Andar per libri: La vita è piena di trucchi

Incalzato e (quasi) tormentato dalla memoria, Enrico Finzi si racconta dalla prima infanzia alla gioventù. Un viaggio esuberante in un com’eravamo negli anni più belli della nostra vita.

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La via e piena di trucchi 2 Enrico Finzi è persona poliedrica, giornalista e ricercatore sociale, docente universitario e guru del marketing, autore di saggi e studi, con La vita è piena di trucchi (bel titolo) si misura con il racconto autobiografico, senza nascondere pressoché nulla dei suoi primi 26 anni di vita.
A onor del vero il racconto, sul filo di una memoria molto affilata, inizia nel 1949 (Finzi è del 1946) quando il giovane Enrico approda alla scuola materna in una Milano appena uscita dalla guerra che conserva ancora, e le conserverà per lungo tempo, le ferite dei bombardamenti e degli stenti.
Per 270 pagine, tante sono nel libro, si dipana un racconto nitido e coinvolgente nel quale appaiono personaggi e situazioni che definire originali è un eufemismo.
Come possono coesistere l’agenzia investigativa Pinkerton e il Partito Comunista Italiano, la Shoah e Don Giussani, una magica abuela che viene dal Sud America e le più pregiate pellicce del mondo?
Eppure nel libro c’è tutto questo e molto, molto di più. Finzi nasce in una famiglia ebrea benestante che è riuscita a superare la guerra fortunatamente senza troppe perdite, dominata da preponderanti figure femminili: la nonna severa, la madre partigiana combattente, la zia eccentrica che percorre la Galleria Vittorio Emanuele alla guida di una Fiat Topolino. Una famiglia di origine ebraica ma di propensione laica e progressista.  Una famiglia complessa e, a tratti, faticosa nella quale il nostro diventa grande superando conflitti e angherie, inseguendo i sogni di un’intera generazione di ragazzi che avevano, in quegli anni ormai lontani, speranze e aspettative vere. Ben descritto è anche il rapporto con il padre, affettuosamente conflittuale, e con gli altri membri della famiglia, la sorella carissima, il fratello più piccolo, lo zio medico.
Nel libro c’è molto forte e molto ben restituita la ricerca di se stesso, la determinazione, la lucidità di misurarsi con tutto ciò che accade intorno, senza mai (o quasi mai) nascondersi o negarsi.
L’affabulazione è assoluta, la scrittura è sempre godibile, a tratti godibilissima, a volte un po’ compiaciuta nel piacere di raccontare e anche si stupire. La parola è sciolta con dosi massicce di ironia e autoironia e, qua e là, qualche enunciazione forse un po’ moralista, ma sempre attenta ai valori veri della vita.
Il racconto è sicuramente condivisibile da tutti coloro che hanno vissuto quegli anni di grande tensione civile e politica. Finzi a 15 anni è già un dirigente della FGCI milanese, a 22, mentre molti giovani della sua generazione sono impegnati nel ’68, va a Bologna a lavorare a Il Mulino e poi a Torino alla Fondazione Agnelli portando sempre con sé la sua laicità, la sua sete di conoscenza e la sua appassionata curiosità.
Nel libro c’è la Milano di quegli anni, la classe operaia e la lotta politica, ci sono Eugenio Curiel (un modello per il piccolo Enrico) e Cesare Musatti, il gelato alla carota e i fruttini di mela cotogna, i primi amori, il sesso, la scuola e i picchiatori fascisti.
Enrico Finzi non si è fatto mancare quasi nulla: ha visto 27 volte il film “Il più grande spettacolo del mondo” di Cecil B. DeMille dedicato al mondo del circo di cui è un appassionato cultore, è rimasto incastrato nel quadro svedese della palestra scolastica, ha acquistato confezioni giganti di preservativi…
Certo ha anche studiato molto e bene, si è laureato con il massimo dei voti, si è spostato ed è diventato padre, ma queste sono le cose più scontate e, diremmo, (quasi) normali.
La vita è piena di trucchi (svela Finzi che il titolo non è dell’autore ma bensì dell’editor) è un libro pieno di memorie, è anzi un autentico tripudio della memoria personale e collettiva che si legge come fosse la memoria di tutti noi o almeno di quelli di noi che in quegli anni condividevano speranze, illusioni/disillusioni, pulsioni e rivendicazioni simili a quelle così ben raccontate da  Enrico Finzi nel suo bel libro, perché la memoria non fa trucchi…
Il resto è silenzio? Tutt’altro. Il resto è un’altra storia che (forse) non verrà mai scritta.





La vita è piena di trucchi
Bompiani Overlook
PP. 270   € 17


(Massimo Cecconi)



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