Città della Salute ancora in panne

Due interrogazioni parlamentari dei Cinque Stelle rivelano che il ministero dell'Ambiente non ha ancora dato il via alle cruciali bonifiche sull'area Falck. Vuole che la Regione Lombardia investa anche su un progetto di disinquinamento del 2007 rimasto da allora sulla carta. Ma Maroni non ha i fondi per sostenerlo.
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Che succede alla Città della Salute? Il grande progetto di accorpamento dell’Istituto nazionale dei Tumori e dell’Istituto neurologico Besta in una sola nuova struttura sull’ex area Falck di Sesto San Giovanni sembrava, soltanto fino a qualche settimana fa, in trionfale fase di decollo. La Regione Lombardia pronta a erogare i fondi (400 milioni, ma sul patrimonio dei due istituti), e così il ministero della Salute (altri 40, ma in massima parte per nuove attrezzature neurochirurgiche). Convenzione tra Regione Lombardia e Comune di Sesto debitamente firmata. Pronta l’immobiliare Sesto di Davide Bizzi (proprietaria dell’area Falck), che si deve accollare il costo della bonifica dei 20 ettari necessari all’opera (ma conta di ricavarne un “volano ospedaliero” di alto valore in grado di attrarre e sostenere tutta la mega operazione immobiliare prevista sul milione di metri quadri dell’area Falck). Quindi gara d’appalto fatta, e persino l’azienda bonificante ufficiosamente designata.

Tutti pronti, tutto a posto ma…..delle bonifiche che dovevano iniziare tre settimane fa non si vede ancora traccia. Che sta succedendo?

La domanda se la sono posta gli unici oppositori sestesi al progetto. I militanti del movimento cinque stelle. Gli altri (Sel e ex Udc) sono tutti allineati con un egemone Pd che fu di Penati. E la destra è molto vicina agli interessi immobiliari e di Cl (che controlla i vertici di ambedue gli istituti), Ma i grillini hanno sollecitato i propri parlamentari, in particolare il deputato M5s Massimo De Rosa, a rivolgere formali interrogazioni ai due ministeri coinvolti, quello della Salute e quello dell’Ambiente.

Il primo se l’è cavata spiegando che la questione Sesto, della scelta per un grande doppio ospedale di un’area Falck tra le più inquinate d’Europa, non è materia che lo riguardi. Che i 40 milioni erogati vanno al biomedicale per il Besta. Stop.

Molto più interessante invece la risposta del ministero dell’Ambiente. Va letta un po’ tra le righe, ma è in fondo chiara. Dice che, al termine di una lunga procedura, il progetto di bonifica dell’area “ospedaliera” presentato da Sesto Immobiliare viene approvato, in via eccezionale”, per una prima fase e con il recepimento di alcune prescrizioni.

Un’approvazione quindi non piena, vincolata, controllata, verrebbe da dire obtorto collo.

Bizzi ha accettato le prescrizioni. E ha quindi chiesto quindi il decreto autorizzativo per avviare i lavori. Risposta del ministero: “è in corso di predisposizione”. Ovvero, al momento non c’è. E quindi le ruspe non possono ancora scavare.

Ma c’è di più, ben di più. I dirigenti del ministero dell’Ambiente sanno da anni che la bonifica dell’area Falck non si può fare soltanto decorticando, anche di 10 o 15 metri, il terreno superficiale. Bisogna andare nella falda, dove ci sono i metalli pesanti, i nitrati, il tetracloroetilene e tutto il ben di dio lasciatovi da 150 anni di siderurgia. Per questo, nel 2007, fu approvato un avanzatissimo sistema di 15 pozzi, a barriera, connessi a un sistema di depurazione che poi avrebbe scaricato acqua pulita nel Lambro.



E stanziò per la regione Lombardia ben 18 milioni per l’opera, insieme ai contributi delle aziende sestesi e del Comune. Ebbene, la grande barriera è rimasta lettera morta, con solo un pozzo pilota connesso a una vicina centrale A2a.

Oggi il ministero chiede alla Regione una “riprogrammazione finanziaria” di quei fondi, per rivitalizzare il progetto (nel frattempo divenuto molto più costoso, anche per la sparizione di molte aziende che avrebbero dovuto contribuire).

E la Regione?  Fino ad oggi niente, n’è impegni di spesa né riprogrammazione dell’intervento. Nulla finora. I costi di una reale bonifica della falda idrica dell’area Falck restano ancora da valutare realmente. E così la bonifica resta dimezzata.

Conclusione? Riporta il sito di OmniMilano:” Stefano Buffagni, consigliere M5S Lombardia, che ha fatto richiesta all’Assessore Mantovani e al Presidente Maroni di ulteriori chiarimenti sull’intricata vicenda, dichiara: "Per quel progetto faraonico da almeno trecento milioni di euro non ci sono soldi in Regione Lombardia. Di fatto la riprogrammazione finanziaria richiesta dal Ministero dell'Ambiente è uno stop al progetto. Ed è uno stop saggio: quell’area va bonificata e la Lombardia non ha bisogno di altro cemento per migliorare le sue strutture sanitarie. Non dimentichiamoci inoltre che tutta l’operazione di sviluppo immobiliare speculativo nasce dall’indagine sulle tangenti a Sesto per quell’area".

Beppe Caravita

Il testo dell'interrogazione parlamentare:

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=5324&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IN+COMMISSIONE%27



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Re: Città della Salute ancora in panne
21/11/2013 Michele Sacerdoti
Si può avere anche la risposta integrale del ministero dell'ambiente ?


 
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