Il CAM diventa Casa di Quartiere
Dal gennaio 2025 in Municipio 3 è iniziata la coprogettazione che ha dato il via a molte novità all’interno del CAM Valvassori Peroni, coinvolgendo l’associazione Spazio Ireos come capofila e la Cooperativa Cascina Biblioteca.
(a cura della Redazione)15/09/2025

Intervista ad Agnese Pennati di Cascina biblioteca e Manuela Chiodi di Spazio Ireos.
Spazio Ireos è una cooperativa sociale che offre attività educative, didattiche, formative e di assistenza per bambini e adulti, Cascina Biblioteca è una cooperativa di solidarietà sociale che si occupa di inclusione sociale, servizi alla persona e inserimenti lavorativi. Promuove attività rivolte a minori, famiglie e adulti in situazione di fragilità. Entrambe le realtà lavorano a Milano, in particolare nel Municipio 3 e nell’hinterland.
1. Quali altre associazioni del Municipio 3 sono coinvolte in questo progetto?
Per realizzare la coprogettazione della Casa di Quartiere Valvassori Peroni è stata creata un ATS tra Spazio Ireos, gestore storico del CAM, come capofila e Cascina Biblioteca come altro partner.
Il progetto di coprogettazione, inoltre, vede come parte attiva insieme all’ATS il Municipio 3, al fine di favorire una sinergia costante tra Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore. Un modello di gestione basato sul principio dell’amministrazione condivisa.
Non ci sono altri attori coinvolti strutturalmente nel progetto, ma una rete di collaborazione sul territorio, che vede il coinvolgimento di altri enti ed associazioni, in parte già sviluppata a partire dall’esperienza dei partner precedente, in parte in continua crescita e potenziamento.
2. Che cosa erano i CAM (Centri Aggregativi Multifunzionali)? A chi erano rivolti e cosa offrivano?
Spazio Ireos è una cooperativa sociale che offre attività educative, didattiche, formative e di assistenza per bambini e adulti, Cascina Biblioteca è una cooperativa di solidarietà sociale che si occupa di inclusione sociale, servizi alla persona e inserimenti lavorativi. Promuove attività rivolte a minori, famiglie e adulti in situazione di fragilità. Entrambe le realtà lavorano a Milano, in particolare nel Municipio 3 e nell’hinterland.
1. Quali altre associazioni del Municipio 3 sono coinvolte in questo progetto?
Per realizzare la coprogettazione della Casa di Quartiere Valvassori Peroni è stata creata un ATS tra Spazio Ireos, gestore storico del CAM, come capofila e Cascina Biblioteca come altro partner.
Il progetto di coprogettazione, inoltre, vede come parte attiva insieme all’ATS il Municipio 3, al fine di favorire una sinergia costante tra Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore. Un modello di gestione basato sul principio dell’amministrazione condivisa.
Non ci sono altri attori coinvolti strutturalmente nel progetto, ma una rete di collaborazione sul territorio, che vede il coinvolgimento di altri enti ed associazioni, in parte già sviluppata a partire dall’esperienza dei partner precedente, in parte in continua crescita e potenziamento.
2. Che cosa erano i CAM (Centri Aggregativi Multifunzionali)? A chi erano rivolti e cosa offrivano?
A Milano erano presenti 35 CAM (Centri di Aggregazione Multifunzionale), ospitati all’interno di spazi di proprietà del Comune e, fino ad oggi, gestiti attraverso appalti di servizio assegnati, a seguito di gara d’appalto, alle realtà del Terzo Settore che si candidavano. Questi spazi sono sempre stati orientati alla promozione della partecipazione sociale, offrendo attività ricreative, culturali, formative e sportive
accessibili gratuitamente a tutte le fasce di età.
Anche nella nuova fase di coprogettazione l’obiettivo originario – creare luoghi aperti e inclusivi per tutta la cittadinanza attraverso attività aggregative/ludico ricreative – resta centrale, cambia però la modalità gestionale, infatti, è richiesto un approccio partecipativo che mira a rifocalizzare l’offerta su diversi target anagrafici, orari più ampi e nuove collaborazioni, promuovendo centri aggregativi dinamici, in grado di
rispondere ai bisogni emergenti della comunità e di rafforzare la coesione sociale e il benessere dei cittadini.
3. Quale motivazione o necessità ha suggerito l’aggregazione dei centri sociali già presenti sul territorio alla Casa di Quartiere?
Crediamo che le motivazioni che hanno spinto il comune ad avviare questo processo siano molte, concretamente connesse al nuovo modello di welfare cittadino, prestando però attenzione alle specificità di singoli municipi.
Nel Municipio 3, per esempio, ci sono pochi spazi di proprietà del comune adibiti a tale utilizzo. Oltre alla nostra, ci sono le altre due nuove Case di Quartiere, le ex CSRC (Centri Anziani), che anche loro stanno vivendo un cambiamento similare, anche se provengono da storie e gestioni differenti.
Uno degli obiettivi di questo Municipio, quindi, è quello di riuscire ad essere sempre più capillari e diffusi, andando a capire quali altri spazi nei quartieri possano diventare luoghi in cui poter proporre delle attività, gratuite e aperte a tutti, che siano gestite dalla Casa Di Quartiere, ma che siano delocalizzate all’interno di tutto il municipio.
Un altro motivo fondamentale riguarda le potenzialità di utilizzo degli spazi. E’ emerso che i CAM, in certi orari o giorni, erano sottoutilizzati, prevalentemente per motivi gestionali. Per questo motivo è stato definito che nella co-progettazione è possibile valutare di integrare l’offerta di base gratuita dei Centri con corsi extra a pagamento, puntando a incrementare l’orario di apertura includendo anche orari serali o nel fine settimana.
4. Rispetto alle proposte che offriva precedentemente il CAM - corsi per i cittadini attivi, soprattutto anziani - quali progetti avete organizzato e in cosa si differenziano?
Il processo di ridefinizione del modello storico di gestione dei CAM ha preso il via a livello Comunale a fine del 2023, ma è diventato attuativo, dopo le prime fasi di coprogrammazione e coprogettazione tra tutte le parti coinvolte, solo ad inizio 2025.
E’ quindi da pochi mesi che le nostre due cooperative hanno iniziato a lavorare in quest’ottica, con tutte le fatiche (prevalentemente di allineamento burocratico, anche con il resto del Comune) che accompagnano l’inizio di ogni nuovo progetto.
Ci siamo concentrati su due aspetti: ampliare le attività proposte e coinvolgere più persone.
Abbiamo pensato a famiglie, adolescenti e giovani adulti, con attività come yoga per bambini e adulto di riferimento, incontri per genitori, laboratori di macramè per adolescenti, ciclomeccanica, teatro inclusivo per giovani adulti. Sicuramente far in modo che la Casa di Quartiere possa diventare un luogo di aggregazione sociale per tutti i cittadini e le cittadine, soprattutto i giovani, è una delle sfide più grandi della coprogettazione, ed è un po' da qui che abbiamo voluto partire.
Allo stesso tempo, abbiamo provato a coinvolgere ulteriormente chi già frequentava il CAM, invitando i fruitori storici a partecipare attivamente, proponendo idee di attività e collaborazioni, o aiutandoci come volontari.
La ricerca di volontari, infine, è stata aperta a tutti i cittadini, con l’idea di coinvolgere sempre più persone che possano aiutarci a far vivere lo spazio.
5. Sono progetti a scadenza trimestrale, quanto costano?
Per quanto riguarda le attività a titolo gratuito – attualmente lo sono tutte -, al fine di garantire una più ampia partecipazione dell’utenza, si è definito di mantenere una programmazione delle attività su base trimestrale o quadrimestrale, prevedendo di inserire nuove persone al termine del periodo. A queste si aggiungono proposte temporanee eventi speciali e temporanei come feste, laboratori, workshop e incontri
culturali. Queste ulteriori proposte mirano soprattutto a promuovere la collaborazione con altri enti e associazioni, nonché a poter garantire l’accesso alla casa di quartiere a più persone possibile.
La maggior parte delle attività è gratuita. In alcuni casi, per corsi particolarmente innovativi o molto richiesti, può essere prevista una piccola compartecipazione, nell’ottica di utilizzare i fondi per potenziare le attività.
Le iscrizioni si fanno online, sul sito dedicato ( https://spazioireos.com/casa-di- quartiere-municipio-3/) , dove si trovano anche tutte le informazioni e il calendario aggiornato.
6. Siete in contatto anche con altre associazioni che hanno proposte autonome?
accessibili gratuitamente a tutte le fasce di età.
Anche nella nuova fase di coprogettazione l’obiettivo originario – creare luoghi aperti e inclusivi per tutta la cittadinanza attraverso attività aggregative/ludico ricreative – resta centrale, cambia però la modalità gestionale, infatti, è richiesto un approccio partecipativo che mira a rifocalizzare l’offerta su diversi target anagrafici, orari più ampi e nuove collaborazioni, promuovendo centri aggregativi dinamici, in grado di
rispondere ai bisogni emergenti della comunità e di rafforzare la coesione sociale e il benessere dei cittadini.
3. Quale motivazione o necessità ha suggerito l’aggregazione dei centri sociali già presenti sul territorio alla Casa di Quartiere?
Crediamo che le motivazioni che hanno spinto il comune ad avviare questo processo siano molte, concretamente connesse al nuovo modello di welfare cittadino, prestando però attenzione alle specificità di singoli municipi.
Nel Municipio 3, per esempio, ci sono pochi spazi di proprietà del comune adibiti a tale utilizzo. Oltre alla nostra, ci sono le altre due nuove Case di Quartiere, le ex CSRC (Centri Anziani), che anche loro stanno vivendo un cambiamento similare, anche se provengono da storie e gestioni differenti.
Uno degli obiettivi di questo Municipio, quindi, è quello di riuscire ad essere sempre più capillari e diffusi, andando a capire quali altri spazi nei quartieri possano diventare luoghi in cui poter proporre delle attività, gratuite e aperte a tutti, che siano gestite dalla Casa Di Quartiere, ma che siano delocalizzate all’interno di tutto il municipio.
Un altro motivo fondamentale riguarda le potenzialità di utilizzo degli spazi. E’ emerso che i CAM, in certi orari o giorni, erano sottoutilizzati, prevalentemente per motivi gestionali. Per questo motivo è stato definito che nella co-progettazione è possibile valutare di integrare l’offerta di base gratuita dei Centri con corsi extra a pagamento, puntando a incrementare l’orario di apertura includendo anche orari serali o nel fine settimana.
4. Rispetto alle proposte che offriva precedentemente il CAM - corsi per i cittadini attivi, soprattutto anziani - quali progetti avete organizzato e in cosa si differenziano?
Il processo di ridefinizione del modello storico di gestione dei CAM ha preso il via a livello Comunale a fine del 2023, ma è diventato attuativo, dopo le prime fasi di coprogrammazione e coprogettazione tra tutte le parti coinvolte, solo ad inizio 2025.
E’ quindi da pochi mesi che le nostre due cooperative hanno iniziato a lavorare in quest’ottica, con tutte le fatiche (prevalentemente di allineamento burocratico, anche con il resto del Comune) che accompagnano l’inizio di ogni nuovo progetto.
Ci siamo concentrati su due aspetti: ampliare le attività proposte e coinvolgere più persone.
Abbiamo pensato a famiglie, adolescenti e giovani adulti, con attività come yoga per bambini e adulto di riferimento, incontri per genitori, laboratori di macramè per adolescenti, ciclomeccanica, teatro inclusivo per giovani adulti. Sicuramente far in modo che la Casa di Quartiere possa diventare un luogo di aggregazione sociale per tutti i cittadini e le cittadine, soprattutto i giovani, è una delle sfide più grandi della coprogettazione, ed è un po' da qui che abbiamo voluto partire.
Allo stesso tempo, abbiamo provato a coinvolgere ulteriormente chi già frequentava il CAM, invitando i fruitori storici a partecipare attivamente, proponendo idee di attività e collaborazioni, o aiutandoci come volontari.
La ricerca di volontari, infine, è stata aperta a tutti i cittadini, con l’idea di coinvolgere sempre più persone che possano aiutarci a far vivere lo spazio.
5. Sono progetti a scadenza trimestrale, quanto costano?
Per quanto riguarda le attività a titolo gratuito – attualmente lo sono tutte -, al fine di garantire una più ampia partecipazione dell’utenza, si è definito di mantenere una programmazione delle attività su base trimestrale o quadrimestrale, prevedendo di inserire nuove persone al termine del periodo. A queste si aggiungono proposte temporanee eventi speciali e temporanei come feste, laboratori, workshop e incontri
culturali. Queste ulteriori proposte mirano soprattutto a promuovere la collaborazione con altri enti e associazioni, nonché a poter garantire l’accesso alla casa di quartiere a più persone possibile.
La maggior parte delle attività è gratuita. In alcuni casi, per corsi particolarmente innovativi o molto richiesti, può essere prevista una piccola compartecipazione, nell’ottica di utilizzare i fondi per potenziare le attività.
Le iscrizioni si fanno online, sul sito dedicato ( https://spazioireos.com/casa-di- quartiere-municipio-3/) , dove si trovano anche tutte le informazioni e il calendario aggiornato.
6. Siete in contatto anche con altre associazioni che hanno proposte autonome?
Al momento il grande lavoro che stiamo portando avanti è quello lavoro di messa in rete con le altre CdQ e associazioni del territorio, con l’obiettivo di conoscere a fondo i programmi e le attività già in essere, valorizzare le diverse competenze e progettualità esistenti, ed evitare sovrapposizioni nelle proposte. Questo processo rafforza il lavoro di comunità e promuove una pianificazione condivisa e coerente, in
grado di rispondere in modo più efficace ai bisogni reali del territorio.
grado di rispondere in modo più efficace ai bisogni reali del territorio.
