“Franco Battiato. Il lungo viaggio”, primo film sul grande musicista italiano

Il film, scritto da Monica Rametta e diretto da Renato De Maria, regista d’esperienza già autore tra l’altro di un ottimo docufilm su Caterina Caselli, vede come protagonista l’attore siciliano Dario Aita che offre un’interpretazione sorprendente di Franco Battiato per somiglianza fisica, gestuale e vocale col grande compositore ed interprete italiano, di cui canta anche le canzoni presenti nel film.
Il lungo viaggio racconta Battiato partendo da alcuni episodi dell’infanzia in Sicilia per poi staccare sui suoi primi lavori a suo nome nella Milano degli anni Settanta, seguendo quindi i momenti significativi che lo portarono al successo fino al ritorno, negli anni Novanta, nella sua terra d’origine. E’ anche il racconto di un viaggio interiore, di una ricerca spirituale che va di pari passo con l’evoluzione del suo talento musicale, anche grazie ad alcuni incontri significativi, tra cui quello con Giusto Pio, violinista e coautore di molti dei brani del repertorio di Battiato, a partire da L’era del cinghiale bianco (1979). E quindi quello con Juri Camisasca, cantautore di cui Battiato portò al successo il brano Nomadi; quello con Alice, per la quale scrisse la canzone Per Elisa che la portò a vincere il Festival di Sanremo, e quello con Giuni Russo, a cui confezionò il successo Un’estate al mare. Grande spazio nel film hanno il rapporto con la madre, splendidamente interpretata da Simona Malato, e l’amicizia con la scrittrice Fleur Jaeggy (impersonata da Elena Radonicich).
Molti eventi e molte figure della vita di Battiato nelle due ore di film non sono entrate, ma le cose essenziali per conoscerlo meglio e ricordarlo ci sono. Altrimenti ci sarebbe voluto un serial televisivo a puntate. Per il momento quindi godiamoci questo prodotto davvero ben fatto.
