Cosa ci fanno le parigine a Lambrate?

Via Conte Rosso a Lambrate al centro di una curiosa vicenda di arredo urbano. I vigili localii, codice della strada alla mano, contro la creatività dei cittadini. Un bell’esempio di rigidità burocratica.

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parigine immagine

Ai miei tempi, come direbbe una persona di una certa età, le parigine erano dei filoncini di pane croccante per mangiare il quale ci volevano denti buoni, come diceva mio nonno.

Per altro, sono dette parigine anche calze da donna lunghe oltre il ginocchio, molto molto sexy.

Ora che, quanto meno, le parigine intese come pagnotte non sono più in vendita dal fornaio (anche la forma del pane passa di moda), le parigine sono conosciute come pali dissuasori che prendono il nome dalla città che le ha massicciamente adottate per evitare la sosta selvaggia.

La vicenda che vi stiamo per raccontare avrebbe del grottesco se non fosse grottescamente vera.

Dunque in via Conte Rosso, per iniziativa di una simpatica associazione che si diletta di “urban knitting”, vale a dir lavori a maglia e all’uncinetto finalizzati all’arredo urbano, le parigine dissuasive installate lungo la via sono state rivestite con colorate calzamaglie.

Gli amici della associazione, per finalità assolutamente urbane e civili, hanno rivestito le parigine, certo non per proteggerle dal freddo, ma per abbellire e aggraziare quel tratto di via.

Mal gliene incolse, è intervenuta la Vigilanza urbana e ha intimato di togliere le simpatiche coperture in quanto considerate una violazione all’art.15 del Codice della strada, considerando l’intervento danneggiamento e imbrattamento di segnaletica stradale. I vigili non si sono limitati a minacciare contravvenzioni adeguate ma sembra che, forbici alla mano, abbiamo provveduto a togliere le calze (parigine?) dalle parigine (parigine).

L’intervento ha suscitato reazioni diverse, provocando perplessità, anche divertite, sull’intervento dei vigili una volta tanto solerti per una causa che forse tanta solerzia non meritava.

Ci si augura ora, e se lo augura anche il consigliere di zona Mariani, che prevalga il buon senso e che gli “urbani” intensifichino le loro attività nei confronti dei veri problemi della città che non sono certo le parigine rivestite di maglia colorata.



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