Movimento di Cooperazione Educativa
Il Movimento di Cooperazione Educativa si sta mobilitando a livello nazionale e a livello locale per esprimere il dissenso rispetto all'idea di scuola che il MIM sta delineando con i frequenti provvedimenti normativi e bozze di linee guida (fra tutti le Nuove Indicazioni Nazionali 2025) e per rivendicare la scuola che ci sta a cuore e che vogliamo difendere, quella della Costituzione, una scuola pubblica e democratica.
(a cura della Redazione)17/09/2025

La scuola democratica è il miglior investimento per una società più equa e più colta, per una società che ha un futuro di pace.
Il disagio giovanile è anche il nostro di professionisti e professioniste che operiamo quotidianamente in un'istituzione stremata e impoverita.
Il Movimento di Cooperazione Educativa dice NO alle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola (la versione più recente è del 7 luglio 2025) che nelle intenzioni del MIM dovrebbero entrare in vigore a partire dall’a.s. 2026-27.
Insieme a numerose altre voci del mondo associativo riteniamo irricevibili il documento e l’idea di scuola, infanzia, cittadinanza, società delineata nel documento, come potete leggere in “MCE sulle Nuove Indicazioni 2025”. La bozza di tali Indicazioni è stata inoltre sottoposta al mondo della scuola per una consultazione-farsa con tempi strettissimi e modalità discutibili. L’intento di soffocare il dissenso non è stato però sufficiente a zittire chi, come noi, non accetta il tentativo di drammatico arretramento che queste Indicazioni rappresentano per la scuola e, di conseguenza, per la società tutta. Per gli stessi motivi
abbiamo già dichiarato e continuiamo ad affermare con decisione la nostra contrarietà all’inversione di marcia rispetto alla valutazione formativa, avvenuta con l’ordinanza n.3/2025, che rende vani gli sforzi compiuti negli ultimi cinque anni da insegnanti e famiglie per rendere più trasparenti e dunque più formative la rilevazione e la comunicazione dei processi e dei progressi di apprendimento. Un arretramento che risulta evidente anche nell’impostazione delle nuove linee guida sull’educazione civica
pubblicate il 7 settembre 2024.
Dopo la giornata di mobilitazione del 2 aprile scorso, è nato un tavolo nazionale interassociativo e sono sorte diverse reti territoriali che stanno organizzando numerose iniziative per sensibilizzare la cittadinanza, aprire spazi di discussione e chiedere risposte al governo.
Per tutti questi motivi il gruppo territoriale di Milano del MCE lancia un
APPELLO PER LA SCUOLA PUBBLICA DEMOCRATICA
rivolto a tutte le associazioni, i sindacati, i comitati e le persone interessate a difendere la scuola pubblica, la sua autonomia e il suo ruolo fondamentale di organo della Repubblica democratica.
L’appello dunque è rivolto a tutte e tutti coloro che si riconoscono in una scuola che:
- mette al centro della progettazione i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze E NON i contenuti disciplinari definiti dall’alto dei programmi ministeriali;
- offre ai soggetti le discipline come lenti per interpretare la realtà E NON come mero elenco di contenuti da memorizzare;
- accoglie le diversità e crea comunità, a partire dalla classe, piccola società di cui tutti e tutte sono cittadini e cittadine con pari dignità “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 della Costituzione) E NON impone l’assimilazione forzata alla cultura maggioritaria;
- concorre allo scopo di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo e l’effettiva partecipazione di tutti” E NON di selezionare le persone sulla base di una falsa meritocrazia;
- parte dalla relazione educativa in cui tutti i soggetti sono protagonisti attivi, portatori di conoscenze e competenze E NON dall’autorità del Magis su discenti passivi considerati minus;
- basa le scelte progettuali e didattiche sulle evidenze che arrivano dalla ricerca in campo educativo e sugli studi internazionali, oltre che sull’esperienza diretta di insegnanti riflessivi e in formazione continua E NON su un modello retrogrado di scuola “da libro Cuore” inadatto ad affrontare la realtà
Il disagio giovanile è anche il nostro di professionisti e professioniste che operiamo quotidianamente in un'istituzione stremata e impoverita.
Se ne parla giovedì 18 settembre 2025, ore 19, al Parco Trotter (ex-chiesetta, ingresso da via Padova 69).
COMUNICATO STAMPA
Il Movimento di Cooperazione Educativa dice NO alle Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola (la versione più recente è del 7 luglio 2025) che nelle intenzioni del MIM dovrebbero entrare in vigore a partire dall’a.s. 2026-27.
Insieme a numerose altre voci del mondo associativo riteniamo irricevibili il documento e l’idea di scuola, infanzia, cittadinanza, società delineata nel documento, come potete leggere in “MCE sulle Nuove Indicazioni 2025”. La bozza di tali Indicazioni è stata inoltre sottoposta al mondo della scuola per una consultazione-farsa con tempi strettissimi e modalità discutibili. L’intento di soffocare il dissenso non è stato però sufficiente a zittire chi, come noi, non accetta il tentativo di drammatico arretramento che queste Indicazioni rappresentano per la scuola e, di conseguenza, per la società tutta. Per gli stessi motivi
abbiamo già dichiarato e continuiamo ad affermare con decisione la nostra contrarietà all’inversione di marcia rispetto alla valutazione formativa, avvenuta con l’ordinanza n.3/2025, che rende vani gli sforzi compiuti negli ultimi cinque anni da insegnanti e famiglie per rendere più trasparenti e dunque più formative la rilevazione e la comunicazione dei processi e dei progressi di apprendimento. Un arretramento che risulta evidente anche nell’impostazione delle nuove linee guida sull’educazione civica
pubblicate il 7 settembre 2024.
Dopo la giornata di mobilitazione del 2 aprile scorso, è nato un tavolo nazionale interassociativo e sono sorte diverse reti territoriali che stanno organizzando numerose iniziative per sensibilizzare la cittadinanza, aprire spazi di discussione e chiedere risposte al governo.
Per tutti questi motivi il gruppo territoriale di Milano del MCE lancia un
APPELLO PER LA SCUOLA PUBBLICA DEMOCRATICA
rivolto a tutte le associazioni, i sindacati, i comitati e le persone interessate a difendere la scuola pubblica, la sua autonomia e il suo ruolo fondamentale di organo della Repubblica democratica.
L’appello dunque è rivolto a tutte e tutti coloro che si riconoscono in una scuola che:
- mette al centro della progettazione i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze E NON i contenuti disciplinari definiti dall’alto dei programmi ministeriali;
- offre ai soggetti le discipline come lenti per interpretare la realtà E NON come mero elenco di contenuti da memorizzare;
- accoglie le diversità e crea comunità, a partire dalla classe, piccola società di cui tutti e tutte sono cittadini e cittadine con pari dignità “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 della Costituzione) E NON impone l’assimilazione forzata alla cultura maggioritaria;
- concorre allo scopo di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo e l’effettiva partecipazione di tutti” E NON di selezionare le persone sulla base di una falsa meritocrazia;
- parte dalla relazione educativa in cui tutti i soggetti sono protagonisti attivi, portatori di conoscenze e competenze E NON dall’autorità del Magis su discenti passivi considerati minus;
- basa le scelte progettuali e didattiche sulle evidenze che arrivano dalla ricerca in campo educativo e sugli studi internazionali, oltre che sull’esperienza diretta di insegnanti riflessivi e in formazione continua E NON su un modello retrogrado di scuola “da libro Cuore” inadatto ad affrontare la realtà
contemporanea;
- fa ricerca con i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze lavorando sulle fonti e costruisce gli apprendimenti in un intenso dialogo e ascolto delle loro parole E NON propone racconti agiografici decontestualizzati per costruire un’idea acritica e strumentale di patria;
- considera essenziale l’educazione sessuoaffettiva come parte integrante dell’educazione civica e forma di prevenzione delle violenze di genere;
- dà dignità professionale agli/alle docenti lavoratori/lavoratrici e ne garantisce la libertà d’insegnamento.
In vista di un’ampia mobilitazione nazionale diffusa sui territori, prevista per il prossimo 18 ottobre, invitiamo tutte le realtà presenti sul territorio milanese e lombardo a partecipare a un incontro di confronto in presenza per organizzare e coordinare azioni concrete in difesa della scuola pubblica.
L’appuntamento è presso il Parco Trotter (Milano) giovedì 18 settembre alle ore 19.
Vi chiediamo di segnalarci tempestivamente la vostra intenzione di aderire, in modo da potervi tenere aggiornat* sull’organizzazione, scrivendo a
- fa ricerca con i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze lavorando sulle fonti e costruisce gli apprendimenti in un intenso dialogo e ascolto delle loro parole E NON propone racconti agiografici decontestualizzati per costruire un’idea acritica e strumentale di patria;
- considera essenziale l’educazione sessuoaffettiva come parte integrante dell’educazione civica e forma di prevenzione delle violenze di genere;
- dà dignità professionale agli/alle docenti lavoratori/lavoratrici e ne garantisce la libertà d’insegnamento.
In vista di un’ampia mobilitazione nazionale diffusa sui territori, prevista per il prossimo 18 ottobre, invitiamo tutte le realtà presenti sul territorio milanese e lombardo a partecipare a un incontro di confronto in presenza per organizzare e coordinare azioni concrete in difesa della scuola pubblica.
L’appuntamento è presso il Parco Trotter (Milano) giovedì 18 settembre alle ore 19.
Vi chiediamo di segnalarci tempestivamente la vostra intenzione di aderire, in modo da potervi tenere aggiornat* sull’organizzazione, scrivendo a
milano@mce-fimem.it
