Un manifesto per la poesia
Fioriscono manifesti del concorso “Mandaci una poesia” nel Municipio 3 e negli immediati dintorni, per invitare chi scrive poesie alla partecipazione, iscrivendosi entro domenica 30 novembre.
(Giovanni Bonoldi)24/11/2025

200 manifesti a colori alti un metro. Con grafica “giovane” e un messaggio esplicito: MANDACI UNA POESIA. Campeggiano in spazi dedicati alle affissioni, secondo norma, del territorio del Municipio 3. E anche oltre. E’ la scelta dell’assessore alla cultura Filippo Rossi e della presidente Caterina Antola per promuovere l’iniziativa CONCORSO DI POESIA con un mezzo di comunicazione “di strada”, all’aria aperta. Sullo sfondo, la città. Anche il verde della città, beneamato verde, dove c’è.
Più macchinoso e faticoso a dirsi che a farsi. La faccenda è molto, molto più semplice: scrivi poesie, spedisci poesie. Punto. Ecco fatto. E poi si vede… (ah, mandi a chi?)
I manifesti ricordano che la data entro cui inviare poesie alla casella dedicata è il 30 novembre, e che può partecipare chi ha "fino a 35 anni compiuti” (ma spedisce anche qualcuno che ne ha di più, di più, e anche questo ci sta…) e vive, studia, lavora nel territorio del Municipio 3. E che possono legittimamente partecipare pure eventuali poesie “verbovisuali”, ovvero visive, che non sono quelle di solo testo, di sole parole, ma anche di elementi visivi (da meglio individuare e inquadrare, di caso in caso...).
Questi manifesti sono un po’ "i fratelli più grandi” degli altri stampati di diverso formato - ma con lo stesso contenuto, gli stessi colori, la stessa grafica - che già sono stati disseminati nel territorio: i cosiddetti volantini, chiamati anche flyers, che volano appunto, e i fogli A4, formato fotocopie, standard, e le locandine A3 (che sono il doppio di un A4, appunto), e quelle A2, che sono il doppio di quelle A3… Roba cartacea fa la sua parte. Il resto lo fa il digitale, s’intende. Anche lui fa la sua. E poi c’è il passaparola, che fra gli umani funziona ancora. E ci sono le scuole, prof il cui impegno a coinvolgere “nel senso della poesia” dà frutti significativi, laddove ci sono e si dedicano…
Questi manifesti sono un po’ "i fratelli più grandi” degli altri stampati di diverso formato - ma con lo stesso contenuto, gli stessi colori, la stessa grafica - che già sono stati disseminati nel territorio: i cosiddetti volantini, chiamati anche flyers, che volano appunto, e i fogli A4, formato fotocopie, standard, e le locandine A3 (che sono il doppio di un A4, appunto), e quelle A2, che sono il doppio di quelle A3… Roba cartacea fa la sua parte. Il resto lo fa il digitale, s’intende. Anche lui fa la sua. E poi c’è il passaparola, che fra gli umani funziona ancora. E ci sono le scuole, prof il cui impegno a coinvolgere “nel senso della poesia” dà frutti significativi, laddove ci sono e si dedicano…
Più macchinoso e faticoso a dirsi che a farsi. La faccenda è molto, molto più semplice: scrivi poesie, spedisci poesie. Punto. Ecco fatto. E poi si vede… (ah, mandi a chi?)
All’indirizzo mandaciunapoesia@gmail.com . A cui ci si può rivolgere anche per eventuali delucidazioni in merito, diciamo assistenza per la partecipazione.
Infine, sui manifesti non manca il QR code del Regolamento del concorso, come doveroso.
Infine, sui manifesti non manca il QR code del Regolamento del concorso, come doveroso.
