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Riforma Fornero e dimissioni Le novità nella disciplina delle dimissioni della lavoratrice e del lavoratore con la riforma Fornero (l. 92/2012) - Tentativi di impedire l’utilizzo delle “dimissioni in bianco”.
(Avv. Barbara Fezzi) 04/12/2012
[Presente nella rubrica Diritto di Famiglia]
8 marzo. Tajani: “Contenta per disponibilità Ministro Fornero su lettera dimissioni in bianco: stralcio in tempi brevi”

“Sono contenta che il Ministro Fornero ritenga necessario intervenire per impedire che, al momento dell’assunzione, alle donne venga chiesto di firmare una lettera di dimissioni in bianco. Auspico che la sua intenzione si traduca in tempi brevi con la reintroduzione di una norma che vieti questa prassi discriminatoria e reazionaria: lo stralcio di questo aspetto deve avvenire in maniera autonoma rispetto alla discussione più generale sulla riforma del lavoro, la cui elaborazione avrà inevitabilmente un iter lungo”.
Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche per il Lavoro e Sviluppo economico Cristina Tajani.


(CS Comune di Milano) 08/03/2012
[Presente nella rubrica Consiglio Comunale]
Tutela della maternità: non parole, ma fatti
Si continua a parlare di "aberranti pratiche", "clausole che indignano", ma le risoluzioni, dopo il botto iniziale, sembrano cadere nel vuoto, irrisolte e inique mannaie sul diritto alla tutela della maternità. Ne sono un esempio i recenti fatti che riguardano i contratti dei precari alla RAI. Ma ora basta: il 23 febbraio una delegazione di donne ha presentato un appello unitario indirizzato alle più alte cariche dello Stato per il ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco.
(Marzia Franteschi) 29/02/2012
[Presente nella rubrica Lavoro al femminile]
Dimissioni in bianco: il ministro Fornero ci riprova

Varata da Prodi nel 2007, abrogata appena dopo un anno dal governo Berlusconi, la norma sulle dimissioni in bianco è di nuovo nell'agenda del Governo per abolire una pratica illegale che obbliga la lavoratrice, all'atto dell'assunzione, a firmare una lettera di dimissioni priva di data che sarà utilizzata al momento del "lieto annuncio", cioè quando la donna annuncerà al suo datore di lavoro lo stato di gravidanza, aggirando così non solo l'articolo 18 ma qualsiasi forma di indennità prevista per legge.

(Vincenzo Robustelli, Marzia Frateschi) 17/01/2012
[Presente nella rubrica Lavoro al femminile]