Peace Shalom Salaam

I musulmani di Milano dicono no alla violenza.Una intervista alla scrittrice Sumaya Abdel Qader in occasione della tragedia di Parigi accaduta al giornale satirico Charlie Hebdo. E agli altri casi avvenuti nei giorni concomitanti alla strage parigina
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peace shalom salam1Avevo intervistato Sumaya Abdel Qader per il suo libro -Porto il velo, adoro i Queen- e mi aveva colpito l’ ironia con la quale trattava l’argomento immigrati di seconda generazione in Italia. Un pezzo di cuore alle origini ed i piedi in Italia dove era nata, vissuta e aveva studiato, acquisendo  due lauree, una in biologia ed una in mediazione culturaleSi è sposata con un siriano, musulmano anche lui, ed ha avuto tre figli, due femmine ed un maschio, che vanno a scuola dalle Marcelline a Milano dove lei stessa insegna arabo.Scrive o per il corriere lacittanuova.milano.corriere.it
L’ho rincontrata dopo la manifestazione in Piazza Duomo di sabato 10 gennaio. 
Sono affluiti molti cittadini milanesi, ma quanti erano i mussulmani presenti?Non moltissimi, ma ce ne erano e di tutte le estrazioni sociali, etnie, ed età. Molti giovani donne e uomini.
Condanni le morti avvenute?Sicuramente. Ciò che è accaduto sembra un assalto di guerra. A casa nostra, nel cuore dell’Europa. Le urla ’audio dei terroristi che gridano Allahu Akbar – Dio è grande-, e le rivendicazioni che giungono al grido di “vendetta per il Profeta Muhammad” tuonano nella mia  mente e nel mio cuore come una pioggia di missili.Non riesco ad accettare che si possa mancare di rispetto alla vita umana in modo così codardo. Non riesco a comprendere che si possa denigrare il nome di Dio e del suo Profeta in questo modo. Non riesco a condividere che si macchi di morte il nome di Dio e del Profeta.
Charlie Hebdo è noto per produrre vignette satiriche anche sul mondo islamico…Sì, e su ciò che accade in Medio Oriente Ma ciò non può giustificare il prezzo della vita.La comunità islamica però si è dissociata..Sì e L’associazione dei Giovani Musulmani in Italia (GMI) rigetta questo atto d’orrore: “Dio ci ha concesso il dono della vita”, dicono i GM, “Non possiamo rigettarla e toglierla”. Anche l’Ucoii, l’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, l’Alleanza Islamica d’Italia e tutte le moschee e i centri islamici d’Italia, d’Europa e del Mondo, stanno diffondendo a hanno diffuso da subito note di sdegno e sconforto.
Ma il Corano..Il Corano dice chiaramente che “uccidere un uomo è come aver ucciso l’umanità intera”; chi vuol interpretare il Corano in altro modo, giustificando guerre ed estremismi, non è null’altro che un codardo traditore della parola di divina, che è parola d’amore e pace per l’Islam come per tutte le altre fedi religiose.La vita di una persona vale la vita di tutti. Principi e valori universali come il rispetto e la reciproca solidarietà devono continuare ad essere difesi nonostante tutto.
Serve il dialogo?Il dialogo, la libertà di parola e di pensiero sono la base per la libertà in generale. L’attacco alla vita è una attacco non solo alla libertà nostra ma una sconfitta di tutti. La grandezza di una comunità o di un gruppo o di chiunque voglia ribadire qualche idea sta nella capacità di accogliere e ascoltare di dare e non solo pretendere, di accompagnare e non scavalcare e scontrarsi.
Ora gli interrogativi che ci porremo, ancora una volta, sono tanti: di chi è la colpa? Di chi è la colpa se siamo arrivati a questo? Cos’altro ci sarà?Credo che in questo momento non possiamo accettare che alcuno speculi su queste domande. Piangiamo dei morti anche oggi, come da anni ormai, vittime di cattive e spietate menti umane Temiamo la criminalizzazione e stigmatizzazione di una comunità per le azioni di singoli criminali. Poche cose possiamo dire: che chi ha commesso questo è un criminale e null’altro; che la strada verso la stabilità e la pace è lunga e tortuosa; che siamo chiamati a guardarci negli occhi e sentirci fratelli umani, responsabili l’uno dell’altro nonostante tutto.
Ma le vignette satiriche forse potevano essere più equilibrate…Un giornale satirico fa’satira su chiunque’’, ma forse poteva essere pensato a chi si rivolgeva ed attutire l’urto delle vignette.Sulla religione non si scherza.

PEACE SHALOM SALAAM

Caterina Della Torre
http://www.dols.it




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