L’impegno dei cittadini per salvare l'ambiente

Abbiamo intervistato Luciana Bordin del Comitato la Goccia, in prima linea nella salvaguardia del grande polmone verde rinato alla Bovisa. ()

bovisagoccia.original.xNello scorso giugno 2021 è stato presentato un ricorso contro l'Accordo di Programma tra il Comune e il Politecnico di Milano che riguarda il futuro della Goccia, un’area di 42 ettari dove la natura ha ripreso possesso dei luoghi una volta occupati dalle officine di produzione del gas di città, dismesse da oltre cinquant’anni.
Il cittadini della zona riuniti nel Comitato della Goccia sin dal 2012 si sono attivati per proteggere il patrimonio comune rappresentato dall’area verde della Bovisa, oggi ricoperta da un bosco con alberi di alto fusto e da una rigogliosa vegetazione, un grande polmone verde dentro i confini del Comune, minacciato dai programmi che, secondo il Comitato, non offrono vere garanzie di conservazione del sito su cui la natura ha di fatto ricreato una importante risorsa ambientale.
L’Accordo lascia in effetti mano libera ad ogni tipo di intervento futuro e perciò i cittadini hanno presentato un ricorso a difesa del verde chiedendo di essere resi partecipi delle decisioni sul destino dell’area, ricorso presentato al Coniglio di Stato, che il Comune ha ottenuto venga discusso presso il TAR della Lombardia.

Ricordiamo che l’amministrazione milanese con una votazione in Consiglio ha deliberato nel 2019 per il Comune di Milano lo stato di emergenza climatica, impegnandosi con ciò di fronte alla cittadinanza a dare priorità ai provvedimenti che mirano alla salvaguardia dell'ambiente, alla conservazione del suolo e degli alberi.

Il Comitato da anni sta presidiando il sito della Bovisa e organizza visite e incontri per sensibilizzare la cittadinanza sul problema; abbiamo chiesto a Luciana Bordin, prima firmataria del ricorso sottoscritto da 140 cittadini, a che punto è la situazione.

Come si è arrivati alla decisione di presentare questo ricorso?

Nel tempo abbiamo più volte tentato di avere un confronto con le Istituzioni ma visto che il Comune di Milano ha ritenuto, in accordo col Politecnico, di procedere senza la prevista consultazione dei cittadini, in totale assenza di trasparenza e in spregio delle regole dell'Urbanistica vigenti a livello nazionale, non ci è rimasta altra via che ricorrere alla magistratura. Per meglio informare i cittadini, lo scorso aprile abbiamo organizzato una conferenza on line per informare chi non conosce questa stupefacente foresta urbana e chi è interessato a tutelarla.

Il Comitato sta sostenendo un impegno gravoso per tutelare il bene pubblico che la Goccia oggi costituisce. Com’è stata la risposta alla raccolta fondi che avete lanciato?

Non riceviamo finanziamenti pubblici ma ci autososteniamo con i contributi dei volontari e degli amici e dobbiamo ovviamente pagare le spese legali. Abbiamo lanciato una raccolta sulla piattaforma gofundme chiedendo di aiutarci, anche con piccole cifre. La raccolta è andata abbastanza bene ma abbiamo bisogno di altre contribuzioni per arrivare a coprire le spese. Rinnoviamo pertanto l’invito a diffondere la nostra azione a difesa degli alberi della Goccia.

Il Comitato sta pensando anche ad altre iniziative per la difesa del territorio?

Per far conoscere questa preziosa area, che è importante non solo per la Bovisa ma per tutta la città di Milano, il Comitato la Goccia è stato tra i promotori della Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano, che riunisce diverse associazioni e comitati che si battono per una città più a misura di chi la abita. Per coinvolgere la cittadinanza partecipiamo a diverse iniziative quale quella recente promossa dal WWF, che ha visto centinaia di persone meravigliarsi di fronte allo spettacolo della natura e delle sculture installate nel Bosco della Goccia.

Grazie a Luciana e ai cittadini del Comitato della Goccia la lotta al cambiamento climatico avviene oggi attraverso le azioni concrete portate avanti da quanti si impegnano a salvaguardare l’ambiente, il verde , gli alberi, la biodiversità ovunque possibile, dal basso, sul territorio. Dalle istituzioni, dalla politica, dalle COP varie abbiamo ricevuto annunci e proclami. Ben poco si è fatto, se non opporre resistenze e rinvii, mentre la questione rimane all’ordine del giorno sempre più urgente, il clima è un argomento usato dal marketing per catturare l’attenzione dell’opinione pubblica e pubblicizzare prodotti, dalla politica per mietere consenso, dai media per raccogliere “audience” sfruttando la popolarità del momento “ambientalista”.

Per il crowdfunding clicca qui: https://gofund.me/d248aca1.
Per inviare direttamente un contributo con bonifico su Postepay intestato a Luciana Bordin
IBAN IT78N3608105138214382614394 - causale "Ricorso Comitato la Goccia".

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