Human Week. Uno spettacolo e un dibattito
A Campo Teatrale, lunedì sera, si apre la Human Week con uno spettacolo “Il costo di una buona educazione” e una conversazione su come approcciare il nostro compito educativo di adulti, come contrastare il dilagare della violenza anche tra i giovanissimi, come riannodare relazioni umane rispettose e nonviolente.
(Maria Cristina Origlia)24/09/2025

Per promuovere la cultura della Nonviolenza non c'è nulla di meglio del dialogo. È dall'apertura al confronto – anche e soprattutto laddove c'è dissenso - che passa l'incontro possibile tra punti di vista diversi, culture differenti, visioni del mondo distanti. Senza la volontà, ma direi anche l'impegno quotidiano di guardare oltre il personale per abbracciare l'altro, non potremmo dare vita a quelle comunità umane, da cui dipende il nostro ben-essere. Per questo è così importante educare i più piccoli al rispetto, all'empatia, alla diversità, e sviluppare nei ragazzi quelle competenze relazionali che permettono di dibattere, argomentando civilmente, pur se su posizioni opposte. Solo in tale modo è possibile crescere cittadini responsabili, informati e consapevoli di che cosa significhi vivere la democrazia.
È in tale prospettiva che si colloca il dibattito con cui si apre l'edizione 2025 della Human Week, lunedì 29 settembre alle ore 19.00, a Campo Teatrale. Dopo lo spettacolo di teatro civile dal titolo “Il costo di una buona educazione. Il pensiero rivoluzionario di Alice Miller”, a confrontarsi ci saranno tre voci prestigiose della comunità accademica, associativa e istituzionale.
È in tale prospettiva che si colloca il dibattito con cui si apre l'edizione 2025 della Human Week, lunedì 29 settembre alle ore 19.00, a Campo Teatrale. Dopo lo spettacolo di teatro civile dal titolo “Il costo di una buona educazione. Il pensiero rivoluzionario di Alice Miller”, a confrontarsi ci saranno tre voci prestigiose della comunità accademica, associativa e istituzionale.
Annabella Coiro, cofondatrice del Centro di Nonviolenza Attiva, referente del Tavolo di Educazione alla Nonviolenza promosso dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Milano, porterà la sua esperienza di esperta in pedagogia umanista universalista. Che cosa significa adottare la Nonviolenza come stile di vita? Come tradurla in un percorso educativo nelle scuole e come innervarne la rete territoriale catalizzata dal progetto sperimentale Humanzone, che ha l'ambizione di venire replicato in altre zone della città?
Elena Granata, professoressa di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, vice presidente della Scuola di Economia Civile, ex membro dello staff Sherpa della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il G7 e G20 nel 2020-2021, aprirà ulteriori orizzonti di riflessione. Autrice di molti libri, ha scritto di recente il saggio Il senso delle donne per la città, in cui racconta il pensiero pratico sviluppato – e spesso trascurato - dalle donne sull'importanza degli spazi pubblici delle città, spazi di prossimità e di benessere, dove riannodare relazioni umane tra generazioni, generi ed etnie diversi. Come riprogettare i quartieri considerandoli organi vitali di un ecosistema vivente che è la città? Come questo approccio potrebbe rivelarsi un antidoto al dilagare della violenza tra i giovanissimi e un'ancora sociale per coloro che vivono situazioni di emarginazione e povertà educativa?
Claudia Manzi, professoressa ordinaria di Psicologia Sociale all'Università Cattolica di Milano, responsabile del modulo "Unconscious bias in Academia" per le Scuole di Dottorato e alla guida di diversi programmi di ricerca di interesse nazionale, è esperta di processi identitari che caratterizzano l’individuo e dei fattori sociali e relazionali in grado di promuovere processi efficaci di costruzione dell’identità. Ci spiegherà il ruolo del contesto – familiare, sociale, ambientale, ecc. – nello sviluppo di comportamenti violenti in una persona e in una comunità, oltre ad approfondire la pericolosità della polarizzazione della realtà tra bene e male a livello locale come a livello globale. Insomma, sarà un dibattuto estremamente attuale, che cercherà di fornire le chiavi di lettura per comprendere meglio l'urgenza di attivarsi per dare un contributo concreto di pace e di speranza.
Elena Granata, professoressa di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, vice presidente della Scuola di Economia Civile, ex membro dello staff Sherpa della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il G7 e G20 nel 2020-2021, aprirà ulteriori orizzonti di riflessione. Autrice di molti libri, ha scritto di recente il saggio Il senso delle donne per la città, in cui racconta il pensiero pratico sviluppato – e spesso trascurato - dalle donne sull'importanza degli spazi pubblici delle città, spazi di prossimità e di benessere, dove riannodare relazioni umane tra generazioni, generi ed etnie diversi. Come riprogettare i quartieri considerandoli organi vitali di un ecosistema vivente che è la città? Come questo approccio potrebbe rivelarsi un antidoto al dilagare della violenza tra i giovanissimi e un'ancora sociale per coloro che vivono situazioni di emarginazione e povertà educativa?
Claudia Manzi, professoressa ordinaria di Psicologia Sociale all'Università Cattolica di Milano, responsabile del modulo "Unconscious bias in Academia" per le Scuole di Dottorato e alla guida di diversi programmi di ricerca di interesse nazionale, è esperta di processi identitari che caratterizzano l’individuo e dei fattori sociali e relazionali in grado di promuovere processi efficaci di costruzione dell’identità. Ci spiegherà il ruolo del contesto – familiare, sociale, ambientale, ecc. – nello sviluppo di comportamenti violenti in una persona e in una comunità, oltre ad approfondire la pericolosità della polarizzazione della realtà tra bene e male a livello locale come a livello globale. Insomma, sarà un dibattuto estremamente attuale, che cercherà di fornire le chiavi di lettura per comprendere meglio l'urgenza di attivarsi per dare un contributo concreto di pace e di speranza.
Vi aspettiamo!
a Campo Teatrale
via Cambiasi, 10
lunedì 29 settembre - ore 19:00
ingresso libero
Il costo di una buona educazione
Il pensiero rivoluzionario di Alice Miller
di Maria Cristina Origlia
in scena: Babi Campi Falcone
regia: Paola Albini
a seguire la conversazione
