Tutto nella Norma
D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza lancia la campagna: TUTTO NELLA NORMA. Una denuncia del sistema politico e culturale che alimenta la violenza alle donne.
(DiRe Donne in Rete)11/11/2025
Il pensiero da cui emerge l’esigenza di questa campagna è semplice: la violenza non è solo un atto individuale, ma è resa possibile da scelte politiche e culturali che limitano la libertà delle donne.
Quando le istituzioni mettono in discussione diritti fondamentali, quando la prevenzione viene ignorata, quando la libertà femminile è attaccata, la violenza trova terreno fertile.
La vera responsabilità allora non riguarda solo i singoli uomini violenti, ma anche chi governa, chi decide, chi tace.
“Non pensavamo, nel 2025, di trovarci ancora a difendere quanto – con tanta fatica – è stato acquisito in anni di lotta per i diritti delle donne” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Noi attiviste dei Centri antiviolenza abbiamo una posizione, purtroppo, privilegiata” continua Carelli. “Ogni giorno ci confrontiamo con istituzioni che ancora faticano a riconoscere la violenza come fenomeno strutturale e non come un’emergenza che si può risolvere con soluzioni securitarie. I Centri antiviolenza sanno che cosa andrebbe fatto, grazie a un’esperienza che, da oltre 40 anni, accompagna le donne fuori dalla violenza.
Questa campagna di denuncia vuole ricordare a tutte e tutti che cosa sta succedendo realmente, oltre alle parole di circostanza che sentiamo quando accade un femminicidio” conclude la presidente.
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D.i.Re. - Donne in rete contro la violenza è la rete nazionale antiviolenza e si compone di 89 organizzazioni dislocate sul territorio nazionale, che gestiscono Centri antiviolenza e Case rifugio, affiancando oltre 23.000 donne ogni anno. D.i.Re e le organizzazioni socie sono attive politicamente per determinare il cambiamento culturale necessario per l’eliminazione della violenza maschile alle donne.

In un momento che vede sotto attacco molti dei diritti fondamentali delle donne, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza ha scelto di avvicinarsi al 25 novembre con una campagna di denuncia delle politiche governative che minacciano la libertà e l’autodeterminazione delle donne; dell’attacco culturale a cui assistiamo quotidianamente; del tentativo di neutralizzazione dei Centri antiviolenza, che – invece –
riaffermano la loro identità e funzione politica.
riaffermano la loro identità e funzione politica.
Il pensiero da cui emerge l’esigenza di questa campagna è semplice: la violenza non è solo un atto individuale, ma è resa possibile da scelte politiche e culturali che limitano la libertà delle donne.
Quando le istituzioni mettono in discussione diritti fondamentali, quando la prevenzione viene ignorata, quando la libertà femminile è attaccata, la violenza trova terreno fertile.
La vera responsabilità allora non riguarda solo i singoli uomini violenti, ma anche chi governa, chi decide, chi tace.
“Non pensavamo, nel 2025, di trovarci ancora a difendere quanto – con tanta fatica – è stato acquisito in anni di lotta per i diritti delle donne” dichiara Cristina Carelli, presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza. “Noi attiviste dei Centri antiviolenza abbiamo una posizione, purtroppo, privilegiata” continua Carelli. “Ogni giorno ci confrontiamo con istituzioni che ancora faticano a riconoscere la violenza come fenomeno strutturale e non come un’emergenza che si può risolvere con soluzioni securitarie. I Centri antiviolenza sanno che cosa andrebbe fatto, grazie a un’esperienza che, da oltre 40 anni, accompagna le donne fuori dalla violenza.
Questa campagna di denuncia vuole ricordare a tutte e tutti che cosa sta succedendo realmente, oltre alle parole di circostanza che sentiamo quando accade un femminicidio” conclude la presidente.
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D.i.Re. - Donne in rete contro la violenza è la rete nazionale antiviolenza e si compone di 89 organizzazioni dislocate sul territorio nazionale, che gestiscono Centri antiviolenza e Case rifugio, affiancando oltre 23.000 donne ogni anno. D.i.Re e le organizzazioni socie sono attive politicamente per determinare il cambiamento culturale necessario per l’eliminazione della violenza maschile alle donne.
