La grazia
Toni Servillo conferma le sue immense doti di interprete in un film che, sia pure con qualche barocchismo, affronta tematiche importanti in un contesto di impegno civile.
(Massimo Cecconi)20/01/2026

Mariano De Santis (Toni Servillo) è un Presidente della Repubblica alla fine del suo mandato.
Nel semestre bianco, che comunque limita i suoi poteri, deve decidere se firmare una legge sull’eutanasia e se concedere la grazia a due ergastolani condannati per aver ucciso i rispettivi coniugi.
De Santis, famoso giurista di matrice cattolica, è personalità integerrima, dotato di grande dignità, moralità e rispettabilità tanto che gode del soprannome di “cemento armato”.
Vive nel rimpianto della moglie Aurora, scomparsa qualche anno prima, struggendosi però nell’assillo di essere stato da lei tradito.
Nelle sue attività politiche è affiancato dalla figlia Dorotea (Anna Ferzetti), a sua volta esperta giurista, e da numerosi collaboratori che gli sono devoti, condividendo le sue piccole manie e le sue controllate passioni.
Frequenta abitualmente due amici di vecchia data, entrambi compagni di liceo, con i quali si confronta e si scontra, senza mascherare qualche meschineria.
Coco Valori (Milvia Marigliano) è un’esuberante studiosa di storia dell’arte, senza peli sulla lingua;
mentre Giulio Romani (Massimo Venturiello) è il ministro della giustizia che aspira a succedergli nel ruolo di Presidente.
In un quadro politico che, pur riferendosi ai nostri tempi, risulta stabile e poco conflittuale, De Santis è arrovellato dai suoi dubbi morali e personali che lo portano a lambiccarsi sulla correttezza del testo della legge sull’eutanasia e sulla legittimità/credibilità della concessione della grazia a due omicidi.
Sul tema dell’eutanasia si confronta con il Papa, eccentrico prelato di colore con coda di cavallo che scorrazza per i giardini del Vaticano in motocicletta, che considera amico e che gli attribuisce il dono della grazia definita come “la bellezza del dubbio”.
E di dubbi De Santis ne ha tanti, persino troppi.
Nel semestre bianco, che comunque limita i suoi poteri, deve decidere se firmare una legge sull’eutanasia e se concedere la grazia a due ergastolani condannati per aver ucciso i rispettivi coniugi.
De Santis, famoso giurista di matrice cattolica, è personalità integerrima, dotato di grande dignità, moralità e rispettabilità tanto che gode del soprannome di “cemento armato”.
Vive nel rimpianto della moglie Aurora, scomparsa qualche anno prima, struggendosi però nell’assillo di essere stato da lei tradito.
Nelle sue attività politiche è affiancato dalla figlia Dorotea (Anna Ferzetti), a sua volta esperta giurista, e da numerosi collaboratori che gli sono devoti, condividendo le sue piccole manie e le sue controllate passioni.
Frequenta abitualmente due amici di vecchia data, entrambi compagni di liceo, con i quali si confronta e si scontra, senza mascherare qualche meschineria.
Coco Valori (Milvia Marigliano) è un’esuberante studiosa di storia dell’arte, senza peli sulla lingua;
mentre Giulio Romani (Massimo Venturiello) è il ministro della giustizia che aspira a succedergli nel ruolo di Presidente.
In un quadro politico che, pur riferendosi ai nostri tempi, risulta stabile e poco conflittuale, De Santis è arrovellato dai suoi dubbi morali e personali che lo portano a lambiccarsi sulla correttezza del testo della legge sull’eutanasia e sulla legittimità/credibilità della concessione della grazia a due omicidi.
Sul tema dell’eutanasia si confronta con il Papa, eccentrico prelato di colore con coda di cavallo che scorrazza per i giardini del Vaticano in motocicletta, che considera amico e che gli attribuisce il dono della grazia definita come “la bellezza del dubbio”.
E di dubbi De Santis ne ha tanti, persino troppi.
Anche se con moderazione rispetto ai film precedenti, la cifra registica di Paolo Sorrentino si conferma essere la ridondanza, intrisa di metafore e allegorie. Per sua capacità e fortuna qui si avvale di un cast eccellente, se non eccezionale, capitanato da un Toni Servillo, in particolare stato di “grazia”, asciutto e sornione, tormentato quanto basta, capace di una recitazione carica di sfumature ma anche di qualche gigioneria.
Accanto a lui una perfetta Anna Ferzetti e una straordinaria Milvia Marigliano, magnifica attrice teatrale milanese di lungo corso. E, tra gli attori milanesi, è piacevole menzionare, pur in una piccola parte, Tommaso Amadio, una delle anime del Teatro Filodrammatici.
Ottima fotografia di Daria D’Antonio e sceneggiatura adeguata in cui Sorrentino non perde occasione per affinare i linguaggi, pur con qualche eccessiva indulgenza per alcuni particolari futili e persino per qualche ingenuità (come fa il Presidente del Consiglio a non sapere quale sia la professione del figlio del Presidente della Repubblica?).
Va da sé che ci siano palesi richiami alla nostra politica del recente passato con accenni soprattutto alla Democrazia Cristiana (il nome di De Santis è Mariano, la figlia si chiama Dorotea), ma anche alla contemporaneità nella predilezione del Presidente per il rap di Guè che interpreta se stesso.
Film da vedere per le problematiche che affronta e per il livello di recitazione che rendono plausibili persino i 133 lunghi minuti di proiezione.
In programmazione al Cinema Palestrina, al Cinema Plinius e all’Arcobaleno Film Center
Ottima fotografia di Daria D’Antonio e sceneggiatura adeguata in cui Sorrentino non perde occasione per affinare i linguaggi, pur con qualche eccessiva indulgenza per alcuni particolari futili e persino per qualche ingenuità (come fa il Presidente del Consiglio a non sapere quale sia la professione del figlio del Presidente della Repubblica?).
Va da sé che ci siano palesi richiami alla nostra politica del recente passato con accenni soprattutto alla Democrazia Cristiana (il nome di De Santis è Mariano, la figlia si chiama Dorotea), ma anche alla contemporaneità nella predilezione del Presidente per il rap di Guè che interpreta se stesso.
Film da vedere per le problematiche che affronta e per il livello di recitazione che rendono plausibili persino i 133 lunghi minuti di proiezione.
In programmazione al Cinema Palestrina, al Cinema Plinius e all’Arcobaleno Film Center
