Al governo la nostra salute non interessa

Questo è particolarmente evidente nel bacino padano.
Analizziamo in dettaglio la situazione per l’anno in corso aggiornata a fine novembre 2025 per questi inquinanti a Milano.
Polveri PM10
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 45 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <15 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 45 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <20 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera 50 μg/m3 non più di 35 volte l'anno
media annua <40 μg/m3.
Le due centraline di Milano, viale Marche e, in zona nostra, via Pascal, hanno fatto registrare rispettivamente 78 e 37 superamenti rispetto alla direttiva europea (limite 18 volte l’anno), 60 e 29 rispetto alla normativa attuale (limite superamenti 35) ma ben lontano dalle raccomandazioni dell’OMS e con picchi massimi di 195 (Marche) 250 (Pascal) mg/m3.
Polveri PM 2.5
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 15 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <5 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 25 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <10 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera limite non previsto
media annua <25 μg/m3.
Ecco i dati milanesi. La soglia indicata dall’OMS è stata superata 178 volte in viale Marche e 137 in via Pascal, quella della direttiva europea 110 volte in Marche e 73 in Pascal, con picchi rispettivamente di 157 e 119 mg/m3.
Biossido d’azoto (NO2)
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 25 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <10 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 50 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <20 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera limite non previsto. Media annua 40 μg/m3.
I valori indicati dall’OMS sono stati superati 260 volte (Marche) e 152 (Pascal), quelli europei 55 e 39 volte. Non va meglio nella stagione estiva quando nella nostra zona (centralina Pascal) i limiti orari previsti, 120 mg/m3 sono stati superati un numero più che doppio rispetto alle indicazioni europee (39/18).
Con l’applicazione della nuova legge di bilancio, per il triennio resteranno soltanto 116 milioni di euro, con un taglio di 204 milioni, pari al 63% del fondo. Resteranno 35 milioni di euro per il 2026, 20 milioni per il 2027 e 25 per il 2028.
Il taglio più significativo si avrà nel 2027 – da 105 a 20 milioni, un taglio dell’80% – e per
il 2028 – da 110 a 25 milioni, un taglio del 76%.
Un rischio per la nostra salute.
I dati dell’agenzia European Environment Agency (EEA) collocano tre città venete, Vicenza, Padova, Verona, tra le10 città europee con la peggiore qualità dell’aria.
confermata anche nel nostro territorio grazie a investimenti sulla mobilità e i trasporti, sulle emissioni agricole, sulla transizione del riscaldamento domestico a tecnologie meno
inquinanti, a programmi avanzati di controllo e monitoraggio.
La qualità dell’aria è una determinante primaria di salute, non una voce di bilancio sacrificabile. Tagliare ora significa annullare i progressi ottenuti: un rischio sanitario inaccattabile.
Nessun risparmio per le finanze pubbliche, in compenso impianti meno efficienti, più inquinanti e soggetti a un maggior rischio di incidenti. La norma non è stata inclusa nella stesura finale ma non risulta abbandonata e probabilmente verrà riproposta sotto forma di decreto ministeriale.
E a Milano?
Un’ultima considerazione: a Milano partirà a breve il poderoso tourbillon delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Personalmente credo che il tema dell’inquinamento debba entrare a pieno titolo nei programmi elettorali, essendo per altro il sindaco il primo responsabile della salute dei cittadini che rappresenta.
Credo che tutti noi abbiamo bisogno che vengano fatte scelte non ambigue rispetto alla mobilità e al traffico, questioni che vanno ovviamente inserite nella più ampia progettazione urbanistica e abitativa.
effetti, vuole esserlo anche decidendo di essere una città a misura di uomo e non di automobile. Chiediamo invece a coloro che si candidano a rappresentare i supposti interessi dei negozianti e di quelli che pretendono di arrivare in centro con l’auto, di essere coerenti fino in fondo. Lo dicano apertamente, in caso di vittoria elettorale basta piste ciclabili e traffico riaperto in piazza Duomo, in corso Vittorio Emanuele e in via Dante.
