Grandi mostre a Milano nelle festività di fine e inizio anno

Tante opportunità a fine 2025 nei principali musei e spazi espositivi della città. ()
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Nel periodo prenatalizio, durante le festività e nel mese di gennaio tante importanti mostre nei principali musei e spazi espositivi della città (ma anche interessanti proposte nel territorio del Municipio 3, come raccontato in un recente articolo tuttora presente nella pagina Cultura di z3xmi).

Scorriamo qui rapidamente molte delle esposizioni in corso o di prossima apertura, raccomandando di consultare sempre i siti delle singole sedi espositive prima della visita, verificando giorni ed orari di apertura nonché le modalità di accesso.

A Palazzo Reale proseguono alcune importanti mostre. Fino al 6 gennaio Art from Inside. Capolavori svelati tra arte e scienza, progetto culturale multidisciplinare che coniuga arte, ricerca e alta divulgazione. Il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio affascinante nell’arte tra Quattrocento e Settecento, svelando gli strati nascosti di otto capolavori, attraverso un racconto immersivo e multimediale. Da Beato Angelico a Piero della Francesca, da Piero del Pollaiolo al leonardesco Giovanni Antonio Boltraffio, fino a Caravaggio e a Giovanna Garzoni, l’esposizione propone opere di Maestri che hanno segnato la storia dell’arte italiana, indagando il loro lavoro da una prospettiva inedita. Fino all’11 gennaio prima personale in Italia dedicata a Leonora Carrington (1917, Regno Unito — 2011, Città del Messico). Attraverso una selezione delle sue opere visionarie si esplora il suo universo in cui si fondono arte, mitologia, ecologia e femminismo, facendo emergere le sue radici culturali, celtiche e post-vittoriane e la sua partecipazione al movimento surrealista. Una donna migrante ed esule che ha fatto dell’immaginazione uno strumento di resistenza e conoscenza, capace di dar vita a un mondo fantastico in cui il quotidiano si intreccia con l’alchimia, la fiaba e l’inconscio: una delle figure più influenti e visionarie del Novecento. Sempre fino all’11 gennaio, Man Ray. Forme di luce, grande retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento, figura centrale delle avanguardie, pioniere di linguaggi visivi che continuano a influenzare l’arte, la fotografia e il design. Pittore, fotografo e cineasta, Ray (Philadelphia, 1890-Parigi, 1976) ha saputo fondere eleganza e ironia, libertà e provocazione. Nelle stesse date anche Appiani. Il neoclassicismo a Milano: esposizione che offre uno sguardo completo sulla produzione artistica e sull’identità intellettuale del pittore del Regno d’Italia napoleonico. Andrea Appiani (Milano, 1754-1817) è stato figura centrale del Neoclassicismo italiano e protagonista assoluto della pittura a cavallo tra Illuminismo e Impero, la cui produzione spazia dagli affreschi monumentali ai dipinti, ai disegni, alle medaglie. www.palazzorealemilano.it/

Al MUDEC/Museo delle Culture in Via Tortona, fino all’8 febbraio M.C. Escher. Tra Arte e Scienza, una nuova mostra a Milano che propone un nuovo sguardo sul percorso artistico di Maurits Cornelis Escher (Olanda, 1898–1972) uno degli artisti più affascinanti e riconoscibili del Novecento. Sono esposti gli esordi legati all’Art Nouveau, i paesaggi italiani, l’uso di tassellazioni, i cicli metamorfici e le illusioni ottiche che lo hanno reso celebre grazie a un linguaggio visivo unico che unisce arte e matematica. Viene inoltre approfondito un aspetto ancora poco conosciuto, ossia lo stretto rapporto che l’artista ebbe con l’arte islamica. Infine una serie di installazioni multimediali immersive, tra cui una Infinity Room dall’effetto caleidoscopico, grazie alla proiezione di animazioni in alta definizione all’interno di una stanza a specchio. Fino al 28 giugno The Moment the Snow Melts, installazione site-specific di Chiharu Shiota (Osaka, 1972) in anticipazione della mostra dell’artista Il senso della neve (da febbraio). Lo spazio dell’agorà si trasforma in un paesaggio evanescente composto da fili che scendono a piombo dal soffitto, in mezzo ai quali fluttuano biglietti e fogli di carta con i nomi di persone che hanno fatto parte delle nostre vite ma che, per i motivi più diversi, non ci è più possibile incontrare. www.mudec.it/

A Palazzo Citterio, in Via Brera, fino al 7 gennaio Bice Lazzari e i linguaggi del suo tempo, prima grande mostra in Italia dedicata a un’artista che ha attraversato tutto il Novecento, lasciando un segno profondo e inconfondibile. Sono 110 opere, dall’arte murale alla decorazione per la motonave Raffaello e ai disegni di stoffe commissionatele da Giò Ponti. Fino all’11 gennaio Strata #1 dell’artista romano Davide Quayola: un’installazione digitale che rilegge la volta della Chiesa del Gesù a Roma attraverso variazioni algoritmiche. Progetto realizzato in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale. Fino al 18 gennaio, Nobu at Elba, una monumentale installazione creata da Giovanni Frangi, composta da sculture e dipinti su tela, che danno al visitatore l’impressione di trovarsi aperta campagna, vicino ad un corso d’acqua, in una notte di plenilunio. Fino al 29 marzo Candy Eaters, intervento site specific realizzato da Alice Zanin con l’intento di trasformare il tempietto disegnato da Mario Cucinella per Palazzo Citterio nel padiglione di una grande voliera aperta, come si potrebbe vedere in un Capriccio del Settecento, immaginata in un giardino milanese. www.breradesigndistrict.it/location/palazzo-citterio/

All’Hangar Bicocca, fino all’11 gennaio Entanglements, mostra personale di Yuko Mohri, artista giapponese che vive e lavora a Tokyo, da sempre interessata alla natura trasformativa degli elementi quotidiani e organici per produrre cambiamenti visivi e sonori e portare all’attenzione del pubblico, con intricati assemblaggi e sistemi interconnessi, temi fondamentali legati all’ambiente e alla coesistenza sociale, come sfide globali della nostra società. Presente alla Biennale di Venezia 2024, la Mohri crea sculture cinetiche site-specific che incorporano oggetti trovati e di uso quotidiano, attingendo dall’esperienza di Marcel Duchamp, o strumenti musicali da lei rimaneggiati che vengono connessi a circuiti elettronici. Fino al 15 febbraio This Will Not End Well, prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker. La mostra include un grande corpus di slideshow, una installazione sonora appositamente commissionata e The Ballad of Sexual Dependency, capolavoro di Goldin. La retrospettiva è allestita in diverse strutture architettoniche, progettate dall’architetta Hala Wardé, che già ha collaborato con Goldin. Ciascun padiglione è concepito in risposta a un’opera specifica, e tutti insieme formano un villaggio. https://pirellihangarbicocca.org/

Alla Triennale sono aperte fino al 6 gennaio alcune mostre del progetto Inequalities, che esplora il tema delle disuguaglianze nel mondo. Cities propone trentacinque installazioni site specific realizzate da autori di oltre trenta diverse nazionalità per una riflessione su ricchezza e povertà, società e comunità, ecologia e città. Oggi le città sono i contesti in cui le disuguaglianze crescono più rapidamente. Per ristabilire un equilibrio tra abitanti, città e opportunità urbanisti e architetti di ogni nazione affrontano temi e propongono progetti, con un’idea di sviluppo diversa da quella tradizionale. We the Bacteria. Appunti per un’architettura biotica presenta una storia alternativa dell’architettura raccontata dal punto di vista dei microbi, partendo dalle ultime ricerche di scienziati e architetti. Gran parte delle patologie del nostro tempo – obesità, diabete, tumori, disturbi autoimmuni, allergie, autismo, Alzheimer, depressione – vengono considerate conseguenze di una progressiva riduzione della diversità batterica e questo riguarda anche l’architettura, chiamata a collaborare con i microbiologi per indagare nuovi modi sperimentali di vivere insieme ai microbi. Clay Corpus è un’installazione che esplora la forza, la dignità e l’umanità racchiuse negli oggetti d’uso quotidiano, attraverso la pratica del ceramista giapponese Yoshihiro Koide e del designer italiano Ettore Sottsass. La mostra La Repubblica della longevità. In Health Equality We Trust mette al centro la volontà di fare della longevità in salute un obiettivo legislativo, proponendo di rifondare una società che ha trasformato il suo più grande successo – vivere più a lungo – nella sfida più urgente. Nel 2050 la popolazione over 60 sarà di oltre 2 miliardi e una persona su sei avrà più di 65 anni. Sempre fino al 6 gennaio altre mostre: Paolo Rosselli. Mondi in posa offre una selezione di fotografie in grande formato con cui l’autore racconta, attraverso le città del mondo immortalate dal Duemila a oggi, i cambiamenti e le contraddizioni dell’architettura delle metropoli globalizzate, compresa Milano, città di cui l’autore ha documentato le notevoli metamorfosi; Arte circolare riunisce dieci artisti italiani under 35 che si confrontano con il tema della sostenibilità ambientale, delineando una visione del mondo più responsabile nei confronti della salvaguardia dell’ambiente, portando all'attenzione le sfide da affrontare per uno sviluppo sostenibile. Fino al 25 gennaio Photo Grant Deloitte 2025, mostra che si pone come obiettivo di testimoniare visivamente le battaglie quotidiane legate al miglioramento dei diritti dell’uomo e al rifiuto di ogni forma di discriminazione. Il premio Photo Grant ha invitato fotografe e fotografi a indagare i contrasti tra uguaglianze e disuguaglianze, prendendo come riferimento gli aspetti contraddittori della società contemporanea. Fino al 15 febbraio due mostre: De Oppressione, che celebra il centenario dalla nascita di Fabio Mauri (Roma, 1926–2009), filosofo, editore, artista esponente dell’avanguardia italiana, che ha anticipato tematiche sociali diventate oggi urgenti con opere su cultura, identità e ideologia, che sono spesso motivi di sopraffazione agita o subita dai popoli e dagli individui; Mise en scène riunisce circa 1.200 fotografie in bianco e nero e a colori scattate Ettore Sottsass tra il 1976 e il 2007, un variegato paesaggio della sua vita privata e pubblica a casa e in giro per il mondo, per lavoro o per visite, eventi che lui considerava appunto una sorta di “messa in scena”. Infine, fino al 15 marzo, Triennale × Milano Cortina 2026: in vista dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici, un progetto che esplora il mondo dello sport attraverso i linguaggi artistici. Le torce olimpica e paralimpica, insieme alle opere originali appositamente commissionate a dieci artisti e artiste, sono esposti in un’installazione che li celebra come simboli di dialogo tra culture, popoli e generazioni. Sono inoltre esposti gli Iconic Poster disegnati da Olimpia Zagnoli e Carolina Altavilla.https://triennale.org/

Alla Fabbrica del Vapore, fino al 23 gennaio Saturnalia, mostra collettiva che coinvolge 16 artiste e artisti. Il titolo evoca un’antica festività romana, i Saturnali, celebrata dal 17 al 23 dicembre, festività caratterizzata da banchetti, scambio di doni ma soprattutto da una temporanea inversione dei ruoli sociali, con gli schiavi che potevano comportarsi come uomini liberi. Fino al 18 gennaioMilano Città che Sale, un omaggio alla Milano che ispira, accoglie e connette talenti di ogni provenienza, generando visioni e progetti dal respiro internazionale: dallo scorso 14 luglio sette installazioni per ventun giorni ciascuna (la quarta, Milano, maggio 1976: il Laboratorio di Comunicazione Militante, è in corso fino al 4 gennaio). Altre due mostre fino al 25 gennaio. La prima, I tre grandi di Spagna. Tre visioni un'eredità: l'arte di Dalì, Mirò e Picasso. Il percorso espositivo ripercorre le tappe fondamentali della storia dei tre artisti: la loro formazione, il fermento culturale della Catalogna, l’influenza decisiva del Modernismo, del Noucentisme e del Surrealismo, la comune rottura con i canoni accademici e il trasferimento nella Parigi delle avanguardie. La mostra racconta – con opere note e meno note su carta, incisioni e stampe - come ognuno abbia elaborato un linguaggio radicalmente personale, contribuendo a plasmare il panorama dell’arte del secolo scorso. La seconda è Artificial Beauty, prima grande mostra istituzionale di Andrea Crespi nel capoluogo lombardo, un artista che ridefinisce - con pittura, scultura, installazioni e opere digitali - il rapporto tra arte, tecnologia e società. Per Crespi la bellezza non più armonia delle forme ma territorio di sperimentazione e campo di tensione continua tra fisico e digitale, umano e macchina, emozione e algoritmo. Infine, fino al 27 gennaio, 50 e 50. La mostra. Radio Popolare 1975 - 2025 racconta cinque decenni in onda e venti storie realizzate dai fotografi che in questi anni sono stati vicini alla radio. L’esposizione comprende anche un video realizzato da Studio Azzurro; 60 ritratti in grande formato di lavoratrici e lavoratori di Radio Popolare realizzati da Laila Pozzo; una cronistoria illustrata lunga circa 60 metri, che ripercorre la storia della radio, e infine un grande tavolo che illustra tutte le attività svolte da Radio Popolare nel corso degli anni e il rapporto con la grande comunità di ascoltatrici e ascoltatori. www.fabbricadelvapore.org/

Alla Fondazione Prada in Largo Isarco, fino al 26 febbraio, Sueño Perro: Instalación Celuloide de Alejandro G. Iñárritu, mostra multisensoriale nata nell’intersezione tra cinema e arti visive e concepita dal regista messicano premio Oscar. Nel venticinquesimo anniversario del suo film d’esordio Amores Perros, vengono offerti girati inediti che ne raccontano i temi universali, come l’amore, il tradimento e la violenza. Nel Duemila la realtà messicana presentava disuguaglianze, corruzione e violenza. Attraverso un mosaico di pellicola e suono, queste sequenze crude, all’epoca tagliate in fase di montaggio, catturano la controversa realtà sociopolitica di Città del Messico, e sono ancora oggi attuali. L’installazione di Iñárritu è accompagnata da un allestimento visivo e sonoro concepito dallo scrittore e giornalista messicano Juan Villoro. Nella sede Osservatorio Prada in Galleria Vittorio Emanuele, fino al 30 ottobre prossimo The Island progetto site specific dell’artista tedesco Hito Steyerl, le cui opere si collocano tra documentario e cinema sperimentale, spesso sotto forma di installazioni. In questa mostra Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo dell’inondazione, toccando temi attuali come le derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica. E’ presente un suo nuovo film, realizzato appositamente per un’installazione video, che indaga questioni sociopolitiche e culturali. www.fondazioneprada.org/

A Palazzo Morando, fino a domenica 4 gennaio Fata Morgana: memorie dall’invisibile, mostra ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi per la sede museale, che fu residenza della contessa Lydia Caprara Morando Attendolo Bolognini (1876 –1945), la quale raccolse una vasta biblioteca su temi occultistici, spiritici e alchemici. Il progetto espositivo è dedicato a pratiche artistiche ispirate all’invisibile e alla trance, traendo ispirazione dal poema Fata Morgana, scritto da André Breton nel 1940. Sono dipinti, fotografie, documenti, disegni e oggetti rituali realizzati da artisti e artiste medium, mistici e visionari, tra cui Hilma af Klint, Georgiana Houghton, Carol Rama, Man Ray, Pierre Klossowski e Augustine Lesage. https://www.comune.milano.it/web/palazzo-morando

Al Castello Sforzesco fino al 22 marzo L’Italia sulla neve. Gli italiani e gli sport invernali nei periodici illustrati e nella grafica pubblicitaria dalla Raccolta Bertarelli, mostra dedicata alla rappresentazione degli sport invernali tra Ottocento e Novecento, attraverso manifesti, illustrazioni di riviste e materiali pubblicitari, Un focus particolare è dedicato agli accessori, alla moda legata alla montagna e alla promozione turistica delle località alpine. Sono inoltre esposti celebri manifesti realizzati da Maestri come Hans Hartung e Max Bill, dedicati a manifestazioni olimpiche del passato. www.milanocastello.it

Alle Gallerie d’Italia, in Piazza della Scala, fino al 6 aprile, Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo. Protagonisti della mostra sono due amici fraterni: Antonio Canova, uno dei più importanti scultori di tutti i tempi, e Giuseppe Bossi, pittore e sofisticato collezionista nonché fondatore della Pinacoteca di Brera. Di Canova è presente un capolavoro che si pensava perduto: il grande modello di cavallo attualmente oggetto di un restauro. Altri capolavori di Bossi, Canova e Andrea Appiani, accostati, illustrano la creazione dell’immagine dell’Italia, nella sua nota e poi più popolare iconografia, a loro dovuta. La mostra rievoca l’eccezionale stagione creativa di fine Ottocento e inizi Novecento, mettendo a confronto la produzione artistica di Roma e Milano, due “capitali” proiettate verso l’Europa moderna ma al contempo saldamente legate alla grandezza del passato. https://gallerieditalia.com/it/

Alla GAM/Galleria d'Arte Moderna, in Via Palestro, fino al 25 gennaio: Pellizza da Volpedo. I capolavori, mostra che ripercorre la vicenda artistica e biografica di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), di cui la GAM conserva, oltre al Quarto Stato, alcune altre opere significative della sua produzione artistica. Grazie a numerosi prestiti è esposto un numero significativo di dipinti e disegni, vista la breve vita dell’artista piemontese, morto a soli 39 anni, documentando il suo intero percorso artistico, dal Realismo alla ritrattistica fino al Divisionismo e al Simbolismo. www.gam-milano.com/

Sempre in Via Palestro, al PAC/Padiglione D’arte Contemporanea, due mostre aperte fino all’8 febbraio prossimo. INDIA. Di bagliori e fughe è un’ampia collettiva che esplora le pratiche artistiche dell’India di oggi, nate dall'urgenza del vivere insieme e capaci di risuonare oltre i confini geografici o culturali del Paese. La mostra restituisce la complessità e le tensioni della società, indiana e globale: un universo talvolta contradditorio, narrato attraverso opere che spaziano dal disegno alla pittura, dalla fotografia alla videoarte, fino alla performance. INSOMNIA. Bad trips and Broken Promises/Even Flowers Must Die è il titolo scelto dal duo italo-brasiliano, composto da Thiago Dezan e Infinite, per presentare la loro opera collaborativa, un progetto sperimentale nato a New York nel 2019, che fonde le rispettive pratiche artistiche (fotografia e videografia documentaristica da un lato, e arti visive dall'altro) dando vita a una visione dolorosa delle fratture del nostro mondo. www.pacmilano.it/

Alla Fondazione Permanente, fino al 5 gennaio Ercole Pignatelli, pittore leccese attivo dal 1953 a Milano, dove partecipa al movimento culturale e artistico che si sviluppa intorno a Brera, entrando in contatto con, tra gli altri, Salvatore Quasimodo, Lucio Fontana, Ugo Mulas e Piero Manzoni. Pignatelli deve a Picasso la sua prima ispirazione: nel 1997 in Giappone venne inaugurata una mostra che vedeva in dialogo le opere dei due artisti. Poi, nel 2024, presso la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, omaggia Picasso con Memento Amare Semper, reinterpretando Guernica attraverso un ciclo pittorico di 12 giorni. Due mostre poi sono aperte fino al 25 gennaio. La prima, Wildlife Photographer of the Year, rinomata al mondo: 100 fotografie naturalistiche premiate alla 61ª edizione del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra. E’ lo spettacolo della natura, un viaggio coinvolgente e immersivo tra immagini in cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio con nitidezza. Altre 25 foto premiate dal pubblico si possono ammirare su un grande schermo di 4 metri, con slideshow in loop. Infine una sala video, con monitor da 80 pollici, propone imperdibili filmati di backstage delle foto vincitrici e interviste ai fotografi. Non mancano gli scatti che raccontano come il clima sta cambiando e quanto sia grave la perdita di biodiversità. L’altra mostra è Jack Vettriano, retrospettiva dedicata all’artista scozzese da poco scomparso, molto apprezzato per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico. I suoi quadri evocano atmosfere noir, spesso con tematiche romantiche e nudi in primo piano. Sono oltre 80 opere, tra cui: otto olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, le fotografie scattate nello studio dell’artista dal ritrattista ufficiale del Sunday Times Francesco Guidicini, e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica. www.lapermanente.it/

Al Museo Diocesano, in Piazza Sant’Eustorgio, fino al 25 gennaio il Presepe del Gernetto, circa sessanta figure sagomate, dipinte a tempera su carta e cartoncino da Francesco Londonio (1723-1783), artista lombardo specializzato in scene campestri, animali e presepi. Il presepe di carta si arricchisce quest’anno di tre nuove figure e di due quinte sceniche, rinvenute sul mercato antiquario e restaurate. Fino al 1° febbraio la Natività del pittore veneziano Lorenzo Lotto (1480 circa –1556 circa), artista definito “il genio inquieto” del Rinascimento per la sua originalità. La tavola, conservata alla Pinacoteca Nazionale di Siena, affronta il tema della Natività secondo un’iconografia tratta dai Vangeli apocrifi, che, oltre alla Sacra Famiglia, vede la presenza di un’anziana levatrice. Il tono è intimo e colloquiale, con gesti affettuosi e spontanei che creano un’atmosfera di intensa spiritualità, anche grazie al gioco di sguardi che lega fra loro i personaggi. Fino al 15 febbraio Sguardi e silenzi, prima grande mostra in un museo milanese del fotografo Elio Ciol, nato a Pordenone nel 1929. Una selezione di 100 immagini capaci di restituire la complessità della sua ricerca: paesaggi, mondo contadino, volti, architetture che esprimono attese, silenzio, mistero e stupore davanti alla realtà. Tra i soggetti preferiti, la campagna friulana e quella umbra, i canyon americani, la Libia, l’Armenia e la Terra Santa. https://chiostrisanteustorgio.it/

Alla Fondazione Rovati di Corso Venezia, fino all’11 gennaio sono esposti l’installazione Per chi crede dell’artista napoletano Diego Cibelli e le prime edizioni di Peter Pan, il bambino che non voleva crescere nato dalla fantasia dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. Fino al 22 marzo prossimo I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni: in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, una grande esposizione dedicata alla storia, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici, dall’antichità a oggi. La mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti: i principi di pace, inclusione, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. www.fondazioneluigirovati.org/it

All’ADI Design Museum, in Piazza Compasso d’Oro, fino al 6 gennaio Compasso d’Oro International Award 2025, mostra dedicata ai progetti vincitori provenienti da tutto il mondo che hanno interpretato il tema dell’Esposizione Universale “Designing Future Society for Our Lives” attraverso soluzioni di design innovative per la società del futuro: attenzione al benessere e alla salute, materiali e processi orientati alla sostenibilità, uso della tecnologia per l’inclusione e la qualità degli spazi, dialogo tra tradizione e innovazione. Fino all’8 gennaio BMW Art Car Collection, una selezione di otto iconiche vetture, modelli realizzati da artisti internazionali tra cui Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Jeff Koons e Julie Mehretu, offrendo una panoramica sull’evoluzione della serie dal 1975 al 2024. Fino al 15 gennaio OLTREPLASTICA, mostra che descrive la metamorfosi della plastica e il contributo del design nel ridefinire le sue possibilità attraverso oggetti, materiali e processi pionieristici. Ricerca scientifica, industria e cultura del progetto stanno guidando la plastica oltre la sua origine fossile, verso scenari più consapevoli e responsabili. www.adidesignmuseum.org

Alla Cineteca Milano MIC, in Viale Fulvio Testi, prosegue fino al 15 marzo La Pop Art animata di Bruno Bozzetto, mostra per grandi e piccoli sull’opera del grande disegnatore e regista di cartoons ricca di materiali e curiosità: i rarissimi rodovetri, di cui alcuni vedibili con la realtà aumentata, diversi manifesti, 60 cortometraggi di Bozzetto vedibili in mini-cinema allestiti nel percorso, doppiaggi karaoke delle sue sigle Tv, fotografie rare, spezzoni di lungometraggi, la fattoria con animali disegnati da Bozzetto tra cui Doggy, ispirata alla sua cagnolina. Durante il percorso della mostra sono allestite teche in cui sono esposti gadget – peluche, pupazzi, federe, lenzuola, grembiuli da cucina – ispirati alla sua produzione artistica. www.cinetecamilano.it

Per finire, un museo che ha compiuto 250 anni, la Pinacoteca di Brera dove, fino al 3 maggio prossimo, si può visitare la mostra Giorgio Armani. Milano, per amore, accogliendo centoventi creazioni del grande stilista, che ha più volte dichiarato il suo legame con Brera, il quartiere che aveva scelto per vivere e lavorare e di cui ammirava l’anima colta e insieme vitale, il suo misto di eleganza e libertà artistica. https://pinacotecabrera.org/ E poi il nuovo spazio CASVA/Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, con sede in via Isernia, che fino al 12 aprile popone la mostra De Pas, D’Urbino e Lomazzi. Fantasticamente effervescenti, autori di icone come la poltrona Blow e il divano Joe. Il percorso creativo di queste tre grandi figure che hanno reso celebre il design italiano nel mondo trasformando il modo di fruire gli spazi domestici. Prima di costituirsi come gruppo nel 1966, hanno avviato una critica serrata alle tipologie abitative tradizionali con l’obiettivo di liberare la casa dalla rigidità delle stanze e restituire flessibilità e libertà agli interni. www.comune.milano.it/web/casva-milano

Nella foto: Natività di Lorenzo Lotto, esposta al Museo Diocesano.


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