Il Pratone e una strada che prima non c'era

Poi, dieci anni fa, è arrivato il cantiere della M4. Il prato è sparito, sostituito da macchinari, terra smossa e ruspe. Il cantiere era necessario, certo, e si era promesso che il pratone sarebbe tornato. Ma intanto si è scavato, lavorato, costruito.
Alla fine, le stazioni della metropolitana e delle ferrovie sono arrivate. E con esse, anche quello che pensavamo fosse almeno il ripristino del parco.
Durante i lavori le associazioni del quartiere — Comitato Pratone, Associazione Grande Parco Forlanini, Comitato Argonne Susa — hanno chiesto qualcosa di semplice: prati, alberi, superfici permeabili, il vecchio muro come memoria, attivare il sottopasso ferroviario già esistente tra via Cavriana e via Mezzofanti, per andare a piedi o in bicicletta al vicino Forlanini.
Ma soprattutto: nessuna inutile pavimentazione e asfaltatura, ridurre al minimo quanto è indispensabile rendendolo compatibile ambientalmente, nessuna strada larga, non portare nel Pratone nuovo traffico.
Inascoltati, il risultato è un giardino dimezzato, tagliato da uno stradone d’asfalto inutile, pericoloso per i bambini, inquinante, uno spazio invaso da cordoli e cordolini, impermeabile e rovente.
