Al governo la nostra salute non interessa

Tagliati drasticamente i fondi destinati al miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. ()
foto mia su milanoPXL 20250222 062427860
Dal punto di vista atmosferico la pianura padana è uno dei posti più inquinati in Italia e in Europa. ISDE (Associazione medici per l’ambiente) insieme a Clean Cities Campaign e Kyoto Club, sta analizzando i dati degli inquinanti atmosferici all’interno del progetto “Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”. Al 30 novembre la maggior parte delle città analizzate supera i nuovi limiti della Direttiva europea 2881/2024 e, ancor più, i valori raccomandati dalle Linee guida OMS 2021. In 27 città e 58 stazioni di misura risultano evidenti livelli di esposizione a PM2,5, PM10 e NO₂ incompatibili con la tutela della salute pubblica, con superamenti frequenti dei valori giornalieri e medie annuali che restano, a fine novembre, sopra le soglie europee in molte aree urbane.

Questo è particolarmente evidente nel bacino padano.
Analizziamo in dettaglio la situazione per l’anno in corso aggiornata a fine novembre 2025 per questi inquinanti a Milano.

Polveri PM10
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 45 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <15 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 45 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <20 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera 50 μg/m3 non più di 35 volte l'anno
media annua <40 μg/m3.
Le due centraline di Milano, viale Marche e, in zona nostra, via Pascal, hanno fatto registrare rispettivamente 78 e 37 superamenti rispetto alla direttiva europea (limite 18 volte l’anno), 60 e 29 rispetto alla normativa attuale (limite superamenti 35) ma ben lontano dalle raccomandazioni dell’OMS e con picchi massimi di 195 (Marche) 250 (Pascal) mg/m3.

Polveri PM 2.5
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 15 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <5 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 25 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <10 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera limite non previsto
media annua <25 μg/m3.
Ecco i dati milanesi. La soglia indicata dall’OMS è stata superata 178 volte in viale Marche e 137 in via Pascal, quella della direttiva europea 110 volte in Marche e 73 in Pascal, con picchi rispettivamente di 157 e 119 mg/m3.

Biossido d’azoto (NO2)
- Valore indicato da OMS da non superare per tutelare la salute umana: media giornaliera 25 μg/m3 non più di 3/4 volte l'anno. Media annua <10 μg/m3
- Valore limite dal 2030 stabilito dalla Direttiva Europea 2024/2881: media giornaliera 50 μg/m3 non più di 18 volte l'anno. Media annua <20 μg/m3
.- Valore limite normativa attuale: media giornaliera limite non previsto. Media annua 40 μg/m3.
I valori indicati dall’OMS sono stati superati 260 volte (Marche) e 152 (Pascal), quelli europei 55 e 39 volte. Non va meglio nella stagione estiva quando nella nostra zona (centralina Pascal) i limiti orari previsti, 120 mg/m3 sono stati superati un numero più che doppio rispetto alle indicazioni europee (39/18).

A fronte di questi dati poco confortanti nel 2026 il fondo destinato al migloramento della qualità dell’aria nel bacino padano verrà ridotto in maniera significativa nella nuova legge finanziaria approvata dal Parlamento. Allo stato attuale (bilancio a legislazione vigente) per il triennio 2026-2028 sono previsti 320 milioni di euro: 105 milioni ciascuno per il 2026 e 2027, 110 milioni per il 2028.
Con l’applicazione della nuova legge di bilancio, per il triennio resteranno soltanto 116 milioni di euro, con un taglio di 204 milioni, pari al 63% del fondo. Resteranno 35 milioni di euro per il 2026, 20 milioni per il 2027 e 25 per il 2028.
Il taglio più significativo si avrà nel 2027 – da 105 a 20 milioni, un taglio dell’80% – e per
il 2028 – da 110 a 25 milioni, un taglio del 76%.

Un rischio per la nostra salute.
Gli inquinanti atmosferici sono incontrovertibilmente associati ad un aumento delle patologie respiratorie, cardiovascolari, oncologiche, neurologiche ed a un eccesso di mortalità. Più a rischio sono le persone fragili, i bambini, gli anziani. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, nel 2023 il PM2,5 da solo è stato responsabile in Italia di 43.000 decessi prematuri il totale più elevato in Europa.
I dati dell’agenzia European Environment Agency (EEA) collocano tre città venete, Vicenza, Padova, Verona, tra le10 città europee con la peggiore qualità dell’aria.

Da parecchi anni è in corso una tendenza generale alla diminuzione degli inquinanti,
confermata anche nel nostro territorio grazie a investimenti sulla mobilità e i trasporti, sulle emissioni agricole, sulla transizione del riscaldamento domestico a tecnologie meno
inquinanti, a programmi avanzati di controllo e monitoraggio.
La qualità dell’aria è una determinante primaria di salute, non una voce di bilancio sacrificabile. Tagliare ora significa annullare i progressi ottenuti: un rischio sanitario inaccattabile.

Nella bozza della legge finanziaria era prevista anche una revisione profonda dei controlli degli impianti termici (incluso gli scaldabagni domestici), con l'abolizione delle ispezioni in loco per i dispositivi sotto i 70 kW, sostituite da controlli a distanza e verifiche più dilazionate nel tempo (es. ogni 4 anni).
Nessun risparmio per le finanze pubbliche, in compenso impianti meno efficienti, più inquinanti e soggetti a un maggior rischio di incidenti. La norma non è stata inclusa nella stesura finale ma non risulta abbandonata e probabilmente verrà riproposta sotto forma di decreto ministeriale.

E a Milano?
Un’ultima considerazione: a Milano partirà a breve il poderoso tourbillon delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Personalmente credo che il tema dell’inquinamento debba entrare a pieno titolo nei programmi elettorali, essendo per altro il sindaco il primo responsabile della salute dei cittadini che rappresenta.
Credo che tutti noi abbiamo bisogno che vengano fatte scelte non ambigue rispetto alla mobilità e al traffico, questioni che vanno ovviamente inserite nella più ampia progettazione urbanistica e abitativa.

Chiediamo di scegliere se Milano, che si vanta di essere una capitale europea a tutti gli
effetti, vuole esserlo anche decidendo di essere una città a misura di uomo e non di automobile. Chiediamo invece a coloro che si candidano a rappresentare i supposti interessi dei negozianti e di quelli che pretendono di arrivare in centro con l’auto, di essere coerenti fino in fondo. Lo dicano apertamente, in caso di vittoria elettorale basta piste ciclabili e traffico riaperto in piazza Duomo, in corso Vittorio Emanuele e in via Dante.

Commenta

Re: Al governo la nostra salute non interessa
15/01/2026 Giorgio
Da decenni leggiamo e ascoltiamo notizie di allarme ambientale della ns città’, i fatti documentano che siamo ai vertici della vivibilità’ mondiale . Qualcosa non torna, ad ogni modo il problema di Milano che produce i dati del l’articolo e’ la densità’ di popolazione che ha superato le città’ europee che avevano il primato nel XX secolo. Aggiungendo i piani urbanistici dell’ultimo ventennio si può’ tranquillamente affermare che il territorio comunale ormai saturo di edificazioni residenziali e terziario che aggiunge ai residenti i pendolari, inutile continuare ad attaccare auto,caldaie,etc. Se vogliamo una Milano con aria più’ pulita facciamo programmi di decentramento della popolazione cosa che negli ultimi 5. anni sta fortunatamente avvenendo con lo spostamento di molti residenti nei comuni della provincia.


 
 Rispondi a questo messaggio
 Nome:
 Indirizzo email:
 Titolo:
Prevenzione Spam:
Per favore, reinserire il codice riportato nell'immagine.
Questo codice serve a bloccare i tentativi di inserimento automatici.
CAPTCHA - click right for audio Play Captcha