Tanta strada fatta insieme ai Rom e tanta da fare ancora

Pubblichiamo volentieri e con convinzione questa lettera dei nostri amici attivisti che hanno fatto molto e molto continuano a fare ormai da diciassette anni per i Rom dei nostri quartieri periferici, in particolare Lambrate e Ortica, e sollecitano il vostro sostegno, soprattutto un aiuto economico per la scuola e lo studio di bambin* e ragazz* di queste famiglie. ()
Segnale stradale italiano 1981   scuolabus.svg
Carissimi amici e carissime amiche,

ci sono capitati in mano per caso, in questi giorni, alcuni racconti dei primissimi anni di amicizia con le famiglie rom. A volte è utile ritornare un attimo nel passato, perché aiuta a comprendere il presente.

Erano storie di bambini che per andare a scuola percorrevano lunghi tratti negli sterpi o nella neve prima di arrivare a un marciapiede. Storie di genitori che ci chiedevano coperte e candele, e che abbassavano gli occhi davanti al figlio che chiedeva i soldi per il biglietto dell’autobus. Storie di professori che acquistavano l’abbonamento ATM per gli alunni rom, e di bambini che invitavano alla festa di compleanno i compagni che abitavano in baracca. Storie di freddo, di paura degli sgomberi e dei controlli che avvenivano nella notte, di baracche e di cavalcavia, di docce fatte negli oratori e di ustioni per fuochi fatti in baracca per scaldarsi, ma troppo pericolosi.

Mescolato a tutto questo c’era però un esercito silenzioso, neanche tanto visto lo spazio che per due anni quasi ogni giorno ci dedicarono tv e giornali, che iniziando dalle coperte e dal cibo, dai rapporti con le scuole e con la gente milanese, dalle scarpe per chi non ne aveva più e da un cappuccio preso insieme al bar in una giornata di gelo, ha tessuto una storia che oggi ci fa sembrare quei fatti lontani, quasi dimenticati.

Oggi possiamo parlare dei primi due ragazzi rom all’Università, e degli altri 130 che li seguono, dalla materna in su. Alcuni già dal nido. Da settembre anche una ragazza inizia l'università e questo ci riempie di orgoglio, pensando all'importanza dell'emancipazione femminile. Il percorso, ormai di 17 anni, che queste famiglie rom stanno facendo, specie tramite la scolarizzazione, è un modello osservato e studiato da tanti. Qualcuno dei nostri ragazzi, è vero, ha lasciato la scuola prima di terminarla, tanti fanno fatica perché la povertà culturale delle famiglie costituisce un freno, ma è pur vero che in una manciata di anni è stata fatta la rivoluzione. Una sorta di “Quarto stato” in cui noi e i rom siamo raffigurati insieme, e di strada, sempre insieme, ne abbiamo fatta tantissima.

Uno dei primissimi incontri, fatto nel 2010 nella chiesa di San Martino a Lambrate, si chiamava proprio così “Impreûna”, “Insieme” nella lingua romanes. Ora il nostro compito di accompagnamento non è più così duro e nemmeno così evidente, e questo paradossalmente lo rende più difficile. Ci servono volontari per aiutare nello studio, e ci servono fondi perché la scuola ha dei costi non sempre sostenibili dalle famiglie. Dove possibile facciamo in modo anche che bambini e ragazzi frequentino uno sport. Con l’entusiasmo e la consapevolezza di avere fatto davvero una rivoluzione, vi chiediamo di continuare con noi - aiutando nello studio - sostenendo le borse di studio con un aiuto economico (sotto indichiamo l'IBAN).

Grazie per questo cammino insieme, grazie a chi c’è dal primo giorno e a chi si è inserito in questa corrente da tanto o da poco tempo. Non importa la lunghezza del tempo, importa scorrere nella direzione giusta, con gli altri. Vi ringraziamo fin d’ora per il sostegno che vorrete continuare a darci anche quest'anno. Vi chiediamo quindi un gesto di sostegno e amicizia per poter continuare quella storia, è il sostegno alle BORSE DI STUDIO, con una donazione (detraibile fiscalmente con copia del bonifico) sul c/c della Comunità di Sant’Egidio:

IBAN IT26Q0538701665000042434380 - Ê molto importante indicare la causale ROM!

Un abbraccio e un caro saluto a tutti e a tutte!

Con amicizia e affetto,
Stefano Pasta, Flaviana Robbiati, Maura Sianesi, Assunta Vincenti

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