Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand
Céline, nella lettura di Elio Germano e Theo Teardo, è una cantata drammatica
dove la voce dell’attore, che si sdoppia efficacemente attraverso l’uso di due
differenti microfoni, convive e si compenetra nell’ambiente sonoro creato dal musicista.
I personaggi sul palco, volutamente spoglio ed essenziale,
sono avvolti da una perfetta scatola nera, abbagliata solo a tratti da
penetranti squarci di luce. Domina il buio, quindi.
Del monumentale romanzo di Céline, la messa in scena rende
il clima disperato, il pessimismo, un po’ compiaciuto, sulla natura umana, le
debolezze e le miserie dell’uomo alla prese con la guerra e con le vicende
della vita.
Emerge l’inadeguatezza esistenziale dell’uomo, la sua
fragilità, la fatica di vivere in un mondo che ti respinge, che ti annienta.
Ricorre il tema del viaggio quasi come risarcimento alle umane difficoltà.
La voce urla, rantola, biascica parole al limite della
comprensione; la musica sottolinea i
passaggi di tono, intercala melodie intense con suoni aggressivi e provocanti,
in un’unica partitura scenica.
Di straordinaria vitalità Elio Germano che si conferma
attore complesso e completo, Theo Teardo interpreta dal vivo le sue musiche
sulfuree. Con loro, sul palco la violoncellista Martina Bertoni.
Applausi non formali.
Per riflettere.
Viaggio al termine della notte è all’Elfo Puccini,
corso Buenos Aires 33, sino al 19 febbraio.