Le mostre di gennaio in spazi e gallerie nel Municipio 3

Le proposte in corso di Fondazione Mudima, Spazio Tadini e MEET/Digital Culture Center. ()
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Segnaliamo le mostre in corso in spazi espositivi e gallerie situati nel Municipio 3. Si raccomanda sempre di consultare i relativi siti web per verificare giorni di apertura e chiusura nonché gli orari.

Alla Fondazione Mudima, in Via Tadino, dal 16 gennaio al 13 febbraio, Toshimitsu Imaï, un grande samurai dell’arte e della vita. E’ una serie di sei tele di grandi dimensioni realizzate negli anni 1997-1998 e dedicate agli orrori della guerra, una serie di quadri straordinari che hanno per oggetto i tragici eventi di Hiroshima e Nagasaki, come pure il massacro di Nanchino effettuato dai giapponesi a danno dei cinesi. Inoltre, una serie di quattro calligrafie, tre delle quali realizzate da Imaï a Milano nel 1993 negli spazi della Fondazione Mudima in occasione della personale Hommages à Venise, la quarta invece eseguita nel 2001 a Palazzo delle Stelline e documentata dalle fotografie di Fabrizio Garghetti anch’esse in mostra. Infine, si potrà visionare il video-documento realizzato da Studio Azzurro nel 1993, nel quale si possono ascoltare un’intervista di Gino Di Maggio all’artista e un intervento di Pierre Restany durante la realizzazione delle calligrafie. www.mudima.net

Al MEET/Digital Culture Center, in Porta Venezia, fino al 25 gennaio Other Intelligences: mostra collettiva che – utilizzando video, installazioni e video-giochi - costruisce uno spazio dove umano, vegetale, animale e artificiale si incontrano e dove l’arte diventa laboratorio di relazioni possibili tra biologia, tecnologia e immaginazione, esplorando forme di cognizione diverse dalla nostra, oltre l’umano e la macchina. www.meetcenter.it/it/

Spazio Tadini, in via Jommelli, dal 21 gennaio propone de mostre fotografiche. La prima, Ciò che resta, è una personale di Mirko Moriero che esplora il confine sottile tra presenza e assenza, tra corpo e spazio, tra apparizione e dissolvenza. E’ un’esperienza immersiva articolata in tre movimenti coreografici che costruiscono un paesaggio emotivo ed una riflessione sulla condizione umana, il tempo e la dissoluzione. La seconda è una collettiva, Orwell 1984/2025. Visioni e dissidenze. Racconti dall’anno che non finisce mai. Su 50 candidature pervenute a seguito di bando pubblico, gli autori selezionati sono Collettivo Fotografico Chris & Katart. https://spaziotadini.com/

Nella foto: un'opera di Toshimitsu Imaï in mostra alla Fondazione Mudima.


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