Milano 2030. Una città eco-positiva


Al convegno organizzato dalla Camera di Commercio le prospettive e le aspettative per il futuro della nostra città.
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Milano 2030

Venerdì 16 dicembre, a palazzo Turati, si è svolto il convegno “Milano 2030 - una città eco-positiva”.  Per un’intera giornata esponenti del mondo professionale, economico e accademico si sono confrontati su temi quali la “sostenibilità ambientale”, “la casa e l’abitare”, le “infrastrutture”, i “modi di vivere la città” e le “reti immateriali”, dando vita a un percorso di riflessione di ampio respiro sulle prospettive di sviluppo di Milano.

Il convegno

In questo momento di difficile transizione per il Paese, si è cercato di individuare, interpretare e approfondire gli elementi in grado di mutare radicalmente le condizioni di sviluppo dell’area metropolitana e di delineare una strategia di lungo periodo capace di guardare anche oltre la scadenza dell’Expo 2015.

Questo seminario vuole essere “un bilancio di ciò che siamo, per iniziare a progettare la città che vorremmo” - come dichiara Claudio De Albertis, presidente dell’Osservatorio Infrastrutture e Sostenibilità Ambientale promotore del convegno - “un punto di partenza obbligato per immaginare il nostro territorio e sviluppare l’idea di una Milano ancor più internazionale, in cui ricchezza e cultura crescano insieme a vivibilità e sostenibilità e che veda protagonisti dello sviluppo cittadini e imprese”.

L’obiettivo strategico

“L’obiettivo strategico su cui si è mosso l’Osservatorio è stato quello del miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente, del recupero della cultura del fare legata al territorio e alla valorizzazione delle sue risorse, incoraggiando lo sviluppo di nuovi tessuti urbani misti resi possibili dal nuovo scenario produttivo”.

Si sono delineate quindi nuove concezioni di parchi tecnologici e produttivi e si è ipotizzato come Milano potrebbe interpretare l’aspirazione ecologica e biotech di tante metropoli avanzate, declinando il tema dell’ecologia e della sostenibilità con quello del lavoro, in una prospettiva ecotech/ecowork. 

In equilibrio fra dimensione globale e attenzione alla persona 

Tanti i temi toccati: da una nuova organizzazione della mobilità con reti e infrastrutture capaci di interconnessione tra flussi di persone e merci a diverse scale, alle reti immateriali e digitali considerate come prerequisiti indispensabili per una città che vuole essere collegata col mondo.

Dalla “metropoli-giardino”, come modello insediativo che si oppone a quello della città continua (che si estende tra Milano, Varese e Bergamo), al tema dell’abitare come fattore attrattivo e dell’abitare sociale. I nuovi scenari (per es. la presenza sempre più massiccia e urbanamente evidente delle nuove comunità di immigrazione) e le mutazioni negli stili di vita (sempre più incessante mobilità nel lavoro, difficoltà economiche della classe media, l’elevata flessibilità e destrutturazione familiare …) impongono una nuova progettualità per il territorio che riduca la frammentazione e le rigidità, valorizzi i luoghi del tempo libero e favorisca un’offerta abitativa in funzione di esigenze multiple e a misura di cittadino.

La green economy

E infine, ma non certo di minor portata, il tema della green economy. I dati sono interessanti: a Milano e provincia sono 1.580 le imprese dell’eco-industria e fra queste, circa la metà opera nelle diverse fasi della filiera energetica mentre le altre nel ciclo dei rifiuti, nella gestione del ciclo delle acque e, infine, nell’ambito dei servizi privati e associativi con una prevalenza di attività in R&D.

Nel decennio 2008-2018, il solo settore delle energie rinnovabili (bio-carburanti, energia eolica e solare, dove si concentrano la maggior parte degli investimenti in R&D) si stima che crescerà del +200%; il ché lo rende una buona leva per la crescita dell’occupazione.

Ma il nuovo settore della green economy, particolarmente significativo ai fini dell’attuazione di strategie clean-tech, è sicuramente l’eco-edilizia che abbraccia in modo trasversale una pluralità di settori dell’eco-industria (dalla filiera dei materiali, alle energie rinnovabili e il ciclo dell’acqua) e può avere effetti diretti anche sui comportamenti individuali e le scelte dei cittadini.

Il sondaggio

Ma come si vivrà in questa Milano del futuro? E come se la prefigurano i suoi abitanti? Non meno interessante delle evidenze degli esperti è l’immagine che emerge dall’indagine svolta dalla Camera di Commercio su un campione di circa 2.050 persone.

Per oltre un terzo degli intervistati, Milano fra vent’anni, sarà soprattutto una città multietnica, caratterizzata dalla coesistenza di diversi popoli e culture, la positiva è ancor più significativa se a questa risposta si sommano il 9% di chi la pensa “una città globale fra le prime al mondo” e il 6.8% di coloro che la immaginano “vivace e in movimento”.  Non manca chi invece immagina che le cose peggioreranno: che la città sarà “meno vivibile” (14%) o “conflittuale e socialmente differenziata” (9%). Percentuali consistenti, ma ben lontane dall’idea “dell’allarme sicurezza”!

I milanesi e la cultura

Pochi, invece, proprio pochi quelli che scommetterebbero su un importante centro “di cultura, arte e spettacolo” (2,5%) e sono ancor meno coloro che la pensano una “città della ricerca e della scienza” (1,5).  Peccato, perché in questi ambiti la nostra città vanta una bella storia e grandi eccellenze.

Ma quando la domanda riguarda le misure che potrebbero rendere la città più attraente, allora la diversificazione dell’offerta culturale (23.3%), la valorizzazione dei musei (15.7%) e il rinnovamento architettonico (19.6%) ottengono la grandissima maggioranza delle risposte.

Meno smog e più verde

La ricerca era per lo più orientata alla qualità della vita percepita e desiderata e a questo proposito la priorità di intervento indicata è chiaramente la qualità dell’aria: il 23% degli intervistati ritiene prioritaria la “riduzione dell’inquinamento”, un altro 22% indica come essenziale il rafforzamento del trasporto pubblico e il 12% l’ampliamento delle aree verdi, argomenti decisamente tutti correlati ad un unico grande tema: respirare meglio.

 

download: Paper Osservatorio



Tags:
2030, Camera commercio, città eco-positiva

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