Nuove mostre in spazi espositivi, musei e gallerie del Municipio 3

Le proposte di Fondazione Mudima, Giò Marconi, MEET/Digital Culture Center, Galleria Massimo De Carlo, Galleria Vistamare e Spazio Nardi del Politecnico.

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Segnaliamo le mostre in corso a febbraio in spazi espositivi e gallerie situati nel Municipio 3. Si raccomanda sempre di consultare i relativi siti web per verificare giorni di apertura e chiusura nonché gli orari.

Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, fino al 13 febbraio, Toshimitsu Imaï, un grande samurai dell’arte e della vita. E’ una serie di sei tele di grandi dimensioni realizzate nel 1997-98 e dedicate agli orrori della guerra: i tragici eventi di Hiroshima e Nagasaki, come pure il massacro di Nanchino effettuato dai giapponesi a danno dei cinesi. Inoltre, una serie di quattro calligrafie, tre delle quali realizzate da Imaï a Milano nel 1993 negli spazi della Fondazione Mudima in occasione della personale Hommages à Venise, la quarta invece eseguita nel 2001 a Palazzo delle Stelline e documentata dalle fotografie di Fabrizio Garghetti anch’esse in mostra. Infine, si potrà visionare il video-documento realizzato da Studio Azzurro nel 1993, nel quale si possono ascoltare un’intervista di Gino Di Maggio all’artista e un intervento di Pierre Restany. www.mudima.net

Alla Galleria Massimo De Carlo, in Viale Lombardia, fino al 28 febbraio Something Borrowed, Something Plum, prima personale di Austyn Weiner a Milano. L’artista, nata nel 1989 a Miami, vive e lavora a Los Angeles. Il titolo gioca sulla tradizione nuziale vittoriana, ma il blu è sostituito dal prugna, un viola intenso descritto da Weiner come involontario. La tavolozza si è ristretta di conseguenza: il prugna per le parti più pesanti del ricordo, sprazzi di giallo per la gioia e, nelle sue parole, "una sorta di autoritratto". Col tempo, quel color prugna viola – che in molte tradizioni orientali simboleggia la perseveranza nelle difficoltà - è diventato il colore della sua vita recente, un periodo plasmato al tempo stesso da perdita e amore, nostalgia e riparazione. https://massimodecarlo.com/

Presso Giò Marconi, in Via Tadino, fino al 21 marzo CHASE. Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset di Jonathan Lyndon, prima personale in Italia dell’artista americano. La mostra esplora i momenti quotidiani della vita queer nera in città. Riflette sulla memoria e sulla mente, sul corpo e sull’anima, sul passare del tempo, sugli opposti e sull’equilibrio, sulla leggibilità e sull’astrazione. Chase suddivide il piano terra della galleria in spazi interni privati, tra cui un soggiorno, una camera da letto, una cucina e un bagno. Sono questi i luoghi in cui la figura si muove e interagisce, rivelando stati emotivi, mentali e psicologici. Lo spazio stesso sembra vivo, come un corpo, con crepe, fili scoperti, tubi che gocciolano, soffitti che perdono e un tappeto che conserva molte storie. www.giomarconi.com/en

Alla Galleria Vistamare, in Via Spontini, fino al 28 marzo Converging trajectories: Ettore Spalletti meets Gino De Dominicis and Franz West, un omaggio a tre voci singolari legate da una consonanza spirituale e intellettuale. La mostra rivela come, pur con linguaggi distinti, questi artisti abbiano condiviso una visione dell’arte come spazio di esperienza totale, dove forma, materia e pensiero si fondono. Le opere pervase di luce e la sensorialità delle superfici di Spalletti (Pescara, 1940–2019) dialogano con l’aspirazione metafisica e l’enigmaticità concettuale di De Dominicis (Ancona 1947–Roma 1998) nella comune ricerca di una dimensione che trascende il tempo. West (Vienna 1947–2012) si inserisce portando la partecipazione e la fisicità: le sue sculture-oggetto invitano all’interazione. https://vistamare.com/

Al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 19 aprile Liquid Chimeras, mostra del duo Entangled Others (Sofia Crespo e Feileacan McCormick) che nasce dall'urgenza di reinterpretare il rapporto tra conoscenza, tecnologia e immaginazione. Il presupposto è: i dati sul pianeta Terra sono parziali e gli strumenti che li raccolgono vulnerabili e condizionati da limiti tecnologici ed economici. Dove mancano le informazioni, però, si aprono opportunità creative. Il lavoro degli artisti colma i vuoti di conoscenza sull'ecosistema oceanico tramite opere di arte digitale. www.meetcenter.it/it/

Allo Spazio Mostre Guido Nardi del Politecnico fino al 20 marzo I Latis e Milano 1945-1996. Vito Latis (Firenze 1912-Albavilla 1996) e Gustavo Latis (Milano 1920-Albavilla 2016) sono stati due protagonisti del secondo Dopoguerra a Milano. Laureatisi entrambi al Politecnico, dopo che le leggi razziali fasciste li hanno costretti a rifugiarsi in Svizzera, hanno iniziato individualmente la propria attività di architetti per poi associarsi a metà anni Cinquanta dando vita, a uno studio associato che produrrà, per oltre quarant’anni, edifici residenziali significativi della città. La mostra propone una selezione delle loro opere, affiancando alle forti personalità dei progetti il tema del dibattito urbano e sociale di quegli anni. www.auic.polimi.it/la-scuola/progetti/spazio-mostre-guido-nardi

Nella foto, un particolare della mostra di Austyn Weiner alla Galleria Massimo De Carlo.


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