Un semplice incidente
Coraggiosa e onesta prova del regista Jafar Panahi al servizio del ripristino dei diritti civili nel suo paese.
(Massimo Cecconi)10/11/2025

Che l’Iran sia un paese tormentato (eufemismo) è noto ai più e lo sa più che bene Jafar Panahi, il regista di questo film, che è stato spesso ospite delle carceri del suo paese come impegnato militante contro il regime vigente.
A Teheran, ai nostri giorni. Un’automobile che viaggia nella notte con a bordo un uomo, una donna incinta e una bambina, investe un animale e deve fermarsi per un guasto, rivolgendosi a un officina.
Al meccanico Vahid, in precedenza vessato dal regime, sembra di riconoscere dal rumore di una protesi a una gamba il suo aguzzino durante un periodo di carcerazione in quanto presunto oppositore del regime.
In carcere, legato e bendato, aveva subito le pesanti angherie di un poliziotto dei servizi, sopranominato “Gambalesta”, proprio per via di una protesi alla gamba destra.
Vahid riesce nell’impresa di sequestrare l’uomo e di nasconderlo, legato e imbavagliato, nel cassone del suo furgone di lavoro.
In preda ai dubbi, però, chiede conforto a una serie di persone che, come lui, hanno avuto a che fare con “Gambalesta” e che lo detestano al punto di volerlo vedere morto.
Sul furgone, con il sequestrato, si forma una comitiva composta da una fotografa, un operaio e una sposa, con futuro marito appresso, che aveva ricevuto in detenzione particolari attenzioni dal poliziotto.
A Teheran, ai nostri giorni. Un’automobile che viaggia nella notte con a bordo un uomo, una donna incinta e una bambina, investe un animale e deve fermarsi per un guasto, rivolgendosi a un officina.
Al meccanico Vahid, in precedenza vessato dal regime, sembra di riconoscere dal rumore di una protesi a una gamba il suo aguzzino durante un periodo di carcerazione in quanto presunto oppositore del regime.
In carcere, legato e bendato, aveva subito le pesanti angherie di un poliziotto dei servizi, sopranominato “Gambalesta”, proprio per via di una protesi alla gamba destra.
Vahid riesce nell’impresa di sequestrare l’uomo e di nasconderlo, legato e imbavagliato, nel cassone del suo furgone di lavoro.
In preda ai dubbi, però, chiede conforto a una serie di persone che, come lui, hanno avuto a che fare con “Gambalesta” e che lo detestano al punto di volerlo vedere morto.
Sul furgone, con il sequestrato, si forma una comitiva composta da una fotografa, un operaio e una sposa, con futuro marito appresso, che aveva ricevuto in detenzione particolari attenzioni dal poliziotto.
Un susseguirsi di avvenimenti, persino surreali, determina la decisione di liberare l’uomo dopo che lui, almeno apparentemente, ha fatto ammenda dei suoi peccati.
L’inquietudine rumorosa del finale del film la lasciamo scoprire agli spettatori.
“Un semplice incidente” inizia con i toni leggeri della commedia per poi assumere il fraseggio del dramma in un’escalation di tragica denuncia delle malefatte del regime iraniano contro i suoi oppositori, o presunti tali.
Panahi conosce bene la materia e svolge il tema con coerente determinazione per chiedere, ancora una volta, che la democrazia torni nel suo paese, dove troppi avvenimenti calpestato la dignità e la libertà di donne e uomini dissidenti.
Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, “Un semplice incidente” è un’ulteriore, significativa, manifestazione di cinema civile che non vuole dimenticare e smettere di lottare per la democrazia, sostenendo la tesi che le vittime non devono e non possono usare gli stessi strumenti dei carnefici.
In programmazione al Cinema Palestrina.
L’inquietudine rumorosa del finale del film la lasciamo scoprire agli spettatori.
“Un semplice incidente” inizia con i toni leggeri della commedia per poi assumere il fraseggio del dramma in un’escalation di tragica denuncia delle malefatte del regime iraniano contro i suoi oppositori, o presunti tali.
Panahi conosce bene la materia e svolge il tema con coerente determinazione per chiedere, ancora una volta, che la democrazia torni nel suo paese, dove troppi avvenimenti calpestato la dignità e la libertà di donne e uomini dissidenti.
Palma d’oro all’ultimo Festival di Cannes, “Un semplice incidente” è un’ulteriore, significativa, manifestazione di cinema civile che non vuole dimenticare e smettere di lottare per la democrazia, sostenendo la tesi che le vittime non devono e non possono usare gli stessi strumenti dei carnefici.
In programmazione al Cinema Palestrina.
