La Via d'Acqua in alto mare.

La Via d'Acqua, duramente contestata da comitati e associazioni cittadine, non verrà realizzata secondo il progetto appaltato da Expo. Tra due settimane circa verrà proposto un piano B, da rendere definitivo dopo consultazione tra le amministrazioni competenti.

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Questa la decisione di Sala, amministratore delegato di Expo, resa nota con un comunicato stampa in cui si prende atto che, dopo tre mesi di blocco dei lavori, non sarà possibile terminare l'opera entro il termine ultimo dell'aprile 2015, in tempo per l'inaugurazione della manifestazione. Gli unici ad esprimere una cauta soddisfazione sono stati i comitati e le associazioni che hanno condotto una strenua campagna per fermare i cantieri e sono riusciti ad evitare il temuto scempio dei parchi del Nord-Ovest di Milano. La Via d'Acqua e l'annessa pista ciclabile, superflua all'interno dei parchi e progettata con criteri da Grande Opera più che da pista ciclabile, si è rivelata inutile, costosa, dannosa per l'ambiente e il territorio e per questi motivi sono sorti comitati cittadini e si sono mosse le associazioni. Per contrastare un intervento già criticato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano, contestato da Italia Nostra sin da quando fu presentato come elemento qualificante del progetto Expo. Sala ha rivendicato le scelte dell'amministrazione, ribadendo il carattere strategico dell'opera e l'apertura dimostrata verso i cittadini, invitati ad un tavolo per cercare un accordo, rifiutato da una parte dei comitati. Anche il sindaco Pisapia si è rammaricato della situazione considerando la mancata realizzazione della Via d'Acqua un'occasione persa per la città.

Ho seguito la vicenda sin dalle prime assemblee e poi attraverso le e-mail dei cittadini attivi nei vari comitati, e credo che peggio di così fosse difficile trattare l'intera questione della Via d'Acqua. Intanto c'è da considerare che il progetto, nato a seguito della megalomane idea di un canale navigabile attraverso una città, si è concretizzato poi in un grande canale per far defluire una piccola portata d'acqua dal sito Expo alla Darsena, acqua smaltibile in modo molto più semplice e logico attraverso rogge e fontanili in gran parte esistenti e riutilizzabili, a costi ovviamente di gran lunga inferiori, in sintonia con i luoghi ed il paesaggio attraversati. Il progetto, redatto senza tener conto delle critiche mosse da parte di esperti ed istituzioni competenti in materia, è stato comunque appaltato; si trattava di un'opera prioritaria e strategica, quindi inutile entrare nel merito delle osservazioni ricevute. Le decisioni delle istituzioni erano insindacabili.

Quando sono comparse le ruspe e sono iniziate le proteste, dapprima non si è voluto minimamente tenere in considerazione l'opposizione dei cittadini, poi non riuscendo a procedere con i lavori, si è accettato di aprire un tavolo intorno a cui discutere con i delegati dei movimenti e delle associazioni, ponendo come pregiudiziale che si sarebbero potute concedere solo alcune modifiche, purché l'intero progetto non risultasse sostanzialmente alterato. Le posizioni all'interno dei comitati erano diverse, alcuni favorevoli a modifiche sufficienti a salvaguardare il patrimonio arboreo dei parchi e minimizzare l'impatto sul territorio, altri erano meno disponibili a limitare le varianti da realizzare, altri erano per la cancellazione del tratto sud della Via d'Acqua e opere connesse. La gestione delle discussioni all'interno dei comitati e delle assemblee dei cittadini è avvenuta con toni a volte accesi, ma sempre nel rispetto delle regole democratiche, rifiutando strumentalizzazioni politiche di parte e respingendo interferenze esterne. Certo è che i cittadini si sono sentiti traditi da un'amministrazione comunale che invece di difendere il verde e i parchi ne consentiva l'abbattimento e lo scempio. La trattativa è stata condotta dal delegato del Comune Confalonieri partendo da posizioni assolutamente rigide, innescando una serie di polemiche in merito al comportamento dei partecipanti al tavolo, con il risultato di radicalizzare lo scontro. La difesa dei parchi ha assunto i connotati di una lotta ad oltranza contro un'amministrazione ostile, incurante del rispetto del territorio e delle istanze dei cittadini. Per far prevalere la ragion di stato contro l'insubordinazione di cittadini rivoltosi e proseguire i lavori sarebbe stato necessario ricorrere alle forze di polizia. E' sembrato inopportuno seguire questa strada ed è uscito il comunicato di Sala, sopra citato, Expo rinuncia al progetto originario e propone una soluzione in grado di accontentare i comitati e le associazioni, da condividere tra i soci di Expo, Regione-Provincia-Comune, (ritengo per disinnescare i conflitti e lo scarico di responsabilità tra le istituzioni competenti), facendo intendere che non saranno ammessi ulteriori confronti e trattative.

La vicenda non è ancora del tutto conclusa e comunque vada a finire non ha contribuito all'immagine dell'amministrazione in carica e del sindaco Pisapia, Su una questione senza dubbio di rilievo per una coalizione di centro-sinistra, che della difesa dell'ambiente e del territorio fece un tema prioritario e distintivo nei confronti della precedente amministrazione, l'avallo delle scelte ereditate sorprende e costituisce motivo di forte disappunto per l'elettorato. E sì che su altre questioni importanti la discontinuità c'è stata, vedi ad esempio il Piano di Governo del Territorio e l'Area C; ma alle prossime elezioni comunali a chi potranno far riferimento gli elettori che ritengono fondamentale la salvaguardia della qualità dell'ambiente e del territorio nell'ambito cittadino? Su un altro punto poi è mancata una risposta coerente con le promesse della campagna elettorale; la totale assenza di una politica della partecipazione intesa come elemento di costruzione della democrazia dal basso. Non solo in occasione della vicenda della Via d'Acqua, ma in generale non si è notata alcuna iniziativa per dare inizio e concretezza alla partecipazione. Il tema merita ben altri approfondimenti, poiché implica una concezione del rapporto tra amministrazione e cittadini, o tra eletti ed elettori, che non consiste nel rendiconto delle scelte operate o nella disponibilità a partecipare a incontri e convegni mostrandosi freneticamente in giro per ogni dove. La partecipazione si costruisce se i cittadini vengono in qualche misura coinvolti nella valutazione e nella definizione degli interventi, prima delle loro realizzazione e non successivamente. Occorre una decisa volontà dell'amministrazione se si vuole attuare seriamente un percorso di partecipazione che comporti il coinvolgimento dei cittadini nei modi e nelle forme opportune in relazione al tipo e alla natura dei problemi da risolvere. Se le decisioni sono già state prese è inutile parlare di partecipazione. 

Senza partecipazione, quando le scelte operate trovano l'opposizione dei cittadini si deve valutare se accettare il confronto e mediare o  mporre le decisioni prese. Si possono imporre però solo scelte che appaiano fatte tenendo conto dell'interesse pubblico, non quelle che non sembrano tener in conto del bene comune. Se si va ad una mediazione bisognerà pur tener presente che le proteste trovino origine da alcune valide motivazioni e ricercare soluzioni possibili, senza presumere che le proteste costituiscano solo un impedimento all'operato insindacabile dell'istituzione. E' un fatto innegabile che amministratori ed amministrati sono divisi da uno steccato, che risale anche al distacco tra politica e cittadini; sarebbe bene cominciare a muovere piccoli passi per superare questo distacco accettando il confronto o promuovendo esempi concreti di partecipazione.

La vicenda della Via d'Acqua evidenzia anche un altro aspetto di rilievo, la Grande Opera, l'escamotage a cui i governanti da tempo ricorrono per stanziare grandi finanziamenti, senza dover trovare ampie e fondate giustificazioni e dimostrare i presupposti tecnici ed economici che consentono il ritorno di quegli investimenti rispetto alla utilità e convenienza pubblica. La logica usata sembra unicamente quella di reperire ingenti risorse finanziarie per appaltare opere di rilevante importo perché così si crea lavoro. Non è affatto vero, in questo modo si spende molto con minime ricadute sui livelli occupazionali, si sostengono i grandi costruttori e non le imprese produttive di medie e piccole dimensioni, che costituiscono il tessuto economico del paese, si tolgono alla scuola e alla ricerca scientifica e tecnologica le risorse necessarie alla formazione e al progresso delle nuove generazioni. EXPO, poteva anche essere un'occasione per rilanciare Milano e l'immagine italiana nel mondo, ma la gestione di questa iniziativa senza alcun confronto con la pubblica opinione, senza ascoltare pareri e raccomandazioni di esperti indipendenti, lasciando alla politica in ultima analisi l'ultima parola sulle scelte strategiche, non ha prodotto sinora risultati eclatanti ed ha fatto prevalere forse una visione puramente mercantile di un tema, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, che avrebbe meritato uno svolgimento a livelli ben diversi. Comunque visto che sono stati spesi un mucchio di soldi e che l'impegno assunto dalla collettività, ossia dalle istituzioni che la rappresentano, va portato a compimento, auguriamoci che prevalga il senso di responsabilità di tutti per arrivare in fondo nel migliore dei modi possibili.

Paolo Burgio



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expo, partecipazione, via d'acqua

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Re: La Via d'Acqua in alto mare.
07/03/2014 VITTORINO
Ho letto il vs. articolo. e devo farvi un plauso per la correttezza. la chiarezza e un esemplare enunciazione dei fatti in merito alla ns. contestazione non solo sulla via d'acqua ma anche a difesa della sacralità del territorio.
Mi permetto fare alcune precisazioni Non so se forse devo anche plaudire alla tarda e saggia conversione dell'Ing Sala in merito al comunicato che i parchi del Nord/ovest non saranno toccati _ Perché quanto da voi scritto e criticato dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici come opera inutile devastante e costosa, temo che le parole dei ns. rappresentanti politici e esecutori possono essere ancora rivedute e corrette. E giustamente Voi scrivete che la vicenda non è ancora conclusa. Dico questo perché ogni volta che un potente parla, dice una cosa contraria all'altro. Sala ha detto che questa sua decisione e puramente indicativa, Lupi andiamo avanti con le opere dell'Expo come stabilito, Maroni non dobbiamo dare ascolto ad ogni sorgere di comitato. Non mi meraviglio che cambino idea in quanto ce gente che istupidisce all'ingrosso e rinsavisce al minuto. Voi giustamente scrivete "si è concepito un grande canale ecc." Si, si è progettato e presentato a Parigi un grande CANALE NAVIGABILE che su un percorso di 21 km. ben 8 km. viaggia sottoterra; Mai visto battelli navigare in queste condizioni Per arrivare alla Darsena deve passare sotto il fiume Olona, sotto la metropolitana che attraversa il quartiere Gallaratese, diverse zone inquinate, scavare sotto diverse strade di grandi e piccole dimensioni, sperando che non trovino ostacoli. Se risorgesse Leonardo non so come li tratterebbe questi progettisti, (veramente lo so) Comunque poi quando si sono accorti che ciò era impossibile, allora l'hanno chiamata "vie d'acqua , poi canale irriguo. Quando cambia diversi nomi è evidente che serve a poco o niente, anche perché in questo canale irriguo è previsto uno scorrimento d'acqua di 50 cm. E anche l'interramento crea problemi, perche il manufatto essere posato quasi a filo terra per non perdere le pendenze, e pertanto l'erba non riesce a crescere, calcolando anche il divellamento dovuto alle pioggie.Non viene neanche detto quanto costerà bonificare le aree inquinate.. la pulizia del manufatto. il prelievo d'acqua del canale Villoresi che il Comune (quindi noi) dovrà pagare come avviene per gli agricoltori

Se dovessero attuare detto canale irriguo avverrà lo sventramento nei parchi. Uno scavo di 8/10 m. altro scavo per la pista ciclabile di 5 m.(bici con al seguito le auto) un notevole abbattimento di piante
L'arch. Vitruvio allora consigliava politici e architetti di unire etica e professionalità onde evitare scempi ambientali. Ma essendo passati più di 2000 anni, tutto è andato nel dimenticatoio. Autore del progetto cercasi. Come la vittoria ha 100 padri e la sconfitta è orfana, vi è un balletto di responsabilità
Nutrire il pianeta per la vita. Ma ho l'impressione che deve nutrire altri. Ci sono 90 milioni a disposizione (all'idea di quel metallo fa cantare Rossini nel barbiere) Diceva Cicerone: "Coloro che amano e difendono la terra sono persone oneste, qualità rara trovarla nei politici" Venite a trovarci e avrete modo di costatare de visu cosa succede. Sarà anche una passeggiata salutare in un mondo campestre in via di estinzione in uno dei pochi fazzoletti verdi esistenti nella soffocata città dal cemento. Vedrete ancora un po' di flora, qualche uccelletto o anatroccolo che guazza felice , le risaie, qualche cascina con allevamento di animali. Nel ringraziarvi per il Vs. interessamento. e fiducioso che non venga meno il Vs. apporto per la salvezza dei ns. parchi, colgo l'occasione per porgervi cordiali saluti, ed i migliori auguri per il Vs. giornale, che ho letto con vero piacere. e pur non essendo cittadino della Vs. zona, sono ugualmente interessato alla conoscenza dei Vs. articoli
Vittorino Bianchi

Mia E-Mail: Bertoldo88@libero.it


Re: La Via d'Acqua in alto mare.
07/03/2014 Paolo Burgio
Gentile Stefano Mansi, nell'articolo non si parla affatto di vittoria dei cittadini, si riportano le dichiarazioni di Sala e di "cauta" soddisfazione dei cittadini in attesa di conoscere cosa succederà, visto che la vicenda non è affatto conclusa. Un cordiale saluto.


Re: La Via d'Acqua in alto mare.
06/03/2014 Stefano Mansi
Gentile Burgio non si faccia anche lei confondere dai titoli sui giornali e dai comunicati di Expo. I lavori stanno andando avanti, se possibile, più celermente di prima. Mentre moltissimi cittadini si son fatti rassicurare dalle notizie di 'vittoria' comparse sui media le opere stanno procedendo. Tra martedì 4 marzo e oggi sono state cantierizzate anche le aree ancora risparmiate, sui terreni Ligresti di fianco a Bosco in città dietro l'Harbour Club tra via Novara e via cascina Bellaria. Anche sul fronte nord, in via Castellanza, proprio di fronte all'ex cava tossica di via quarenghi, i lavori della via d'acqua vanno avanti. Quidni andrei molto cauto prima di parlare di vittoria dei cittadini, la strada per salvare i parchi da cemento e calcestruzzo è ancora molto lontana. Stefo Mani No Canal


Re: La Via d'Acqua in alto mare.
06/03/2014 Umberto Boselli
Penso che le grandi opere debbano essere ampiamente condivise già in fase di proposta, prima ancora che di progetto. I parchi (e le persone) meritano rispetto.
Riguardo all'occupazione penso anch'io che la ricaduta sia minima e non è così che si crea lavoro: sono fiducioso in un graduale cambiamento di coscienza.
La reazione dei cittadini alle imposizioni di chi ha forti interessi individuali è un segnale.
Un saluto


 
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