Le grandi mostre da vedere a Milano tra gennaio e febbraio

Cominciamo da Metafisica/Metafisiche, una grande mostra diffusa che coinvolge diverse prestigiose sedi pubbliche e private milanesi iniziative che mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo. Nelle sale di Palazzo Reale dal 28 gennaio al 21 giugno oltre 300 opere dei protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1915 (de Chirico, Savinio, Carrà, Morandi, de Pisis) insieme a figure come Ernst, Magritte, Dalì e Warhol, fino ad artisti, architetti, registi, fotografi, scrittori, designer contemporanei che ne hanno reinterpretato i linguaggi. Nelle stesse date al Museo del Novecento dal 28 gennaio al 6 aprile viene approfondito il legame tra alcuni artisti della Metafisica e la città di Milano, mentre le Gallerie d’Italia propongono un omaggio a Giorgio Morandi attraverso le fotografie di Gianni Berengo Gardin dedicate all’atelier bolognese del pittore. Sempre a Morandi è dedicato l'inedito omaggio di William Kentridge ospitato a Palazzo Citterio, dal 6 febbraio al 5 aprile. Precisiamo che, quando in questo articolo parleremo di altre mostre proposte dalle sedi che ospitano la mostra Metafisica/Metafisiche, non la segnaleremo ulteriormente.
A Palazzo Reale dal 29 gennaio al 17 maggio si tiene la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, un’ampia e inedita selezione delle opere più iconiche e anticonformiste del fotografo statunitense, tra i protagonisti dell’arte di fine XX secolo. E’ un viaggio nella sua ricerca estetica, radicale e al tempo stesso classica, con nudi sensuali nella loro perfezione formale, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica. Il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. Dal 3 febbraio al 14 giugno I Macchiaioli, mostra che rappresenta una nuova e più approfondita lettura del movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento. Oltre 90 opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. Dal 7 febbraio al 27 settembre Anselm Kiefer. Le Alchimiste, imponente mostra di opere inedite di uno tra i più influenti artisti contemporanei: oltre quaranta grandi teleri concepiti appositamente per la maestosità ferita dalla guerra della Sala delle Cariatidi. Centrale è il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, accanto a cui Kiefer convoca una costellazione di figure femminili note e dimenticate, riconoscendo alle “alchimiste” un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. Con la sua pittura materica e simbolica, Kiefer racconta distruzione e rigenerazione, mito e memoria collettiva. www.palazzorealemilano.it/
Al Museo del Novecento dal 22 gennaio Urrà la neve! Armando Testa e lo sport: in occasione dei Giochi Olimpici e Paraolimpici di Milano Cortina, una selezione di sette manifesti realizzati tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta da Armando Testa (Torino, 1917–1992), uno dei protagonisti della grafica e della comunicazione visiva del Novecento italiano. Fondatore nel 1946 dell’omonima agenzia, Testa ha costruito un linguaggio capace di coniugare essenzialità, ironia e sperimentazione, attraversando pubblicità, arte, design, cinema e televisione. Il rapporto con lo sport attraversa oltre trent’anni di attività e testimonia la sua capacità di tradurre in immagini i cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Accanto ai manifesti si può vedere il video di un Carosello (1966–1969) con cui la ricerca di Testa si estende al mezzo filmico, anticipando sperimentazioni artistiche affini a quelle di Fluxus e di John Cage. www.museodelnovecento.org/
Alle Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala, fino al 6 aprile, Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Protagonisti della mostra sono due amici fraterni: Antonio Canova, uno dei più importanti scultori di tutti i tempi, e Giuseppe Bossi, pittore e sofisticato collezionista nonché fondatore della Pinacoteca di Brera. Di Canova è presente un capolavoro che si pensava perduto: un grande modello di cavallo attualmente oggetto di restauro. Altri capolavori di Bossi, Canova e Andrea Appiani, accostati, illustrano la creazione dell’immagine dell’Italia, nella sua popolare iconografia, a loro dovuta. La mostra rievoca l’eccezionale stagione creativa di fine Ottocento e inizi Novecento, mettendo a confronto la produzione artistica di Roma e Milano, due “capitali” proiettate verso l’Europa moderna ma al contempo saldamente legate alla grandezza del passato. https://gallerieditalia.com/it/
A Palazzo Citterio, in Via Brera, fino al 29 marzo Candy Eaters, intervento realizzato da Alice Zanin trasformando il tempietto disegnato da Mario Cucinella, già presente nel palazzo, nel padiglione di una grande voliera aperta, immaginata in un giardino milanese come in un Capriccio del Settecento. Fino al 15 aprile Debora Hirsch. Vanishing Trees, installazione digitale site-specific che usa tecnologie generative per trasformare immagini di tre alberi in via di estinzione in simboli visivi di resistenza e memoria in un mondo afflitto dalla perdita di biodiversità. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/
Al MUDEC/Museo delle Culture in Via Tortona, fino all’8 febbraio M.C. Escher. Tra Arte e Scienza, mostra che propone un nuovo sguardo sul percorso artistico di Maurits Cornelis Escher (1898–1972), artista olandese tra i più affascinanti del Novecento. Sono esposti i suoi esordi legati all’Art Nouveau, i paesaggi italiani, i cicli metamorfici, le tassellazioni e le illusioni ottiche che lo hanno reso celebre grazie a un linguaggio visivo unico che unisce arte e matematica. Viene inoltre lo stretto rapporto che l’artista ebbe con l’arte islamica. Infine, la mostra offre una serie di installazioni multimediali immersive, tra cui una Infinity Room dall’effetto caleidoscopico, con proiezione di animazioni in alta definizione all’interno di una stanza a specchio. Fino al 28 giugno The Moment the Snow Melts, installazione site-specific di Chiharu Shiota (Osaka, 1972) in anticipazione e durante la sua mostra Il senso della neve (aperta da febbraio): un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta con i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma che, per i motivi più diversi, non ci è più possibile incontrare. Dal 12 febbraio al 28 giugno, Il senso della neve. Popoli, arte antica e sguardi contemporanei, un viaggio multidisciplinare che tocca scienza, arte e antropologia attraverso oltre 150 opere tra dipinti e installazioni di Chiharu Shiota più oggetti etnografici. La neve, fenomeno naturale e quasi magico, da sempre ha condizionato e ispirato il genere umano. www.mudec.it/
All’Hangar Bicocca, fino al 15 febbraio This Will Not End Well, prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. La mostra include un grande corpus di slideshow, un’installazione sonora appositamente commissionata e The Ballad of Sexual Dependency, capolavoro della artista srtatunitense. La retrospettiva è allestita in diverse strutture architettoniche, progettate dall’architetta Hala Wardé. Ciascun padiglione è concepito in risposta a un’opera specifica, e tutti insieme formano un villaggio. Dal 12 febbraio al 19 luglio, Benni Bosetto, personale di una tra le artiste più interessanti della sua generazione, la cui pratica è incentrata sulla percezione, trasformazione e decostruzione del corpo. La Bosetto, nata a Merate nel 1987, vive e lavora a Milano. Nel suo lavoro spazia tra disegno, scultura, installazione e performance per esplorare le rappresentazioni dell’identità, che si manifestano fluide e spesso intrecciate con altre specie e organismi. https://pirellihangarbicocca.org/
Alla Triennale fino al 25 gennaio Photo Grant Deloitte 2025, mostra che si pone come obiettivo di testimoniare visivamente le battaglie quotidiane legate al miglioramento dei diritti dell’uomo e al rifiuto di ogni forma di discriminazione. Il premio Photo Grant ha invitato fotografe e fotografi a indagare i contrasti tra uguaglianze e disuguaglianze, prendendo come riferimento gli aspetti contraddittori della società contemporanea. Fino al 15 febbraio altre due mostre: De Oppressione, che celebra il centenario dalla nascita di Fabio Mauri (Roma, 1926–2009), filosofo, editore, artista esponente dell’avanguardia italiana, il quale ha anticipato tematiche sociali diventate oggi urgenti. Sono opere su cultura, identità e ideologia, motivi spesso di sopraffazione agita o subita dai popoli e dagli individui; Mise en scène riunisce circa 1.200 fotografie scattate Ettore Sottsass tra il 1976 e il 2007, un variegato paesaggio della sua vita privata e pubblica a casa e in giro per il mondo, per lavoro o per visite, eventi che lui considerava appunto una sorta di “messa in scena”. Infine, fino al 15 marzo, Triennale × Milano Cortina 2026, un progetto che, in vista dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici, esplora il mondo dello sport attraverso i linguaggi artistici. Le torce olimpica e paralimpica, insieme alle opere originali appositamente commissionate a dieci artisti e artiste, sono esposti in un’installazione che li celebra come simboli di dialogo tra culture, popoli e generazioni. Sono inoltre esposti gli Iconic Poster disegnati da Olimpia Zagnoli e Carolina Altavilla.https://triennale.org/
Alla Fabbrica del Vapore, fino al 23 gennaio Saturnalia, mostra collettiva che coinvolge 16 artiste e artisti. Il titolo evoca un’antica festività romana, i Saturnali, celebrata dal 17 al 23 dicembre, festività caratterizzata da banchetti, scambio di doni ma soprattutto da una temporanea inversione dei ruoli sociali, con gli schiavi che potevano comportarsi come uomini liberi. Altre tre mostre sono aperte fino al 25 gennaio. La prima, I tre grandi di Spagna. Tre visioni un'eredità: l'arte di Dalì, Mirò e Picasso, ripercorre le tappe fondamentali della storia dei tre artisti: la loro formazione, il fermento culturale della Catalogna, l’influenza decisiva del Modernismo, del Noucentisme e del Surrealismo, la comune rottura con i canoni accademici e il trasferimento nella Parigi delle avanguardie. Con opere su carta, incisioni e stampe ognuno di loro ha elaborato un linguaggio radicalmente personale, contribuendo a plasmare il panorama dell’arte del secolo scorso. La seconda è Artificial Beauty, prima grande mostra istituzionale di Andrea Crespi nel capoluogo lombardo, un artista che ridefinisce - con pittura, scultura, installazioni e opere digitali - il rapporto tra arte, tecnologia e società. Per Crespi la bellezza non è più armonia delle forme ma territorio di sperimentazione e di tensione continua tra fisico e digitale, umano e macchina, emozione e algoritmo. Infine, 50 e 50. La mostra. Radio Popolare 1975 – 2025, che racconta cinque decenni in onda e venti storie realizzate dai fotografi che in questi anni sono stati vicini alla radio. L’esposizione comprende anche: un video realizzato da Studio Azzurro; 60 ritratti in grande formato di lavoratrici e lavoratori di Radio Popolare realizzati da Laila Pozzo; una cronistoria illustrata lunga circa 60 metri, che ripercorre la storia della radio, e infine un grande tavolo che illustra tutte le attività svolte da Radio Popolare nel corso degli anni e il rapporto con la grande comunità di ascoltatrici e ascoltatori. www.fabbricadelvapore.org/
Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, fino al 26 febbraio, Sueño Perro: Instalación Celuloide de Alejandro G. Iñárritu, mostra multisensoriale, nata nell’intersezione tra cinema e arti visive, concepita dal regista messicano premio Oscar. Nel venticinquesimo anniversario del suo film d’esordio Amores Perros, vengono offerti girati inediti che ne raccontano i temi universali, come l’amore, il tradimento e la violenza. Nel Duemila la realtà messicana presentava disuguaglianze, corruzione e violenza. Attraverso un mosaico di pellicola e suono, queste sequenze crude, all’epoca tagliate in fase di montaggio del film, catturano la controversa realtà sociopolitica di Città del Messico, e sono ancora oggi attuali. L’installazione di Iñárritu è accompagnata da un allestimento visivo e sonoro concepito dallo scrittore e giornalista messicano Juan Villoro. Fino al 30 ottobre prossimo, nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele: The Island, progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui opere si collocano tra documentario e cinema sperimentale, spesso sotto forma di installazioni. In questa mostra Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione, toccando temi attuali come le derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica. E’ inoltre presente un suo nuovo film, realizzato appositamente per un’installazione video, che indaga questioni sociopolitiche e culturali. www.fondazioneprada.org/
A Palazzo Morandofino al 27 settembre The Gentleman – Stile e gioielli al maschile,mostra che,attraverso pezzi originali, documenti d’epoca e abiti, invita a riflettere sul significato culturale e simbolico dell’ornamento, restituendo dignità storica e contemporanea a un ambito troppo spesso trascurato del costume maschile. Rappresentativi di eventi storici e sociali, gli oggetti in mostra illustrano l’evoluzione dello stile attraverso i secoli, offrendo una lettura trasversale delle trasformazioni del gusto, del ruolo sociale e della funzione simbolica del gioiello nel costruire l’identità maschile, senza dimenticare gli aspetti funzionali dello stesso. https://www.comune.milano.it/web/palazzo-morando
Al Castello Sforzesco fino al 22 marzo L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli, mostra dedicata alla rappresentazione degli sport invernali tra Ottocento e Novecento, attraverso manifesti, illustrazioni di riviste e materiali pubblicitari. Un focus particolare è dedicato agli accessori, alla moda legata alla montagna e alla promozione turistica delle località alpine. Sono inoltre esposti celebri manifesti, realizzati da Maestri come Hans Hartung e Max Bill, dedicati a manifestazioni olimpiche del passato. www.milanocastello.it
Alla GAM/Galleria d'Arte Moderna, in Via Palestro, fino al 25 gennaio Pellizza da Volpedo. I capolavori, mostra che ripercorre la vicenda artistica e biografica di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), di cui la GAM conserva, oltre al Quarto Stato, alcune altre sue opere significative. Grazie a numerosi prestiti è esposto un numero significativo di dipinti e disegni, vista la breve vita dell’artista piemontese, morto a soli 39 anni, documentando il suo intero percorso artistico, dal Realismo alla ritrattistica fino al Divisionismo e al Simbolismo. Dal 7 febbraio al 28 giugno, Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque. A 160 anni dalla nascita dell’artista italiano di origine russa (1886-1938) arriva a Milano la mostra che ha incantato Parigi. www.gam-milano.com/
Sempre in Via Palestro, al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, due mostre aperte fino all’8 febbraio prossimo. INDIA. Di bagliori e fughe è un’ampia collettiva che esplora le pratiche artistiche dell’India di oggi, nate dall'urgenza del vivere insieme e capaci di risuonare oltre i confini geografici o culturali del Paese. La mostra restituisce la complessità e le tensioni della società, indiana e globale attraverso opere che spaziano dal disegno alla pittura, dalla fotografia alla videoarte, fino alla performance. INSOMNIA. Bad trips and Broken Promises/Even Flowers Must Die è il titolo scelto dal duo italo-brasiliano, composto da Thiago Dezan e Infinite, per presentare la loro opera collaborativa, un progetto sperimentale nato a New York nel 2019, che fonde le rispettive pratiche artistiche (fotografia, videografia documentaristica e arti visive) dando vita a una visione dolorosa delle fratture del nostro mondo. www.pacmilano.it/
Alla Fondazione Permanente, due mostre sono aperte fino al 25 gennaio. La prima, Wildlife Photographer of the Year, rinomata al mondo: 100 fotografie naturalistiche premiate alla 61ª edizione del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra. E’ lo spettacolo della natura, un viaggio coinvolgente e immersivo tra immagini in cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio con nitidezza. Altre 25 foto premiate dal pubblico si possono ammirare su un grande schermo di 4 metri, con slideshow in loop. Infine una sala video propone filmati di backstage delle foto vincitrici e interviste ai fotografi. Non mancano gli scatti che raccontano come il clima sta cambiando e quanto sia grave la perdita di biodiversità. L’altra mostra è Jack Vettriano, retrospettiva dedicata all’artista scozzese da poco scomparso, molto apprezzato per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico. I suoi quadri evocano atmosfere noir, spesso con tematiche romantiche e nudi in primo piano. www.lapermanente.it/
Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, fino al 25 gennaio il Presepe del Gernetto, circa sessanta figure sagomate, dipinte a tempera su carta e cartoncino da Francesco Londonio (1723-1783), artista lombardo specializzato in scene campestri, animali e presepi. Il presepe di carta si arricchisce quest’anno di tre nuove figure e di due quinte sceniche, rinvenute sul mercato antiquario e restaurate. Fino al 1° febbraio la Natività del pittore veneziano Lorenzo Lotto (1480 circa –1556 circa), artista definito “il genio inquieto” del Rinascimento per la sua originalità. La tavola, conservata alla Pinacoteca Nazionale di Siena, affronta il tema della Natività secondo un’iconografia tratta dai Vangeli apocrifi, che, oltre alla Sacra Famiglia, vede la presenza di un’anziana levatrice. Fino al 15 febbraio Sguardi e silenzi, prima grande mostra in un museo milanese del fotografo Elio Ciol, nato a Pordenone nel 1929. Una selezione di 100 immagini capaci di restituire la complessità della sua ricerca: paesaggi, mondo contadino, volti, architetture che esprimono attese, silenzio, mistero e stupore davanti alla realtà. Tra i soggetti preferiti, la campagna friulana e quella umbra, i canyon americani, la Libia, l’Armenia e la Terra Santa.Dal 19 febbraio al 17 maggio, HANS MEMLING La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn, Danilo Sciorilli. I lavori degli artisti chiamati a mettersi in dialogo con il capolavoro di Memling sono caratterizzati dal ricorso a linguaggi diversi. https://chiostrisanteustorgio.it/
Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino al 22 marzo, I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni: in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, una grande esposizione dedicata alla storia, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici, dall’antichità a oggi. La mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti: i principi di pace, inclusione, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. www.fondazioneluigirovati.org/it
Il nuovo spazio CASVA/Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, con sede in via Isernia, fino al 12 aprile popone la mostra De Pas, D’Urbino e Lomazzi. Fantasticamente effervescenti, autori di icone come la poltrona Blow e il divano Joe. Il percorso creativo di queste tre grandi figure del design italiano nel mondo trasformò il modo di fruire gli spazi domestici. Prima di costituirsi come gruppo nel 1966, avviarono una critica serrata alle tipologie abitative tradizionali con l’obiettivo di liberare la casa dalla rigidità delle stanze e restituire flessibilità e libertà agli interni. www.comune.milano.it/web/casva-milano
Nella foto: Francesco Saverio Altamura, La prima bandiera italiana (dalla mostra I Macchiaioli a Palazzo Reale)
