Il ricatto di Big Oil e l’inganno della politica

Il vertiginoso aumento del prezzo del gas non ha spiegazioni logiche, la risposta dei governi è contro il buon senso. ()
bollettaelIl prezzo del gas è aumentato in un brevissimo arco di tempo di circa dieci volte facendo aumentare a dismisura gli introiti e i profitti delle compagnie che hanno in mano il mercato delle fonti energetiche fossili.
Dopo tanto parlare di transizione ecologica sta avvenendo esattamente il contrario di quanto le governances mondiali hanno dichiarato necessario fare, riconoscendo la gravità della crisi cilimatica, ossia avviare la transizione ecologica o il Green New Deal, che dir si voglia, annunciato.

La logica e il buon senso vorrebbero che, se i combustibili fossili, carbone, petrolio e gas naturale, devono essere progressivamente dismessi entro i prossimi anni (per alcuni il 2030, per altri il 2035, altri ancora il 2050), come il mondo scientifico si affanna da decenni a implorare, ed essere rimpiazzati dalle energie rinnovabili, eolico, idraulico, solare, il loro valore dovrebbe diminuire. Non è pensabile che in futuro il 100% del fabbisogno energetico mondiale sia fornito dalle rinnovabili, diciamo sarebbe una buona cosa che si arrivasse quanto prima ad un 80 % e che le disponibilità di gas naturale non vengano consumate forsennatamente, dovranno poter garantire ancora un margine di riserva, se si si vuol essere previdenti.

Ma non pare che sia una preoccupazione né dei governi e né delle big companies quella di essere previdenti, anzi visto che non si può negare pubblicamente di essere contro la transizione ecologica si mettono in atto manovre diversive, mentre il parlamento europeo delibera, contro ogni ragionevolezza, con il parere contrario di alcuni paesi membri e di alte personalità politiche e comitati tecnici, con il benestare italiano, francese, tedesco, che il gas e il nucleare sono una scelta che rientra nella tassonomia verde europea e che potranno così godere di investimenti considerati sostenibili. In pratica si avallano i finanziamenti già concessi dalle banche alle ricerche di nuovi giacimenti, si finanziano le imprese energetiche per i progetti nel campo dei combustibili fossili e del nucleare, si sfavoriscono gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili.

Il vertiginoso rialzo del prezzo del gas combustibile viene attribuito a cause indipendenti dalla volontà di chi stabilisce i prezzi, c’è stato poco vento, i parchi eolici nel mare del Nord hanno avuti drastici cali di produzione, ha piovuto poco, sarà anche vero, ma intanto le società energetiche hanno potuto realizzare maggiori introiti e maggiori profitti.

Il rialzo del prezzo del gas sta offrendo anche lo spunto agli attuali governanti ed esponenti del mondo economico-finanziario per dimostrare che le politiche verdi si traducono in un danno per le classi meno abbienti, che si ritroveranno più povere e mal messe di prima. Si devono cancellare le già deboli concessioni alle riduzioni della CO2 e si lanciano campagne di disinformazione sempre più aggressive (nucleare, idrogeno verde, nucleare pulito, captazione CO2).

Le misure prese dal nostro governo per fronteggiare lo sbalorditivo aumento dell’energia, esclusivamente dovuto al rialzo del prezzo del gas, con ripercussioni gravissime sul nostro tessuto economico e sui bilanci familiari, quali sono state?

Prima principale misura. Per alleviare il caro-bolletta qualcuno aveva ventilato l’idea di tassare gli extra profitti che le maggiori società energetiche si ritrovano a bilancio; ora, se non sbaglio, si pensa di togliere dalle disponibilità dell’erario qualche miliardo di euro, ossia di passare da una tassazione diretta, ad una tassazione indiretta, paghiamo tutti per ripianare il caro-bolletta.

Seconda principale misura. Riduzione degli investimenti e revisione dei piani per finanziare le energie rinnovabili, già alquanto ridotti nel paniere del miliardi del PNRR, rinviando ancora una volta quella effettiva conversione ecologica che deve riguardare i nostro sistema economico e nostri stili di vita.

Don’t look up!


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