Seduta del Consiglio di Zona 3 sulla sicurezza con l'Assessore Granelli

Mentre a Roma qualcuno prepara la grande insicurezza collettiva, in Zona i cittadini espongono all'Assessore Granelli le loro preoccupazioni. La destra tenta come sempre di cavalcare qualche buona tigre guardandosi bene dall'aprire un dialogo costruttivo, ma non bisogna lasciare questo importante tema ai suoi corifei.


Non è il massimo della gioia fare la cronaca della riunione di Consiglio di Zona 3 sulla sicurezza, la seduta monotematica chiesta dall’opposizione e svoltasi ieri, proprio nel momento il cui il pregiudicato che sta a capo della destra italiana probabilmente si appresta, facendo cadere il governo, a sprofondarci tutti nella più pericolosa insicurezza collettiva per l'ultimo disperato tentativo di sfuggire alle conseguenze dei suoi misfatti.

Ma questa sembra essere una delle cifre ben introiettate nelle menti e nei cuori degli esponenti dell’opposizione in CdZ3 non meno che in quelle dei loro referenti nazionali: dare la colpa di tutti i mali e i problemi, anche di quelli antichi, anche di quelli causati da loro stessi, all’avversario politico di turno, specialmente se non si piega ai loro voleri. Così le accorate segnalazioni di onesti cittadini riguardo ai numerosi problemi presenti nella nostra città e nella nostra zona in particolare, diventano il pretesto per attacchi all’assessore Granelli, alla Giunta e a Pisapia tesi a confondere le cause con gli effetti, a nascondere le responsabilità delle passate amministrazioni (in mano alla destra, ricordiamolo, nei venti anni prima di Pisapia) per il disastro finanziario del Comune di Milano che oggi più che mai toglie risorse all’azione amministrativa, a impedire una presa di coscienza collettiva sulla complessità dei problemi e rendere impossibile un lavoro in comune per risolverli nell’interesse di tutti.  

Ma veniamo alla seduta. La apre, alla presenza dell’assessore Granelli (Delega alla sicurezza e coesione sociale, protezione civile e volontariato, del Pd), dei comandanti di zona dei VVUU, dei CC e della Polizia di Stato, il presidente Sacristani (RC) sostenendo che sulla sicurezza si scontrano due scuole di pensiero, una che privilegia la prevenzione senza tuttavvia trascurare il contenimento e anche la repressione e l’altra che privilegia la repressione, rischiando però di ingigantire i problemi. E citando alla fine perfino il Papa “che cerca di evitare la guerra”. Dopo l’introduzione del consigliere Muzio (Pd) le cui posizioni abbiamo riportato in una recente intervista, e un intervento volutamente breve di Granelli che riferisce delle riunioni periodiche del Comitato per la Sicurezza (Questore, Prefetto, PS, CC ,GdF e, non sempre, Enti locali) dando un quadro sintetico delle competenze comunali e degli interventi effettuati e dichiarando esplicitamente di voler ascoltare le segnalazioni della Zona, prendono la parola i cittadini.

Una ventina di persone, privati ed esponenti di comitati e associazioni, nei loro interventi delineano un quadro in certi casi allarmante venutosi a creare nel tempo in diversi punti della nostra zona. Inizia un giovane padre di famiglia che ha comprato casa in via Teodosio credendo di andare a stare in una zona “signorile” e si è trovato in mezzo un traffico di prostitute incentrato su un appartamento locato a “una di quelle”. E poi un anziano, dell’associazione Amici delle Bocce di via Morgagni, (mica periferia, case che possono valere da 4000 al mq in su, crisi o non crisi) con forte accento meridionale lamenta la presenza nei giardini di “elemosinieri”, prostitute, sfruttatori che bivaccano, sporcano, defecano mentre i vigili “non passano mai”. L’atmosfera si riscalda quando attaccano gli abitanti delle vie attorno a Benedetto Marcello, ed è un cahier de doléances in piena regola. Già, Benedetto Marcello, col suo grande mercato invaso dagli abusivi, i suoi giardini usati anche questi come area di bivacco da numerosi senza fissa dimora e le vie limitrofe (Vitruvio, Petrella, Settala) con i noti e antichi fenomeni di spaccio prostituzione e racket. Certamente uno dei punti più critici della nostra zona. Nella via, area intermedia tra due grandi poli di attrazione come la Stazione Centrale e Corso Buenos Aires, capita di tutto, secondo quanto segnalano numerosi intervenuti. Ad iniziare dagli ambulanti che iniziano a scaricare alle 4 del mattino anche se dovrebbero aspettare le 6, alla sporcizia che si accumula davanti ai numerosi  negozi degli stranieri (“ma non abbiamo nulla in contrario se rispettano le regole!”) e poi svolazza per tutto il quartiere, fino alle risse tra ubriachi nel cuor della notte e allo scempio del verde pubblico (pagato anche dai cittadini che speravano che con i box la via fosse riqualificata). Quello che non si vede mai invece sono “le divise”. Mai che ci passi un vigile urbano, dicono in vari, anche se hanno un Comando proprio all’angolo, in via Settala 30. Ma, interpellati, i vigili avrebbero risposto di non essere competenti. Come non sono competenti, e chi lo è allora, la Questura, l’Esercito? Così viene alla luce una (pericolosa a nostro avviso) nostalgia per le ronde di decoratiana e larussiana memoria e chi le invoca viene calorosamente applaudito: “fate vedere le divise per strada” grida il sig. Ravasi “perché quelli si spaventano e diventano tutti angioletti!” Attenzione, è un dato di fatto: si può alzare il sopracciglio e definire questa una risposta “reazionaria” ma è facile farlo se si vive da un’altra, più fortunata parte della città. E invece gli spaventati, gli intimiditi finiscono per essere “i cittadini che pagano le tasse”. Come avviene, e in modi davvero inquietanti, anche in Rimembranze di Lambrate, dove “i rom” si sono impadroniti dei giardinetti, manco a dirlo. E anche qui, secondo copione “sporcano”, “defecano”, "orinano contro gli alberi". E i vecchi "zingari" sono sostituiti da nuovi che “prolificano come conigli” per usare l'espressione di una signora. C’è perfino un baretto di cinesi pieno di albanesi loschi e i cittadini non possono più passare perché vengono intimiditi. E la polizia? Un signore racconta di essere stato avvicinato da individui minacciosi semplicemente perché voleva passare di lì per accompagnare a scuola sua figlia e che il Commissariato, da lui interpellato, ha detto che non si può fare niente perché non è successo niente. “Allora aspettiamo che ci facciano qualcosa!” grida l’uomo esasperato, aggiungendo: “sono addirittura entrati nell’asilo, ma se succede qualcosa davvero, facciamo una rivoluzione!”

E poi c’è lo scheletro di un edificio abbandonato in via Bistolfi, divenuto rifugio per centinaia di disperati: il sig Magnaghi riferisce di essere stato “adescato” da una ragazza di quella gente mentre tornava a casa. Non sembra un “reazionario” il sig Magnaghi: cita anche il rischio per le persone, specialmente i bambini, che vivono lì (cadute, malattie, possibili contagi). Ma racconta anche di tutto un corollario da corte dei miracoli: anziani a rischio scippi, bici rubate, senso di pericolo, esasperazione. Un avvocato, il sig Donzelli, molto pacatamente ma con fredda indignazione, riferisce della situazione di via Piccinni/viale Abruzzi, dove prostitute e viados svolgono le loro attività proprio davanti a una scuola, con i bambini che passano tutti i giorni. “Ma siamo così impotenti da permettere una cosa del genere?” chiede con tono quasi sprezzante l’avvocato. E suggerisce che, sebbene la legge non consideri reato la prostituzione, si potrebbe intervenire “sui molti reati connessi che invece sono perseguibili”. Rincara la dose anche la signora Minoletti, del comitato Abruzzi, che dal 2006 scheda le auto dei protettori. La signora cita le tre sorelle cinesi di via Paganini, secondo quanto riferisce “padrone della zona” e punto di riferimento del “cozzo di etnie” (albanesi “con delega ai Rom”, slavi, bulgari e chi più ne ha più ne metta) imperversanti nella zona, col risultato che “la gente ha paura di uscire la sera e gli esercizi chiudono.” Un altro cittadino segnala il problema delle molte persone (1500 secondo quanto dice) che stazionano tutto il giorno, senza che nessuno le controlli, davanti all'Opera San Francesco di corso Concordia con il conseguente impatto sui soliti giardinetti, questa volta quelli di Tricolore/indpendenza (altra area di media borghesia e sempre quel tema) Non mancano neppure segnalazioni di rumorosità e schiamazzi di vari locali notturni e quella di sale da gioco troppo vicine alla scuole.

In questo clima da Fuga da New York (per essere scherzosi dopo l’elencazione di tanti problemi tutt'altro che trascurabili) interviene Valentina, una giovane dai lunghi capelli rossi, nota esponente del Collettivo Lambretta, che cerca di spiegare una visione della sicurezza basata sulla socialità e sull'aggregazione (un'po' d'aria fresca!) e non sulle telecamere o sulla massiccia presenza delle forze dell'ordine. Poi polemizza con una interrogazione del Pd che, a suo dire, conterrebbe accuse infondate al suo Collettivo. Loro non hanno occupato altro che le palazzine lasciate all’abbandono dall’Aler, non ospitano gente senza fissa dimora, non molestano i passanti e anzi svolgono attività di valore sociale per il quartiere. Ma ne spara anche un paio di grosse, visto il clima: tra le attività di valore sociale del Lambretta cita anche “la vendita di felpe e bombolette spray” e sostiene di sentirsi più sicura tornando a casa la sera “anche se ci sono in giro delle prostitute” piuttosto che in strade deserte. Figuriamoci, come sventolare una muleta rossa davanti a un toro. Dagli scranni della destra partono grida e proteste e un consigliere, tal Boari (Pdl), con sommo sprezzo del ridicolo chiede molto seriamente, formalmente e decisamente che, data la presenza di esponenti delle Forze dell’ordine, “la persona del Collettivo Lambretta venga identificata e si proceda d'ufficio per una denuncia poiché ha dichiarato lo svolgimento di un'attività illegale”. E' troppo anche per il moderatissimo pubblico presente che prorompe in un: ehh ma va!!, o qualcosa di simile (vedi il video di Micol Barba qui sotto) e malauguratamente per il consigliere nessuno degli ufficiali di Polizia e dei Carabinieri pur numerosi (figuriamoci i Vigili Urbani) scatta in piedi a raccogliere l’invito. Così Valentina, terminato il suo intervento, può alla fine lasciare la sala ancora, pericolosamente, a piede libero. 

Davvero un peccato abbandonarsi a reazioni paraisteriche quando sarebbe stato molto utile per tutti cogliere l’occasione per iniziare un’interlocuzione seria, seppur obbiettivamente difficile,  con un’esponente di una delle poche realtà giovanili organizzate del territorio, indubbiamente molto attiva sul tema della socialità e del disagio giovanile. E che dire dell'assenza nelle segnalazioni di temi come la sicurezza stradale e di quella sul lavoro? Ma i cittadini convenuti stasera questo segnalano. Poco dopo quello della ragazza del Lambretta terminano gli interventi del pubblico e iniziano quelli dei consiglieri del centro destra, a cui non par vero di gettarsi a pesce sul più che legittimo malcontento. E qui è opportuno frenare il disappunto, perché i problemi reali non mancano certo, però il diluvio di accuse e proteste dell' opposizione è davvero indisponente nei modi e nella sua malaf… bene, abbassiamo pure i toni, ma sentite un po'.  

Si va dalle accuse di complicità agli invisi Comitati per Pisapia nella vicenda dell’occupazione di Via Valvassori Peroni (ancora Boari) dove per i concerti rav che vi si tenevano un consigliere chiede addirittura se “il Comune abbia intascato una percentuale”, all’invettiva contro i writers stranieri che vengono a fare atti di vandalismo a Milano sapendo che nessuno farà niente perché Pisapia e la sua Giunta considerano gli imbrattamenti come opere d’arte (“ed è stato anche sospeso il servizio di pulizia!”). Dalle critiche alla delibera sui Rom (Santoro, Pdl) raddoppiati in città perché si danno loro milioni e milioni per case, cibo e servizi di cui non sono neppure contenti (naturalmente trascurando gli italiani) alla denuncia dell’aumento di omicidi, furti, rapine scippi e quant’altro, mentre Granelli minimizza, anzi nasconde i problemi. Il consigliere Viola (Fratelli d'Italia) cita anche il numero complessivo di reati al 31/12/1012: esattamente duecentosettantatremila quattrocentosessantacinque, né uno di più né uno di meno.

E poi dall’esecrazione per l’illegalità delle occupazioni abusive, tra cui ovviamente quelle delle palazzine Aler di Ferravilla (non una parola sui decenni di colpevole abbandono, naturalmente), si passa alla denuncia di “precise indicazioni politiche” di non intervenire per reprimere lo spaccio in porta Venezia. A questo proposito, qualcuno riesce a criticare l’ass, Granelli anche perché, riferendosi agli esponenti delle forze dell’ordine presenti, “si è portato dietro oggi tutta quella scorta” invece di aumentare la presenza sul territorio. Ed è un evidente grossolano autogol, perché definire “scorta di Granelli” (che peraltro alla fine se n'è andato per i fatti suoi solo soletto) i responsabili e i comandanti di VVUU, CC e PS non sembra proprio una cosa concepibile solo da infiniti, inarrivabili buzzurri? Non sarebbe stato più interessante chiederne il punto di vista e i programmi istituzionali piuttosto che perdersi dietro questi sterili deliri?

Intanto il pubblico si è assottigliato, data l’ora e forse anche il livello, e gli interventi dei consiglieri di maggioranza cadono pressoché nel vuoto (oltre ad essere quasi tutti piuttosto, come dire, rituali nei ringraziamenti ai presenti, e rassegnati nel tono, forse per il peso di doversi opporre a tante sanguigne, irricevibili sciocchezze. Insomma, paiono piuttosto moscetti, almeno a modestissimo parere di chi scrive.) Notiamo quelli di Basciano (Sel) tesa a spiegare che i fallimenti, come quello causante l’abbandono dello stabile di via Bistolfi, possono nascondere una pratica speculativa delle imprese. O quello di Rovelli (Pd) che ricorda come non sia competenza del Comune intervenire per le palazzine Aler. O De Luca (Pd) che si chiede sommessamente se l’aumento dei reati non sia da mettere in relazione con la gravità della crisi. O ancora Sacerdoti (Lista Milly Moratti) che spiega come la sperimentazione sul mercato di via Kramer (presenza costante di ispettori durante tutto il ciclo del mercato) sarà presto estesa a Benedetto Marcello.

Ma arrivano finalmente le conclusioni dell’assessore Granelli, bisogna dire misurate e pazienti, che in buona sostanza mettono in valore l’attività sinergica tra le varie istituzioni e tentano di fare un po’ d’ordine nelle questioni arruffate lì strumentalmente dalla minoranza (per fortuna) di centro destra.
Allora:
La limitazione dei rumori dei locali notturni dipende dall’Arpa (Regione) e la normativa è determinata dalla legge sulla liberalizzazione.
Sulla prostituzione non si può intervenire direttamente ma sono in corso indagini della Questura che però ha bisogno di segnalazioni precise. Per quella in appartamento sono possibili sequestri, ma solo in caso di presenza di organizzazioni criminali (e naturalmente competente è la Magistratura).
Sul mercato di Benedetto Marcello conferma che si applicherà presto il metodo sperimentato con successo in Kramer, dal posizionamento alla pulizia finale.
Per i bivacchi ecc. bisogna intervenire sinergicamente con Asl, Vigili e PS con l’ausilio della videosorveglianza (le telecamere in zona sono state recentemente aumetate).
In Via Bistolfi non si userà il lanciafiamme (metodologia piuttosto sconveniente) ma si sta lavorando sulla proprietà che deve mettere in sicurezza e pulire lo stabile o abbatterlo se necessario, come è stato fatto per aree simili (Bacula, Leone Cassio ecc).
I cosiddetti writers responsabili di imbrattamenti sono stati denunciati dalla polizia locale. In quei casi non si parla affatto di arte, ma di degrado. Sugli stabili pubblici si interviene ma sui privati non si può a causa di un errore della precedente amministrazione (ci voleva un bando). I privati per ora possono però utilizzare Amsa a pagamento ma condizioni vantaggiose. I graffiti artistici invece contrastano il degrado, come nel caso della Stazione Garibaldi. 
Sulle sale giochi la normativa attuale da la responsabilità alla Questura, non al Comune. Però il Comune ha emesso un’ordinanza sugli orari, stabilendo la chiusura alla una uscendo vincitrice anche, per la prima volta in Italia, dal ricorso al Tar dei gestori. Ma deve essere il Parlamento a modificare la legge.
Riguardo all’occupazione di Valvassori Peroni, dice sempre Granelli, il territorio è stato presidiato e bloccati diversi altri tentativi. Però deve essere la Provincia (Podestà, Centrodestra) a onorare la convenzione di servizio a favore dell’Istituto Vespucci. Peccato che non lo faccia e dunque blocchi la riqualificazione dell’area.
Anche sul Lambretta Granelli è stato propositivo e possibilista (più del suo stesso partito?): Aler deve garantire l’utilizzo delle palazzine con un progetto credibile, e non perpetuare l’abbandono. E i Centri sociali dovrebbero “mettersi insieme al Comune” per garantire ai cittadini la disponibilità di spazi sociali.
In chiusura, Granelli assicura di aver preso nota di tutto e che ne terrà il dovuto conto, mentre il presidente Sacristani si impegna a indire una di queste sedute sulla sicurezza ogni anno.

Piccola, umile osservazione a conclusione di un pomeriggio pesante: non bisogna assolutamente lasciare la tematica della sicurezza alla destra, altrimenti si rischia di vedere un sacco di cittadini onesti e perbene cadere nelle braccia della sua retorica perniciosa e inconcludente. Il mondo globalizzato è complesso e Milano, con le sue zone di decentramento, non meno che tutto il resto del paese, ha bisogno di essere all’altezza delle sue sfide in modo vincente e non regressivo. Ma una strigliatina al glorioso corpo dei Vigili Urbani (e magari al suo Comandante), signor assessore, non sarebbe il caso di darla?
 
Adalberto Belfiore

Tags:
CdZ3, Granelli, Sicurezza



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Re: Seduta del Consiglio di Zona 3 sulla sicurezza con l'Assessore Granelli
12/09/2013 Adalberto
Mannaggia alle diottrie. Fatto comunque, con tante scuse.
AB


Re: Seduta del Consiglio di Zona 3 sulla sicurezza con l'Assessore Granelli
11/09/2013 Carla Basciano
BASCIANO, non Brancano. L'intervento di SEL è stato fatto da me (capogruppo di SEL).
Sarebbe gradita una rettifica. Grazie
Carla Basciano


 
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