Tinin Mantegazza. Le sette vite di un creativo irriverente

Dal 16 ottobre al 21 novembre, il Teatro Munari ospita una grande mostra dedicata a uno dei personaggi più poliedrici della nostra cultura. ()

Manifesto Mostra Tinin Mantegazza (1)Di Agostino Mantegazza detto Tinin il nostro giornale aveva pubblicato tempo fa la recensione della sua raccolta di racconti “La libraia di piazzale Loreto”, quasi tutti ambientati nel nostro territorio negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale.
Lo stesso Mantegazza, in quegli anni, abitava in via Vallazze 15, come lui stesso racconta nell’introduzione del suo bel libro.

Ora che Tinin ha abbandonato per sempre questa valle di lacrime, il Teatro del Buratto, il suo teatro, gli dedica una mostra per ricordare un personaggio eclettico che nell’ampio mondo dell’arte si è espresso a più livelli: illustratore, pittore, autore teatrale e televisivo, regista, animatore, scrittore, talent scout, solo per citare le sue attività più ricorrenti.

Con la moglie Velia, complice di vita e di creatività artistica, aveva tra l’altro fondato il Teatro del Buratto di cui per tantissimi anni ne erano stati anima e corpo.
E proprio questo teatro, nella sua nuova sede del Teatro Bruno Munari, ha pensato di allestire in suo omaggio una esposizione con oltre 250 disegni originali, dipinti, pupazzi, fotografie, oggetti di scena e filmati vari.
La mostra proviene in parte dal Museo Civico della Cappuccine di Bagnacavallo dove si è tenuta nel 2019.

A uno anno dalla sua scomparsa, Tinin Mantegazza viene ricordato attraverso le sue poliedriche attività che lo resero protagonista, insieme alla moglie Velia, della cultura milanese e italiana della seconda metà del ‘900.
Le sue prime illustrazioni per il Corriere dei Piccoli risalgono al 1950 e nei primi anni ’50 del secolo scorso tiene mostre di pittura in varie gallerie. Negli anni ’60 si inventa la Galleria d’arte La Muffola dove espongono artisti come Lucio Fontana, Aligi Sassu, Emanuele Luzzati e Roberto Crippa.
Nello spazio, che più tardi prenderà il nome di Cab 64, si esibiscono Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Cochi e Renato, Bruno Lauzi e Gino Negri.

Una formula creativa per coniugare l’arte alla musica e al cabaret.
Ma gli interessi di Mantegazza sono inesauribili, eccolo creare pupazzi animati per il teatro e la televisione, fondare con la moglie e con Jolanda Cappi il Teatro del Buratto (1978) e dirigere il Teatro Verdi che diviene in quegli anni uno dei palcoscenici più innovativi di Milano.
Per L’ Albero Azzurro, trasmissione televisiva destinata ai ragazzi, crea il pupazzo Dodò, collabora con il programma Il Fatto di Enzo Biagi e inventa il personaggio Signor Toto.

Non mancano certo attività di scrittura: racconti, filastrocche, ricordi.
Per rendersi conto della versatilità creativa di Tinin Mantegazza non resta che visitare la mostra a lui dedicata che resterà aperto presso il Teatro Munari in via Giovanni Bovio 5 dal 16 ottobre al 21 novembre.

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Per saperne di più: Teatro del Buratto tel. 0227002476, prenotazioni@teatrodelburatto.it

Tinin Mantegazza, un artista molto creativo e molto irriverente a cui la cultura italiana deve molto.


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