche dipendere nel momento in cui sente di essere importante per Maudie. Ed anche la vita di Jane, il suo stesso amato lavoro perderanno progressivamente di importanza e di significato. Avverrà infatti per Jane una riformulazione delle sue scale di valori e il concetto di impegno si modificherà radicalmente nel suo vissuto. “Staccando” sempre di più da quel lavoro e da quell’ossessiva cura di sé che tanto la occupavano ciò si rivelerà per Jane anche l’occasione per una riscoperta di sé, della possibilità di fare cose nuove e diverse: in primis il piacere della scrittura a cui si dedicherà intensamente, Ma la “conversione” di Jane comporterà anche, nel concreto del rapporto con Maudie, un aumento costante e progressivo del carico di responsabilità e di impegno e ciò in modo direttamente proporzionale al diminuire dell'autosufficienza di Maudie e all’irrompere nella sua vita della malattia.

La Lessing fa descrivere accuratamente a Jane, nel suo diario, la fatica, talora il ribrezzo, che le cure fornite a Maudie, soprattutto quelle in relazione all’igiene personale le produrranno, a sottolineare l’umana ripulsa, talora ai limiti dell’insopportabilità, che il “badare” comunque comporta. Ma in cui convive anche sia un senso di pietas verso la oggettiva fragilità e vulnerabilità di Maudie, sia un interrogarsi sulle radici stesse della vita umana e sulla loro intrinseca forza. Maudie infatti nonostante l’inesorabile esaurirsi della sua autonomia fisica rivela uno strenuo quasi forsennato attaccamento alla vita, ostinata, come essa è, ai limiti della superbia. Non solo nel non voler accettare altri aiuti, più professionali ma, soprattutto, nel dare ad intendere che non ha nessuna voglia e nessuna intenzione di “morire”.
Ma la natura, altrettanto ostinatamente, fa il suo corso e a Maudie viene diagnosticato un cancro allo stomaco. Inizia così la fase terminale della sua vita e, con essa, l’esperienza diretta con la morte. Un giorno Jane aveva scritto nel suo diario: Maudie è “una vecchietta arrabbiata e indomita. All’improvviso ho capito che tutta la sua vitalità risiede in quella rabbia”. Una rabbia quindi che è alla base dell’istinto vitale di Maudie, quell’aggressività latente che Maudie, quando le gira, è pronta a tirar fuori, sentendosi viva nel momento in cui, tramite quella sua aggressività, si rivela capace di esprimere un’energia perché, come ha detto la stessa Lessing in un’intervista, “Il vero momento in cui si invecchia è quando si tirano i remi in barca.”

Quella rabbia Maudie se la terrà addosso fino alla fine. Perché, nonostante tutte le previsioni dei medici che le stanno intorno, ella dà a tutti l’impressione di stare procrastinando la morte, la “sua” morte. Ed è questo l’intimo mistero, quel mistero della vita e della morte, di cui si diceva all’inizio, a cui la Lessing ci richiama. Il mistero dell’istinto di conservazione e di come lo manifestiamo: di che cosa accade dentro di noi, di come e di quando la nostra volontà, oltre che il nostro corpo, valica quel confine che c’è tra vita e morte. Ma questo non lo sapremo mai e naturalmente neanche a Jane sarà dato saperlo in relazione a Maudie, finché non arriverà quel giorno in cui Jane dovrà annotare sul suo diario: “Maudie è morta ieri notte”.

Commenta

 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha