Il Cancro è un segno zodiacale. Il cancro è un segno indelebile
Riceviamo da una nostra lettrice e volentieri pubblichiamo questo contributo al nostro giornale.
(Marinella Salmoiraghi)11/11/2025
Annuncio con felicità che non mi poteva capitare niente di meglio che averli come vicini della porta accanto! SPAZIO PARENTESI è in via Amadeo 41! Postazione inaugurata il 21 ottobre 2025: il nostro Municipio 3 andrà orgoglioso dei nuovi venuti, spero, e ne faciliterà l‘inserimento nella nostra comunità di cittadini attenti.
L’Istituto dei Tumori è in Città Studi: è Città Studi; è una gloriosa colonna del nostro Municipio 3, per ora e fino ad ora. Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti continui lavori di ammodernamento, un perenne cantiere in movimento…per poi traslocare. L’Istituto, dopo i soldi spesi per ristrutturare, se ne andrà con tutto il suo carico umano, sociale; i risvolti saranno importanti per la popolazione, per la società che si è strutturata intorno come supporto, accoglienza.

Parliamone: il cancro è una condizione della vita che altera ogni tipo di conoscenza che noi pensiamo di avere del mondo e di noi. Il mutamento viene visto e toccato con mano: ti fa evolvere o ti uccide: ma di cancro si può vivere, non sopravvivere; ci si può rialzare, dopo aver toccato il fondo, con una spinta, che è l’interesse e l’amore verso di sé e gli altri.
Io ho trovato tanto amore nell’abbraccio di figure professionali stupende che da anni mi accolgono con calore in quella sfera di bambagia luminosa che è la LILT (Lega Italiana Lotta Tumori) e in particolare in SPAZIO PARENTESI un centro dove, appunto, riuscire a mettere la malattia tra due parentesi, dandole un inizio e una fine..
Annuncio con felicità che non mi poteva capitare niente di meglio che averli come vicini della porta accanto! SPAZIO PARENTESI è in via Amadeo 41! Postazione inaugurata il 21 ottobre 2025: il nostro Municipio 3 andrà orgoglioso dei nuovi venuti, spero, e ne faciliterà l‘inserimento nella nostra comunità di cittadini attenti.
LILT è un’associazione meravigliosa, che senza alcuna sovvenzione statale, riesce ad organizzare iniziative di grandissimo valore sociale e culturale per affrontare il tumore a 360°, occupandosi di prevenzione primaria, diagnosi precoce, assistenza e molto altro.
LILT è una sigla; sono gli esseri viventi che lavorano sotto quella sigla che fanno la differenza. Noi, soprattutto donne (di uomini se ne vedono pochi: pochi si mettono in gioco) arriviamo rotte, a pezzi, chi in formato più grande chi più piccolo e Nadia, Luciana, Eleonora, Martina e e….(non posso fare l’elenco completo) si prendono cura di noi e con l’arte del kintsugi (antica tecnica di ceramisti giapponesi che riparavano con l’oro le tazze rotte di ceramica) rimettono insieme i pezzi dando valore all’esperienza che diventa oro nelle nostre vite, trasformano i cocci rotti in opera d’arte. Siamo fiere di ciò che siamo diventate. Nonostante.
Ho conosciuto il mondo fatato della LILT all’Istituto Nazionale dei Tumori-INT di via Venezian col progetto ART-LAB; come utente apprezzavo le opere pittoriche e decorative sui muri, non più anonimi, che erano il risultato delle attività creative uscite dallo scantinato in cui ART-LAB era relegato: le pazienti avevano regalato alle nude pareti degli ambulatori di attesa un po’ di gioiosità là dove la tristezza è palpabile. Art-Lab, allora, e Spazio Parentesi oggi, sono fiori all’occhiello della LILT, progetti studiati e costruiti per prendersi cura dell’umano attraverso l’ascolto, la stimolazione di corpo e mente: non danno pilloline, bensì attenzione, non praticano la medicina-chirurgia in senso stretto, ma curano mente e corpo. Noi “cancerine” possiamo sostenere che l’arrivo in zona 3 della LILT con il suo Spazio Parentesi ha portato una bombola di ossigeno in una sanità asfittica, burocrate, distante.
L’Istituto dei Tumori è in Città Studi: è Città Studi; è una gloriosa colonna del nostro Municipio 3, per ora e fino ad ora. Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti continui lavori di ammodernamento, un perenne cantiere in movimento…per poi traslocare. L’Istituto, dopo i soldi spesi per ristrutturare, se ne andrà con tutto il suo carico umano, sociale; i risvolti saranno importanti per la popolazione, per la società che si è strutturata intorno come supporto, accoglienza.
Perché non parlare di questo con i cittadini residenti?
Da anni, quasi decenni, ci si sofferma su questo trasferimento: Istituto Nazionale dei Tumori e L’Istituto Neurologico Besta saranno alloggiati presso la “Cittadella della Salute” a Sesto S. Giovanni.
Molti i rinvii e le smentite, molte le ansie e le contrarietà e farne un dibattito aperto e continuo con la base sarebbe, oltre che dovuto, un logico accompagnamento a questa decisione politica. Non solo, che ne sarà dell’area, molto vasta e allettante? cosa resterà in Città Studi? qualcosa può essere concordato con il Municipio e con i residenti?
Sinora nessun o scarso movimento di informazione e condivisione è stato fatto in modo continuativo e di questo mi dispiace perché il cancro è una questione universale, così ampia e ricca di aspetti collaterali che il rispetto di un silenzio imposto, quanto improprio, non è degno.
Fra tante domande, incertezze, delusioni un raggio di sole: con gioia accogliamo SPAZIO PARENTESI auspicandogli tanta salute operativa nel nostro territorio.
Fra tante domande, incertezze, delusioni un raggio di sole: con gioia accogliamo SPAZIO PARENTESI auspicandogli tanta salute operativa nel nostro territorio.
