No Other Choice-Non c’è altra scelta
Originale proposta narrativa per risolvere eventuali problemi di lavoro. Ovvero quando realtà e fantasia fanno a gara per superarsi.

Sull’apparente serenità di una famigliola sudcoreana (padre, madre, due figli, due cani Golden retriever), che abita una confortevole villetta con giardino e piccola serra, si abbatte la iattura della perdita del lavoro da parte del capofamiglia. L’uomo ha lavorato per 25 anni in qualità di caporeparto in una grande cartiera: lavoro molto specializzato e ben remunerato. Quindi non gli risulta semplice trovare una valida alternativa che possa consentire alla famiglia di continuare a godere dei previlegi acquisiti.
Malgrado alcuni tentativi miseramente falliti, l’uomo, in preda alla disperazione, decide di forzare la mano al proprio destino, escogitando una strategia che va ben oltre i limiti della convenienza, del lecito e della stessa legalità. Individuati due personaggi, che potrebbero essere eventuali concorrenti nell’ipotesi di lavoro in una nuova cartiera, decide di eliminarli fisicamente. Come se non ci fosse altra scelta.
Il racconto del regista Park Chan-wook che, sin qui, si era destreggiato dapprima nei toni della commedia e successivamente in quelli del dramma, prende definitivamente la strada del grottesco, per quanto macabro, nel seguire le vicissitudini dell’uomo per eliminare fisicamente i suoi presunti concorrenti. Nelle spire vendicative dell’ex caporeparto finisce anche un manager d’azienda che, tempo prima, gli aveva rifiutato lavoro.
Qui non si anticipa il finale della storia che, a ogni buon conto, manifesta qualche ambiguità, mentre la morale sembra più evidente. La società del benessere arranca quando viene messa in discussione e può rispondere in modo anomalo, ancorché, come in questo caso, esageratamente surreale.
Film volutamente sopra le righe, “No Other Choice- Non c’è altra scelta” estremizza il malessere di una società capitalista nella quale, come sempre del resto, non c’è rispetto per la persona e per i valori più autentici.
139 minuti senza rischio di noia.
Pur in una dimensione divertita e divertente, astenersi deboli di stomaco.
In programmazione all’Arcobaleno Film Center e al Cinema Palestrina.
Malgrado alcuni tentativi miseramente falliti, l’uomo, in preda alla disperazione, decide di forzare la mano al proprio destino, escogitando una strategia che va ben oltre i limiti della convenienza, del lecito e della stessa legalità. Individuati due personaggi, che potrebbero essere eventuali concorrenti nell’ipotesi di lavoro in una nuova cartiera, decide di eliminarli fisicamente. Come se non ci fosse altra scelta.
Il racconto del regista Park Chan-wook che, sin qui, si era destreggiato dapprima nei toni della commedia e successivamente in quelli del dramma, prende definitivamente la strada del grottesco, per quanto macabro, nel seguire le vicissitudini dell’uomo per eliminare fisicamente i suoi presunti concorrenti. Nelle spire vendicative dell’ex caporeparto finisce anche un manager d’azienda che, tempo prima, gli aveva rifiutato lavoro.
Qui non si anticipa il finale della storia che, a ogni buon conto, manifesta qualche ambiguità, mentre la morale sembra più evidente. La società del benessere arranca quando viene messa in discussione e può rispondere in modo anomalo, ancorché, come in questo caso, esageratamente surreale.
Film volutamente sopra le righe, “No Other Choice- Non c’è altra scelta” estremizza il malessere di una società capitalista nella quale, come sempre del resto, non c’è rispetto per la persona e per i valori più autentici.
139 minuti senza rischio di noia.
Pur in una dimensione divertita e divertente, astenersi deboli di stomaco.
In programmazione all’Arcobaleno Film Center e al Cinema Palestrina.
